Prezzo Petrolio oggi 02 Dicembre: secondo giorno di rialzo

Continua a viaggiare oltre i 50 dollari al barile la quotazione del greggio dopo l’accordo al taglio della produzione annunciato dall’Opec Mercoledì. Prezzo Petrolio attualmente a 50,88 dollari, dopo aver raggiunto ieri il massimo di 51,69. Indicatori tecnici segnalano tuttavia la vendita nel breve termine. Dall’apertura odierna la quotazione sta infatti subendo lievi oscillazioni. Il rendiconto di un anno si alza al 27,99%. Lieve ribasso durante la sessione asiatica, ma sia Brent che WTI rimangono sopra i 50 dollari al barile. La sforbiciata del Cartello sembra essere dunque stata accolta con ottimismo dagli investitori.

Prezzo Petrolio oggi 02 Dicembre secondo giorno di rialzo

Prezzo Petrolio: quanto durerà il rialzo

Viene da domandarsi, ovviamente, quanto potrà durare la forza del greggio dopo l’accordo Opec. Nei giorni scorsi, appena prima del meeting di Vienna del 30 Novembre, diversi analisti avevano previsto un picco di 60 dollari nel breve/medio termine.

Tuttavia, rimangono alcuni dubbi in merito alla forza del trend della quotazione. Gli esperti individuano nel possibile rialzo dei tassi USA e nel rafforzamento del Dollaro due elementi che potrebbero frenare il greggio.

La banca newyorkese Jefferies Group ipotizza che la quotazione del petrolio potrebbe salire fino a 58 dollari al barile nel 2017. E addirittura anche fino a 72 dollari nel 2018. Ma molto dipenderà dal ruolo degli USA nella faccenda.

E’ infatti necessario che le scorte di greggio subiscano una riduzione. Nel contempo però, il settore petrolifero statunitense è nettamente migliorato, anche grazie alle nuove tecnologie. Sotto l’amministrazione Trump dovrebbe anche tornare lo shale oil.

Dunque, USA e mercati dovranno raggiungere un compromesso, con l’obiettivo di mantenere l’equilibrio dei prezzi.

Deutsche Bank mantiene invece un profilo più basso. Previsto, per il 2017, un picco di 55 dollari per il Brent e di 53 per il WTI. Nel complesso, le maggiori società finanziarie globali rimangono comunque convinte che la quotazione manterrà gli attuali guadagni nel lungo termine.

Opec: i dettagli dell’accordo

A partire da Gennaio 2017, i Paesi membri dell’Organizzazione ridurranno le estrazioni di greggio complessivamente di 1,2 milioni di barili al giorno. Il tetto della produzione scenderà così a 32,5 milioni di barili, in linea con quanto stabilito ad Algeri a Settembre.

Escluse dalla riduzione Nigeria e Libia. L’Iraq si farà invece carico di una quota. Il taglio più grosso sarà eseguito dall’Arabia Saudita, maggiore esportatore di greggio, nonché Paese che più di tutti ha voluto l’accordo. Il Regno Saudita ridurrà di 486mila barili al giorno la propria produzione.

300mila barili al giorno in meno invece per la Russia, paese esterno al Cartello. Tuttavia, Novak ha specificato che la riduzione avverrà compatibilmente con le capacità tecniche del Cremlino.

Se l’accordo verrà rispettato (cosa non scontata) il prezzo petrolio potrebbe dunque finalmente trovare la tanto agognata stabilità sul mercato.

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