Prezzo Petrolio oggi 16 Dicembre: greggio in difficoltà

Dopo il boom di inizio settimana, la quotazione dell’oro nero fatica a mantenere una tendenza al rialzo stabile. Nella serata di ieri, l’asset è sceso fino al minimo di giornata di 50,09 dollari al barile, salvo poi risalire in chiusura. Prezzo Petrolio attualmente a 50,72, giù dello 0,35%, rispetto all’apertura odierna di 51,13. Rimangono alti i timori per l’attuazione dell’accordo Opec, ratificato la scorsa settimana. I dati sulle scorte mensili e settimanali non sono buoni. Tuttavia, il Cartello e i membri non Opec che hanno partecipato all’accordo si dichiarano ottimisti.

Prezzo Petrolio oggi 16 Dicembre greggio in difficoltà

Prezzo Petrolio: i motivi della frenata del greggio

Le previsioni degli analisti sul futuro della quotazione dell’oro nero sono sempre più contrastanti. L’asset si mantiene sopra i 50 dollari, sia per il Brent che per il WTI. Tuttavia, i grafici mostrano un’evidente frenata rispetto alla tendenza di inizio settimana. Cosa sta succedendo?

Le correnti di pensiero sono essenzialmente due: c’è chi continua a nutrire fiducia nei confronti dell’accordo Opec sul taglio alla produzione e chi invece si professa scettico.

I membri dell’Organizzazione dei Paesi produttori di greggio si sono visti costretti a prendere le misure stabilite a Vienna. Negli ultimi anni, infatti, il prezzo del greggio ha subito un consistente calo. Dovuto soprattutto al rifiuto, da parte dei produttori, di limitare le estrazioni. Per non perdere la propria fetta di mercato.

La situazione, ad un certo punto, è diventata però insostenibile. E dunque l’Opec stessa, trainata dall’Arabia Saudita, ha scelto di dare la svolta, con l’accordo di Vienna.

Tuttavia, a sostegno della tesi degli scettici, vi sono molti elementi. Innanzitutto, l’Opec ha iniziato le trattative ad Algeri a Settembre. Da allora, la produzione di greggio dei paesi del Cartello è paradossalmente aumentata.

Anche andando indietro nel tempo, è difficile trovare situazioni recenti in cui l’Opec abbia rispettato degli accordi presi.

Infine, rimane l’incognita Trump. Il nuovo Presidente USA ha infatti più volte dichiarato di voler rendere il proprio Paese indipendente dalla produzione del Cartello. Dal momento che le risorse interne ci sono e che molti dei membri Opec sono nemici degli Stati Uniti.

Russia: le aziende taglieranno la produzione di greggio

L’unico fattore odierno che sembrerebbe riuscire a mantenere a galla il Prezzo Petrolio è legato ad Alexander Novak.

Il Ministro dell’Energia russo ha infatti confermato che le aziende estrattive del Paese rispetteranno i tagli previsti dall’accordo di Vienna. Dovrebbe partecipare anche il colosso petrolifero Rosneft.

Inizialmente si temeva anche sul ruolo della Russia. Dal momento che Mosca sembrava aver chiesto il taglio alle proprie aziende, trasformandolo però in una scelta volontaria da parte delle società stesse.

A quanto pare, tuttavia, già molti produttori russi hanno affermato di aver iniziato ad attuare i tagli previsti. Una commissione monitorerà la situazione due volte al mese.

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