Prezzo Petrolio oggi 21 Dicembre: greggio in crescita

Continua a crescere la quotazione dell’oro nero, portandosi vicina ai 54 dollari al barile. Prezzo Petrolio attualmente a 53,74, in rialzo dello 0,83%. Indicatori tecnici segnalano l’acquisto dell’asset per il breve, medio e lungo periodo. Attesi per oggi pomeriggio i dati relativi alle scorte USA. L’obiettivo dei 60 dollari auspicato dall’Opec non sembra dunque lontano. Se i reports di questa settimana dovessero attestare un calo nelle scorte globali, la quotazione del greggio avrebbe buone possibilità di innalzarsi ancora nel breve termine. Tuttavia permangono alcuni dubbi sul taglio alle estrazioni e sul ruolo USA.

Prezzo Petrolio oggi 21 Dicembre greggio in crescita

Prezzo petrolio: Obama sfida Donald Trump

Mentre il tycoon newyorkese sceglie un petroliere come Segretario di Stato e continua a sostenere che gli USA aumenteranno la produzione di greggio, il Presidente uscente blocca le trivellazioni in Artico e Atlantico.

Barack Obama ha dunque deciso di vietare la concessione di nuove licenze per trivellazioni nelle località a rischio ambientale. E a tempo indeterminato. Il divieto avrà infatti valore di legge e non potrà essere revocato dal suo successore.

Contestualmente, anche il Canada ha congelato le esplorazioni petrolifere nell’Artico.

L’industria petrolifera statunitense è già partita all’attacco contro le misure prese dall’ormai ex leader della Casa Bianca. E’ dunque probabile che la nuova amministrazione tenterà di trovare il modo per arrivare alla revoca del provvedimento.

Da parte sua, Obama difende la propria politica ambientalista, dichiarando che:

Queste azioni, e quelle parallele del Canada, vogliono proteggere un ecosistema unico e fragile. Intendiamo proteggere un ecosistema unico ed incredibilmente vivo”.

Iran: l’aumento della produzione è davvero possibile?

La ripresa del mercato del greggio nel corso di questo 2016 ha avvantaggiato soprattutto l’Iran. Di fatto, Teheran ha raddoppiato le esportazioni. Raggiungendo una produzione giornaliera di 3,67 milioni di barili.

Grande vittoria dello Stato islamico anche al vertice di Vienna. L’Opec ha infatti concesso a Teheran di aumentare la produzione, in modi e tempi compatibili con i tagli previsti per tutti gli altri membri dell’Organizzazione.

Tuttavia, se molti Paesi del Cartello hanno difficoltà a tagliare le estrazioni, l’Iran sembra non riuscire ad attuare il tanto agognato piano di aumento.

L’obiettivo di Teheran è quello di raggiungere i 4,08 milioni di barili al giorno. Ovvero un ritorno al livello produttivo prima delle sanzioni internazionali.

Tuttavia, l’Iran non possiede gli strumenti tecnologici necessari per fare un salto di qualità consistente e nel breve termine. Molto dipenderà, dunque, dalle imprese straniere disposte a scendere a patti con il governo iraniano. In una simile condizione, le concessioni ottenute dall’Opec potrebbero servire a ben poco.

Prezzo Petrolio dunque attende il report dell’EIA, ma secondo le stime dell’API le scorte settimanali statunitensi sarebbero inaspettatamente calate.

 

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