Torna sotto i 50 dollari al barile la quotazione del greggio, nella seduta odierna di mercato. L’asset apre a 49,86 e tocca il minimo di giornata di 49,62. Prezzo petrolio attualmente a 50,04. Quotazione ancora in cerca di stabilità. Gli investitori continuano dunque ad operare con un certo scetticismo, in attesa del vertice di Doha in programma per il fine settimana. I membri del Cartello e diversi produttori esterni dovranno stabilire i dettagli del taglio alla produzione deciso a Vienna il 30 Novembre. Si temono nuovi dissidi che potrebbero mettere in dubbio l’accordo.

Prezzo Petrolio oggi 08 Dicembre quotazione in calo

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Prezzo Petrolio: scorte in calo, ma rimangono i dubbi

Diversi report economici hanno attestato un notevole calo delle scorte di greggio. Tuttavia, ciò non basta per spingere gli investitori ad avere fiducia nella quotazione. Permangono i dubbi sulle decisioni dell’Opec.

A partire dalla serata di lunedì, il greggio ha subito le incertezze dei mercati, ritracciando e staccandosi dai massimi toccati dopo il 30 Novembre. Oggi la quotazione è addirittura scesa sotto i 50 dollari.

In questo contesto, l’incontro tra i membri del Cartello e i Paesi produttori esterni all’organizzazione assume un’importanza significativa. Sabato a Doha si saprà se le molte promesse fatte sul taglio alle estrazioni potranno essere mantenute.

Putin lancia segnali positivi, ma a traballare è ora la posizione dell’Arabia Saudita. Il Regno, che ha fatto di tutto per arrivare all’accordo, ha innalzato un grosso muro in difesa delle proprie quote di mercato.

Nel complesso e paradossalmente, dal 30 Novembre in poi la produzione di greggio è aumentata. Sia da parte dei membri del Cartello che da parte dei produttori esterni. L’unica buona notizia è il report dell’EIA sulle scorte settimanali, in netto calo.

Se nel fine settimana l’Opec non farà chiarezza, sarà difficile che si verifichi il tanto atteso lancio verso i 60 dollari al barile.

Opec: mercati esauriscono euforia

Dopo il balzo del 15% post Vienna le chiacchiere stanno a zero. Opec e Russia hanno promesso il taglio alle estrazioni, ma hanno prodotto di più.

Dopo un martedì e un mercoledì di ribasso, oggi è il giorno in cui si può attestare che l’euforia per l’accordo è già stata esaurita dai mercati.

Fine della corsa? La risposta arriverà da Doha nel fine settimana. Molto, certamente, dipenderà dalla Russia. Secondo l’accordo di Vienna, i Paesi esterni al cartello dovrebbero porre un taglio alla propria produzione di circa 600.000 barili al giorno. Il Cremlino ha già dichiarato che non andrà oltre i 300mila.

A questo punto, l’Arabia Saudita dovrà scegliere se farsi carico di quote ulteriori o se difendere le proprie quote di mercato. Tutto porta a pensare che il Regno scelga la seconda strada. E che dunque a Doha i negoziati non saranno affatto tranquilli come si vuole far credere.

Almeno fino a domani, il rialzo del prezzo petrolio rimane pertanto a rischio.