Prezzo petrolio Oggi 13 Ottobre: accordo Opec rinviato

Borse deboli nella seduta odierna di mercato, anche a causa della situazione sul greggio. Prezzo petrolio in lieve calo rispetto a ieri. Nulla di fatto ad Istanbul tra i membri dell’organizzazione dei produttori e la Russia. Le parole di Putin avevano fatto ben sperare nei giorni scorsi. Il Ministro dell’energia Russo Novak aveva poi corretto il tiro, specificando la disponibilità al congelamento, ma non alla diminuzione delle estrazioni. Mercati che risentono di queste incertezze, in attesa della prossima riunione a Vienna.

Prezzo petrolio Oggi 13 Ottobre accordo Opec rinviato

Prezzo petrolio: cosa è accaduto ad Istanbul?

L’accordo Opec sul taglio alla produzione di greggio sembra sempre più una farsa. In considerazione di come stanno andando le negoziazioni tra i membri interni ed esterni all’organizzazione, qualche dubbio inizia a diventare certezza.

Diverse indiscrezioni sostengono che alla riunione di ieri ad Istanbul i vertici dei Paesi produttori si siano spaccati. Forti sarebbero stati anche i dissidi con la Russia.

Come previsto, le incomprensioni sono iniziate durante la discussione sulla ripartizione delle quote in base al taglio. Come era ovvio, nessuno vuole produrre meno di altri.

I problemi più grossi sembrano ruotare intorno al Venezuela e all’Iraq. Secondo alcune fonti, la produzione di oro nero dichiarata dai due Paesi sarebbe superiore a quella reale. In questo modo le due nazioni tentano di aggirare la ripartizione delle quote, puntando all’esenzione.

L’Arabia Saudita continua a sostenere di avere l’appoggio della Russia. Anche se, come detto, i vertici del Cremlino non hanno mai confermato il taglio, ma solo la disponibilità al congelamento.

Il nulla di fatto riporta il greggio a subire la pressione dei mercati. Sia Brent che WTI cedono, nella giornata di oggi, qualche punto percentuale.

Investimenti: si teme nuovo crollo per l’oro nero

Non è solo il fallimento della riunione di Istanbul a preoccupare i mercati. Al quale si aggiungono, peraltro, i già cospicui dubbi sul possibile funzionamento del piano Opec.

Altri elementi potrebbero portare il greggio ad un nuovo crollo. Primo tra tutti la pressione costante degli investitori. Non di minore importanza è il ruolo della Russia che influenza fortemente la quotazione.

Putin dichiara che le intenzioni ci sono, ma il suo ministro Novak sottolinea che nessun accordo è stato firmato da parte del Paese. L’incertezza sul ruolo del Cremlino contribuisce ad innervosire i mercati.

Gli analisti dunque non escludono un possibile imminente crollo del prezzo petrolio, dopo le buone performance dei giorni scorsi. A fine mese, nella riunione di Vienna, se ne saprà di più.

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