Prezzo Petrolio oggi 07 Dicembre: asset instabile

Dopo il picco di 51,56 dollari toccato nella mattinata di ieri, il greggio ha aperto la seduta odierna in lieve calo. Il ribasso si è fermato a 50,37 dollari. La quotazione è ora preda di diverse oscillazioni. Prezzo Petrolio attualmente a 51,09 dollari al barile. Rendiconto annuo al 35,22%. Indicatori tecnici segnalano l’acquisto sul breve e medio periodo. Incertezza sul lungo termine. Dopo il meeting Opec che ha sancito il taglio alla produzione, Brent e WTI hanno recuperato circa il 10% dei guadagni persi negli ultimi mesi. Per il momento ci si aspetta una fase di consolidamento. Per il futuro l’asset punta la soglia di 60 dollari.

Prezzo Petrolio oggi 07 Dicembre asset instabile

Prezzo Petrolio: i dubbi sulla Russia

Nel prossimo fine settimana, tutti i membri Opec presenti a Vienna il 30 Novembre e 14 Paesi esterni al cartello si riuniranno per definire i dettagli dell’accordo raggiunto. L’intenzione è quella di eliminare, entro il 2017, l’eccesso di offerta.

Diversi analisti sono convinti che i prossimi due anni vedranno l’oro nero come assoluto protagonista di mercato. Secondo le principali previsioni, la quotazione del greggio dovrebbe raggiungere i 58 dollari il prossimo anno. E addirittura la soglia di 72 nel 2018.

Tuttavia, vi sono due elementi che preoccupano gli investitori. Da una parte il ruolo del Cremlino nell’accordo Opec. L’adesione di Putin sarà infatti determinante per la riuscita del taglio.

Sotto un altro punto di vista, a preoccupare è il rafforzamento del dollaro. Biglietto verde e greggio viaggiano generalmente in controtendenza. Il rialzo dei tassi USA che dovrebbe essere annunciato tra una settimana, potrebbe dunque mettere a rischio l’impennata dell’oro nero.

Opec: cosa aspettarsi dal vertice di Doha

Il 9 Dicembre i membri del Cartello torneranno a sedersi al tavolo delle trattative a Doha. Ci saranno anche dei membri esterni all’organizzazione, coinvolti nel taglio alla produzione.

La riunione, che dovrebbe solo definire i dettagli dell’accordo già raggiunto il 30 Novembre a Vienna, potrebbe però riservare delle sorprese. Innanzitutto è già data per certa l’assenza del Brasile che non ha intenzione di farsi carico di quote del taglio. Assenti anche USA e Canada.

Barkindo, segretario generale dell’Organizzazione, rimane tuttavia ottimista. Per il momento, dunque, il rally della quotazione non sarebbe in pericolo. Ma alcuni esperti temono che dal vertice del 9 Dicembre possano emergere nuovi ostacoli alla riuscita dell’accordo.

Prezzo Petrolio dunque sempre in bilico, nonostante l’attuale fiducia degli investitori e l’ottimismo generale dei partecipanti al taglio alla produzione.

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