Prezzo petrolio oggi 10 Ottobre: greggio sottopressione

Durante la sessione asiatica il prezzo petrolio è tornato a scendere, subendo la pressione dei mercati. Sembra ormai ufficiale che gli effetti al rialzo dati dall’annuncio dell’accordo Opec siano terminati. Al contrario, man mano che si avvicina l’incontro dei paesi membri dell’organizzazione, il 30 Novembre a Vienna, salgono i timori per un nulla di fatto. Nel mese scorso, i dati rilevati parlavano ancora di una sovrapproduzione a livello globale. Attualmente, il Petrolio WTI sempre sotto i 50 dollari al barile, mentre il Brent si mantiene a 51,80, ma in ribasso.

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Prezzo petrolio: nuovi timori per il taglio alla produzione dei Paesi Opec

Già subito dopo l’annuncio del patto, era prevalso uno scetticismo generale nei confronti delle intenzioni dei membri dell’Opec. Giorno dopo giorno si sono aggiunti ai dubbi anche tasselli concreti che vanno a delineare il puzzle dei timori di investitori ed economisti.

In particolare, hanno sollevato parecchie perplessità le recenti parole del Ministro dell’Energia russo. Come era già noto, l’accordo per poter funzionare dovrebbe essere supportato dalla collaborazione di Paesi produttori esterni all’Opec. Tra questi, in prima linea la Russia. Tuttavia, Alexander Novak ha dichiarato che il paese non si sta preparando a firmare alcun accordo sulla produzione con i membri dell’OPEC.

Senza la collaborazione russa, dunque, l’accordo al taglio potrebbe essere messo a rischio, se non addirittura saltare.

Desta preoccupazione anche l’aumento degli impianti di trivellazione negli Stati Uniti. Prima del 30 Novembre, i membri dell’Opec si riuniranno questa settimana ad Istanbul, per fare il punto della situazione e per cercare di capire il ruolo dei Paesi esterni.

Iran: nuovi contratti petroliferi nel 2017

L’accordo Opec fortemente voluto dall’Arabia Saudita, non è stato ostacolato dall’Iran, ma Teheran dovrebbe essere esentata dal taglio alla produzione.

Qualche giorno fa, il ministro del Petrolio iraniano aveva annunciato un aumento delle estrazioni. Tali dichiarazioni avevano fatto storcere il naso un po’ a tutti, visto quanto concordato ad Algeri.

Successivamente, Bijan Zangeneh ha corretto il tiro annunciando che diversi contratti petroliferi saranno firmati entro il 20 marzo 2017, ma che gli stessi seguiranno un nuovo modello di contratto che verrà specificato a breve. Presumibilmente, le nuove collaborazioni dovrebbero tener presente di quanto si deciderà a Vienna.

Zangeneh si è poi espresso anche sull’accordo di Algeri, sostenendo che, a suo avviso, la cooperazione tra Opec e produttori al di fuori del Cartello può essere efficace.

Ad ogni modo, il prezzo petrolio continua a vivere di pressioni e oscillazioni, non riuscendo a prendere ancora una direzione ben decisa.

 

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