Prezzo Petrolio oggi 17 Ottobre: greggio arretra

La quotazione del greggio fa marcia indietro all’apertura della Borsa asiatica. Forte indecisione tra gli investitori. Prezzo petrolio che si mantiene attualmente lievemente sopra i 50 dollari al barile. Ma il calo appare deciso sia per il Brent che per il WTI. Quest’ultimo sceso in avvio a 49,9 dollari, salvo poi recuperare. Nel frattempo i mercati attendono i dati sull’inflazione della zona euro. Anche i titoli dei colossi petroliferi cedono qualche punto percentuale. In particolare Total SA è attualmente in perdita dell’1,25%.

Prezzo Petrolio oggi 17 Ottobre greggio arretra

Prezzo Petrolio: previsione settimanale

L’attesa degli investitori è sempre la stessa. Ovvero ulteriori indicazioni sull’accordo Opec per il taglio alla produzione del greggio. Nella scorsa settimana, dopo il nulla di fatto ad Istanbul, la quotazione del petrolio è tornata a muoversi in calo. Pur facendo registrare quattro aumenti consecutivi.

In particolare, il greggio Brent ha toccato i 53,73 dollari al barile, dopo le parole di Putin sulla disponibilità della Russia a partecipare all’accordo.

Lo stesso Brent ha però poi ceduto buona parte dei guadagni dopo la pubblicazione di mercoledì del report mensile Opec. I dati, contrariamente alla strada che l’organizzazione vorrebbe prendere, hanno evidenziato un nuovo aumento delle estrazioni.

Gli operatori di Borsa continuano quindi a mostrarsi piuttosto indecisi. Per questa settimana, occhi puntati su tre eventi significativi. Per domani, Martedì 18 Ottobre, è prevista la pubblicazione del report settimanale sulle scorte di greggio da parte dell’American Petroleum Institute. Mercoledì 19 Ottobre seguirà il report dell’U.S. Energy Information Administration, sulle scorte di greggio e benzina. Infine, per Venerdì 21 Ottobre è prevista la pubblicazione dei dati settimanali sugli impianti di trivellazione negli USA.

Per il momento l’asset continua a subire diverse oscillazioni. Vendita e acquisto si alternano sia nel breve che nel lungo periodo.

Alexander Novak: sì al congelamento

Nel frattempo, il Ministro dell’Energia russo è tornato a parlare delle possibili modifiche alla produzione. Novak ha lanciato un appello a tutte le compagnie nazionali invitandole a partecipare al congelamento.

Il Ministro russo ha sottolineato come un’operazione di questo tipo possa risultare vantaggiosa per le compagnie stesse.

In un’intervista a Russia 24, Novak ha dichiarato che: “Continuiamo a lavorare con le nostre aziende, a tenere consultazioni e speriamo che tutti prendano parte a questa iniziativa considerando che sarebbe vantaggioso sia per le imprese e sia per il budget così come per mantenere stabili i prezzi e i processi di investimento per le aziende. Contiamo su un approccio comune nella realizzazione di questi obiettivi”.

La Russia sembra dunque realmente intenzionata a sostenere l’accordo Opec, seppur con operazioni di congelamento e non di taglio. Prezzo Petrolio che dunque dovrà attendere le prossime sedute per capire se ci sono i margini per un nuovo netto rialzo.

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