Prezzo petrolio 27 Settembre: illusione asiatica

Futures del greggio in rialzo durante la sessione Asiatica di oggi. Fino a Novembre è previsto un aumento dello 0,17% con il prezzo petrolio scambiato a 45,85 dollari al barile. Il Petrolio Brent per la consegna di Dicembre è invece salito dello 0,27%, ovvero 47,80 dollari al barile. Lo spread tra i contratti Petrolio Brent e Greggio è ora di 1,95 dollari. Sulle Borse mondiali ribasso dopo la piccola salita di ieri. Calo in Europa dello 0,63%.

Prezzo petrolio 27 Settembre illusione asiatica

Prezzo petrolio: Iran frena su intesa

Da ieri fino a domani, ad Algeri sta andando in scena l’International Energy Forum. I Maggiori Paesi produttori dell’oro nero sono riuniti per trovare nuovi accordi. Si auspicava una possibile intesa tra Arabia Saudita ed Iran sul taglio della produzione.

L’Iran ha però frenato gli entusiasmi. In un comunicato ufficiale si legge che l’incontro viene considerato come una semplice consultazione. Pertanto, al momento sembrano confermate le previsioni pessimistiche di molti analisti, per un accordo che sembra lontano.

Nel frattempo, le incertezze stanno penalizzando i mercati. La International Energy Agency ha pubblicato il suo ultimo rapporto mensile che conferma il rallentamento della domanda globale. Più del previsto.

In particolare, risultano sensibilmente elevate le giacenze di greggio e carburanti nei Paesi dell’Ocse. Si parla di ben 32,5 milioni di barili solo a luglio.

La richiesta è stata sostenuta principalmente da Nord America e Asia, mentre Europa, Cina e America Latina hanno invece contribuito al rallentamento.

Il sensibile disequilibrio tra domanda e offerta è anche dimostrato dall’elevata produzione di greggio da parte dei membri dell’Opec, in rapporto alla scarsa produzione dei Paesi non Opec.

Donald Trump: il piano sull’Iran

Ieri sera, atteso da milioni di persone nel mondo, ha avuto luogo il confronto per le elezioni presidenziali negli USA tra Trump e la Clinton.

Il candidato repubblicano non ha mancato di rimarcare la sua avversione all’Isis. Ne è nato un piano per risolvere la questione irachena. Trump vorrebbe impadronirsi del petrolio dell’Iran per sottrarlo all’organizzazione terroristica.

Una strategia che ha diversi limiti e che andrebbe a scontrarsi con le norme sui diritti internazionali. Praticamente, sarebbe un crimine di guerra.

Il magnate americano ha sempre sostenuto che non si tratterebbe di alcuna violazione o furto. Semplicemente gli Stati Uniti rimborserebbero se stessi.

In realtà, la conseguenza più grave sarebbe quella di trasformare il popolo iracheno da alleato contro l’Isis a nemico.

Intanto la mattinata dei mercati va avanti, con il prezzo petrolio che, dopo l’illusione asiatica, riprende la sua discesa verso il crollo.

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