Prezzo Petrolio oggi 19 Dicembre: greggio sale

La quotazione del greggio viaggia in risalita nella seduta odierna di mercato. Prezzo Petrolio che apre a 53,23 dollari al barile e sale fino al massimo di giornata di 53,50. Minimo toccato per ora 53,03 dollari. Asset attualmente a 53,27, in rialzo dello 0,60%. Rendiconto di 1 anno al 53,24%. Indicatori tecnici segnalano la vendita per il brevissimo termine, mentre si mantengono neutrali per le negoziazioni a partire da 15 minuti. Acquisto preferibile per il medio e lungo periodo. Borse mondiali complessivamente deboli, con il biglietto verde in calo. Mentre il greggio scaccia i fantasmi della scorsa settimana e sembra destinato a salire ancora.

Prezzo Petrolio oggi 19 Dicembre greggio sale

Prezzo Petrolio: previsioni della settimana

Il greggio Brent si muove attorno ai massimi degli ultimi 17 mesi. Dopo una settimana contrastata, nella quale sono riemersi i dubbi sulla reale fattibilità del taglio alla produzione voluto dall’Opec, la quotazione oggi sembra aver riconquistato la fiducia degli investitori.

Tra giovedì e venerdì scorso, Alexander Novak, ministro dell’Energia russo, ha confermato che le aziende della propria nazione taglieranno le estrazioni come previsto dall’accordo di Vienna. Inizialmente, tali tagli sarebbero stati richiesti su base volontaria. Successivamente, le autorità russe hanno invece assicurato che i tagli verranno applicati. E monitorati da una specifica commissione.

Anche il Kuwait è uscito allo scoperto. Informando i propri acquirenti che, a partire dall’inizio del 2017, la produzione di greggio subirà una serie di tagli. Come previsto dagli accordi presi dalla nazione nell’ambito dell’accordo raggiunto tra i membri dell’Organizzazione dei paesi produttori di petrolio.

Rimane lo spettro delle scorte. Soprattutto se Libia e USA continueranno ad aumentare la produzione, come accaduto la scorsa settimana.

Per i prossimi giorni, vi sono diversi eventi che potrebbero influenzare la quotazione del greggio. Si inizia Martedì 20 Dicembre con il report settimanale sulle scorte dell’American Petroleum Institute. Per mercoledì 21 Dicembre è atteso invece il report dell’EIA. Si chiude venerdì 23 Dicembre, con Baker Hughes che rilascerà i dati settimanali sul numero degli impianti di estrazione attivi negli USA.

Accordo Opec: Iraq il Giuda del Cartello

Tra i membri Opec che destano più preoccupazione c’è senz’altro l’Iraq. Che già parecchi problemi aveva causato in fase di negoziazione.

Secondo diverse indiscrezioni, Baghdad, invece di tagliare le estrazioni, avrebbe architettato un piano per aumentare le vendite, a partire da Gennaio 2017.

In base ai dati raccolti dal Wall Street Journal, la compagnia petrolifera di stato irachena SOMO potrebbe aumentare la propria produzione del 7%, rispetto alle vendite di ottobre. Per un’estrazione totale pari a 3,53 milioni di barili al giorno.

Prezzo Petrolio che dunque rischia una ricaduta sia a causa di produttori esterni, sia per il possibile tradimento da parte di membri interni all’Organizzazione.

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