Prezzo petrolio oggi 02 Ottobre: apertura positiva

Il greggio apre la seduta di mercato a 49,66. Alle ore 12:00 di oggi 02 Ottobre, il prezzo petrolio fa registrare un aumento dello 0,40%, toccando quota 50,01. Da quando l’Opec ha annunciato il raggiungimento di un accordo sui tagli alla produzione, la situazione sui mercati è cambiata di poco. Tanto più che, dopo l’entusiasmo iniziale, i dubbi sul piano aumentano giorno dopo giorno.

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Prezzo petrolio: cosa accadrà a Vienna?

Come tutti ormai sanno, mercoledì scorso, ad Algeri, l’Opec avrebbe raggiunto uno storico accordo. Dopo 8 anni di guerra sulla produzione del greggio, la volontà dell’Arabia Saudita pare aver avuto la meglio.

Tuttavia, diverse perplessità sono emerse fin da subito. E’ sembrato piuttosto strano, infatti, che l’Iran avesse accettato un accordo sui tagli della produzione, dopo essersi ripetutamente dichiarata contraria.

E infatti, Teheran potrebbe essere esentata. La situazione sembra critica e non è chiaro cosa possa accadere a Vienna, quando il 30 Novembre l’Opec si riunirà per stabilire i termini dell’accordo.

Molti sospettano che il patto possa anche venire meno. Ad oggi, la situazione è questa: Nigeria, Libia e Iran hanno già chiesto l’esenzione. Sui 14 membri, probabilmente anche altri si faranno avanti in questo senso. Ad esempio il Venezuela non può permettersi tagli netti della produzione di petrolio.

Inoltre, bisognerà vedere anche come si comporteranno i Paesi non Opec. La Russia potrebbe collaborare, ma forse non immediatamente. Canada e Kazakistan hanno appena annunciato la ripresa della produzione dopo l’interruzione per calamità naturali.

E infine, sarà importante vedere la reazione degli Stati Uniti, principale bersaglio della guerra dei prezzi attuata dall’Arabia Saudita.

A conti fatti, sono in pochi a credere che l’accordo avrà lunga vita. Novembre, certamente, sarà un mese clou per molte situazioni economiche e politiche.

Nigeria: il governo porta in tribunale ENI

Nel frattempo, il governo nigeriano passa all’attacco. Dopo aver denunciato perdite per 17 miliardi di dollari nel periodo compreso tra il 2011 e il 2014, le autorità hanno preso di mira 15 aziende petrolifere. Tra queste, Chevron, Total ed Eni.

Il primo processo vedrà imputati proprio i tre colossi. L’accusa è la mancata dichiarazione di 57 milioni di barili esportati negli USA.

113 petroliere sono già state bloccate nel Paese, in attesa degli eventi giudiziari. La prima data del processo sarà il 25 Ottobre. I capi di imputazione riguarderebbero anche la Shell.

Il prezzo petrolio sui mercati, per il momento, non risente delle difficoltà dei Paesi Opec, ma c’è molta apprensione per il prossimo futuro.

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