Prezzo petrolio oggi 06 Ottobre: greggio in frenata

Arrivano i dati USA sulle scorte del greggio che a sorpresa sono in calo. Il prezzo petrolio scende dunque, di nuovo, sotto i 50 dollari al barile, dopo la corsa al rialzo di ieri. Secondo la banca d’affari Goldman Sachs si avrà una sovrapproduzione globale anche nel 2017, nonostante il possibile accordo Opec. Per il prossimo anno, gli analisti prevedono che il valore del greggio si attesterà attorno ai 55 dollari al barile.

Prezzo petrolio oggi 06 Ottobre greggio in frenata

Prezzo petrolio: primi passi verso l’accordo

I membri dell’Opec si riuniranno in modo informale ad Istanbul, la prossima settimana. L’obiettivo è iniziare a stabilire le modalità di applicazione di quanto deciso ad Algeri. In modo tale da arrivare a Vienna, il 30 Novembre, senza che si verifichino spiacevoli sorprese.

Già alcuni dubbi sono stati sollevati dal ministro del petrolio del Venezuela Eulogio Del Pino. Il primo scoglio da superare sarà infatti il cercare di capire come si comporteranno i Paesi non Opec coinvolti.

Per ora, gli Stati sicuri di partecipare al taglio della produzione sono: Algeria, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Gabon, Russia e Quatar.

Altri Paesi otterranno probabilmente l’esenzione, ovvero Iran, Libia e Nigeria. Il meeting si terrà, come detto, ad Istanbul, dal 9 al 13 Ottobre.

Accordo Opec: le parole di Michele Marsiglia

Il Presidente di FederPetroli Italia, Michele Marsiglia, ha espresso la propria opinione in merito alla decisione storica dei membri dell’Opec di approvare il taglio della produzione del greggio.

Marsiglia è molto scettico e individua alcuni fattori chiave in quella che sembra più una strategia che un accordo. Il numero uno di FederPetroli ha infatti dichiarato che: “E’ evidente che l’Opec sta ripetendo il gioco del rialzo e ribasso per azzerare sempre più l’economia petrolifera statunitense e disorientare il mercato petrolifero internazionale”.

Sempre secondo Marsiglia, l’obiettivo dei Paesi Opec sarebbe quello di riconquistare, pian piano, le quote perse negli anni a causa dell’aumento di produzione USA. Si tratterebbe, per il Presidente di FederPetroli, di una politica specificatamente pensata per lasciare mercati e aziende in bilico.

Nel frattempo, come è noto, la Russia ha dichiarato di essere pronta a partecipare al patto. Tuttavia, i dati di mercato dei giorni scorsi rivelano una situazione completamente differente. Nel solo mese di Settembre, in fatti, la stessa Russia avrebbe aumentato la propria produzione di circa 400.000 barili al giorno.

Effettivamente, il prezzo petrolio delle ultime sedute rispecchia in pieno la situazione di incertezza che si è venuta a creare.

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