Prezzo Petrolio oggi 20 Dicembre: quotazione stabile

Si mantiene sopra i 53 dollari al barile la quotazione del greggio, in questo martedì di mercato pre natalizio. Nonostante i mercati misti, a causa degli attentati di Berlino di ieri. Prezzo Petrolio attualmente a 53,62, in rialzo dell’1,06%. Indicatori tecnici segnalano l’acquisto per il breve, medio e lungo periodo. Permangono ancora diversi dubbi sull’Opec. Sarà in grado il Cartello di rispettare i tagli promessi? Al momento, con gli scambi ridotti per via delle vacanze di Natale, l’asset sembra favorito dalla fiducia degli investitori. Ma le previsioni future non sono totalmente rosee.

Prezzo Petrolio oggi 20 Dicembre quotazione stabile

Prezzo petrolio: equilibri a rischio con Trump Presidente?

Oltre alle reali intenzioni di alcuni membri dell’Opec, la preoccupazione globale è rivolta soprattutto a Donald Trump. E sulla politica che il tycoon adotterà, in merito al Petrolio, non appena prenderà ufficialmente in mano le redini della sua nazione.

Il tema energetico rappresenterà senz’altro uno dei punti chiave del programma del magnate newyorkese. Lo dimostra anche la nomina di Rex Tillerson come Segretario di Stato. Tillerson è infatti anche CEO di Exxon Mobil, e dunque un petroliere.

Una delle promesse fatte da Trump durante la campagna elettorale, riguarda le diverse modifiche che verranno apportate all’attuale sistema fiscale. Il tycoon vuole assolutamente incentivare le esportazioni, al fine di tagliare il deficit commerciale. E ciò potrebbe avere un primo importante impatto soprattutto sul comparto petrolifero.

Infatti, qualora venissero approvate le misure previste, per gli USA potrebbe essere notevolmente più conveniente esportare il greggio estratto all’estero. Per aggirare il sistema delle imposte.

E dunque, le compagnie americane potrebbero essere spinte ad esportare di più e importare di meno. L’accordo Opec ha portato inoltre alla riattivazione delle estrazioni di diverse postazioni USA.

In conclusione, la politica del tycoon giocherà un ruolo fondamentale sugli equilibri futuri. C’è il grosso rischio che gli Stati Uniti possano completamente vanificare gli sforzi del Cartello e mantenere troppo alta l’offerta di greggio.

Borse: previsioni petrolio

Da un capo all’altro del mondo la situazione è molto diversa. Negli USA aumentano gli impianti di estrazione. Mentre in Russia sono già stati avviati i tagli previsti dall’accordo Opec.

Sul breve termine, la quotazione del greggio non dovrebbe subire grossi cambiamenti. Anzi, è probabile che entro fine anno il mercato si riequilibri definitivamente. Con il Prezzo Petrolio stabile oltre i 50 dollari al barile e in rialzo fino al primo obiettivo di 60 dollari.

Entro fine settimana verranno rilasciati nuovi dati sulle scorte globali. E si avrà dunque una situazione più chiara di come stanno andando le cose dopo Vienna e di come potranno andare.

Per il momento prevale l’ottimismo. E se tutto si svolgerà secondo i piani, già nella prima metà del 2017 potrebbe calare vistosamente l’eccesso di offerta.

 

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