Prezzo petrolio 30 Settembre: soffrono i mercati

Si è smorzato presto l’effetto dell’accordo OPEC raggiunto mercoledì sera per i tagli alla produzione dell’oro nero. Dopo la mattinata di ieri in cui il prezzo petrolio è salito sensibilmente, i mercati hanno chiuso le sedute contrastati. All’apertura odierna gli investitori hanno mostrato più prudenza. Chiaro segno che le Borse continuano ad attendere le prossime mosse di FED sul rialzo dei tassi di interesse. Attualmente il greggio è a quota 49,06, in ribasso dell’1,50%.

prezzo petrolio 30 settembre soffrono i mercati

Prezzo petrolio: comparto petrolifero su in tutta Europa

Il settore petrolifero ha ovviamente risentito positivamente degli accordi dell’Opec. In particolare, il sottoindice stoxx 600 è salito addirittura del 4%.

Come già visto nell’analisi di ieri sulla situazione dei mercati, gli investitori hanno immediatamente frenato l’entusiasmo. L’accordo c’è, ma non si conosco i termini e ciò invita i mercati alla cautela.

Cerchiamo di capire meglio i dubbi che ruotano attorno allo storico accordo. Innanzitutto, come detto, si tratta per il momento solo di “parole”. La spinta all’accordo l’avrebbe data l’Arabia Saudita, che da una parte ha il maggior deficit rispetto alle altre potenze economiche. Dall’altra rischia di essere incriminata dagli USA per coinvolgimento negli attentati alle Torri Gemelle.

Non sono in pochi a pensare che i tornaconti personali dell’Arabia Saudita potrebbero mettere a repentaglio l’accordo stesso, con l’ovvia difficile spartizione dei tagli.

Sotto un altro punto di vista, il fatto che all’interno dell’Opec vi siano ancora dissidi è forse un bene. Secondo diversi esperti, se i paesi produttori volessero, potrebbero far innalzare il prezzo anche fino a 100 dollari al barile. Un danno enorme per i consumatori di tutto il mondo.

Greggio e banche: mercati strattonati

Tornando a dare un’occhiata alle Borse mondiali, la confusione regna sovrana. Prima il prezzo petrolio che va su, poi la frenata. La situazione delle banche europee è sempre più critica. Dagli USA la FED continua a rimandare il rialzo dei tassi. Mario Draghi litiga con la Germania. Il Regno Unito non molla.

Sono moltissime le situazioni instabili del periodo e gli investitori non hanno certo vita facile.

Per quanto riguarda il greggio, gli analisti consigliano la vendita nel breve e nel lungo periodo. L’acquisto viene considerato profittevole solo per le operazioni giornaliere.

Per Piazza Affari in particolare il ritracciamento del petrolio è un’ulteriore tegola. Milano soffre della crisi delle banche molto più delle altre Borse europee.

Ricordiamo infatti che a Piazza Affari sono quotati circa 200 ETC e 25 di essi hanno come sottostante il petrolio.

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