Prezzo Petrolio oggi 17 Novembre: greggio non molla la presa

Sale agli attuali 46,22 dollari al barile la quotazione del greggio, nella seduta odierna di mercato. Nel complesso, però, il prezzo petrolio si muove ancora sotto pressione a causa dei dubbi sull’accordo Opec. Al momento, gli indicatori tecnici segnalano l’acquisto per il breve e medio termine. Maggiori incertezze per il lungo periodo. Gli investitori attendono ora con ansia l’incontro informale previsto per domani a Doha, tra i membri dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio. Ci sono ancora speranze per il patto sul taglio. La Russia dice sì.

Prezzo Petrolio oggi 17 Novembre greggio non molla la presa

Prezzo Petrolio: gli ultimi aggiornamenti

La quotazione del greggio è stretta tra due pesanti morse. Da una parte il report dell’EIA che ha attestato ancora un dato in rialzo per le scorte di Petrolio. Dall’altra, si continua a lavorare per arrivare al 30 Novembre con un accordo in mano. E finalmente la Russia sembrerebbe essersi schierata ufficialmente a favore del taglio.

Per quanto riguarda le scorte di petrolio settimanali negli USA, l’incremento è stato di ben 5,3 milioni di barili. Contro un’aspettativa pari a 1,5 milioni. Al rialzo anche le scorte di benzina, per le quali si prevedeva, invece, un calo.

Ne deriva che un accordo per il taglio alla produzione non sia più solo auspicabile, ma necessario. Domani, a Doha, si verificheranno una serie di incontri incrociati tra i ministri dell’Energia dei vari Stati membri dell’organizzazione. Ci sarà anche Alexander Novak, che attualmente sembrerebbe in costante contatto con il suo omologo saudita.

Ufficialmente, la riunione di domani non è stata annunciata, poiché i vertici dei governi coinvolti si troveranno a Doha per partecipare al Gas Exporting Countries Forum. Tra gli “invitati”, non compare l’Arabia Saudita, che pure sarà presente però, dando adito a forti indiscrezioni su un possibile pre accordo prima del 30 Novembre.

Quotazione greggio: i possibili scenari

Nonostante l’apprezzamento del dollaro e i dati sulle scorte USA, il greggio resiste alla pressione degli investitori. E per il momento mantiene i guadagni di ieri, dopo il crollo dei giorni scorsi.

Il mercato sembra dunque credere che l’accordo verrà raggiunto. Spingendo Brent e WTI tra i 46 e i 47 dollari al barile.

A questo punto, gli scenari possibili sono due. Con il raggiungimento dell’accordo, il prezzo petrolio potrebbe tornare a schizzare a 52 dollari. In caso contrario, la quotazione potrebbe ritracciare scendendo oltre i 40. La seconda ipotesi è molto legata al ruolo dell’Iran, ancora contrario ad accettare i tagli.

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