Prezzo Petrolio oggi 04 Novembre: toccati i minimi di sei settimane

Ancora una mattinata difficile per la quotazione del greggio in questo Venerdì 04 Novembre. Intorno alle ore 9:00 l’asset ha toccato il minimo della giornata e di sei settimane di 44,3 dollari al barile. Prezzo Petrolio attualmente a 44,60. Vendita di massa da parte degli investitori. L’intesa solo verbale tra i membri dell’Opec per il taglio alla produzione di greggio rischia seriamente di non concretizzarsi. In aggiunta, il nervosismo generale dei mercati non aiuta la quotazione. WTI e Brent cedono ancora, rispettivamente 66 e 48 centesimi.

Prezzo Petrolio oggi 04 Novembre toccati i minimi di sei settimane

Prezzo Petrolio: le previsioni degli analisti

Molti si chiedono se la quotazione del greggio riuscirà a rimbalzare. Gli esperti sembrano concordi nell’affermare che le possibilità di una risalita siano davvero minime.

Un’indagine condotta dal Wall Street Journal rivela che gli analisti di ben 14 banche d’affari prevedono che anche nel 2017 la situazione rimarrà precaria. Prima di Algeri, per il prossimo anno c’era la speranza di raggiungere i 70 dollari al barile. Oggi tali speranze si sono ridotte notevolmente, ed è altamente improbabile che il Petrolio riesca a superare quota 60 dollari.

Attualmente, il prezzo del greggio sta precipitando. Nel giro di pochi giorni, la quotazione è passata da 52 dollari a 44. Gli investitori sembrano convinti che il trend si manterrà in ribasso, almeno fino a toccare la soglia dei 40 dollari.

Sul prezzo dell’oro nero oggi sta pesando ancora la forte sfiducia nei confronti delle trattative tra i membri Opec per il taglio alla produzione. I dati sulle scorte USA, aumentate ben oltre le aspettative, hanno spinto la quotazione ancora più giù. Infine, il caos venutosi a creare attorno alle elezioni presidenziali americane, ha gettato i mercati nel più completo nervosismo.

Opec: duro attacco agli “osservatori”

Mentre i mercati affossano il greggio, l’Opec se la prende con i giudizi troppo affrettati degli osservatori del settore. L’organizzazione non ci sta e critica aspramente chi continua a mettere in dubbio la capacità dei Paesi membri di influenzare i prezzi.

Nel comunicato ufficiale pubblicato sulla rivista mensile dell’organizzazione si legge che:

Per anni abbiamo visto come le loro previsioni siano state completamente errate. Quello che molti di loro non riescono a capire è che la forza maggiore dell’OPEC è la sua presenza globale e la sua diversità. Il suo grande valore si fonda sulla continua volontà dei suoi membri di discutere, consultarsi e coordinare azioni se e quando necessario”.

L’Opec sta dunque cercando di risollevare la fiducia sulla possibilità di normalizzazione del prezzo Petrolio. Per ora pare un tentativo vano, in attesa del 30 Novembre. Fonte: https://www.manualeforex.it/.

1 Commento

  1. Troppe divisioni, troppe ripicche,troppe invidie, troppe richieste di esenzioni, troppo campanilismo ed ingordigia all’interno dell’Opec, ma anche fra i paesi non Opec. I prezzi bassi andranno avanti ancora per diversi anni, creando fallimenti a raffica, perdita di posti di lavoro, mancanza di investimenti in innovazioni e nuove tecnologie, enormi ritardi in scoperte di nuovi giacimenti, defaul di stati come venezuela. Riduzioni sensibili di dividendi di aziende che investono nel settore petrolifero, pil che si riducono sensibilmente,borse che annaspano, insomma “una catastrofe finanziaria”. Questo è il mio parere.

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