Prezzo Petrolio oggi 16 Novembre: impennata dell’oro nero

Nella seduta odierna di mercato gli investitori sembrano aver ritrovato fiducia nell’Opec. Prezzo Petrolio schizzato al +6%. Brent e WTI si attestano rispettivamente tra i 46 e i 45 dollari al barile. Si tratta della spinta più forte da fine settembre, quando venne annunciato l’accordo per il taglio alla produzione, da Algeri. Rimbalzo principalmente dovuto ad una serie di indiscrezioni. Sembrerebbe che i membri Opec abbiano in programma diversi incontri nei prossimi giorni. Con l’obiettivo di sistemare la situazione prima del meeting del 30 Novembre.

Prezzo Petrolio oggi 16 Novembre impennata dell’oro nero

Prezzo Petrolio: le voci sull’accordo al taglio

Ad Algeri l’Opec aveva concordato un taglio alla produzione di greggio, stimando un tetto massimo di 32,5-33 milioni di barili al giorno. Dopo l’entusiasmo iniziale, immediatamente è stata evidente la difficoltà nello stabilire le quote del taglio tra i membri dell’organizzazione.

A destare perplessità anche la posizione della Russia, Paese produttore esterno, inizialmente dichiaratasi disponibile al taglio. Salvo poi rimanere neutrale di fronte alle dispute interne.

Negli ultimi giorni, Iraq e Iran avevano ribadito il proprio NO secco all’accordo, a causa della situazione politica ed economia entro i propri confini.

Tutto lasciava presagire una disfatta. Compreso l’aumento delle scorte USA e l’incremento di produzione ad ottobre da parte di alcuni membri dell’Opec stessa.

Poi, nella serata di ieri, sono circolate alcune voci. In particolare, ad attrarre l’attenzione dei mercati, l’incontro tra il ministro saudita dell’Energia Khalid Al Falih e il suo omologo russo Alexander Novak. I due dovrebbero confrontarsi tra domani e dopodomani durante il Gas Exporting Countries Forum in Quatar. L’Arabia Saudita non compare tra i partecipanti al Forum. Dunque l’incontro sembrerebbe essere stato pianificato proprio per gestire i negoziati legati all’accordo per il taglio.

Pianificati anche altri importanti incontri prima del 30 Novembre. Ciò ha dato ai mercati nuove speranze che l’Opec possa trovare le giuste soluzioni entro i termini stabiliti. La volontà c’è.

EIA: la domanda di greggio crescerà nel prossimo ventennio

Nel frattempo, arriva il report annuale dell’International Energy Agency. Secondo quanto comunicato dall’agenzia, lo scenario più probabile per il futuro sarà un aumento della domanda, almeno fino al 2040.

Tutto ciò, a dispetto dell’uso delle rinnovabili e degli accordi di Parigi del 2015 che prevedevano un piano di riduzione della produzione dei combustibili fossili. Una delle soluzioni pensate per far fronte al surriscaldamento del pianeta.

Dunque potrebbero diminuire le scorte e i prezzi finalmente normalizzarsi.

Intanto il prezzo petrolio rialza la testa, con la speranza che almeno fino a fine mese la situazione rimanga positiva.

 

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