Prezzo Petrolio oggi 22 Ottobre: su dopo dichiarazioni Russia

Di nuovo sopra i 50 dollari al barile il prezzo petrolio. Rialzo supportato dalla conferma del Cremlino di essere pronta ad adeguarsi al congelamento della produzione. Tuttavia, il rafforzamento della valuta statunitense ha leggermente frenato la quotazione. Sia Brent che WTI tornano ai massimi delle ultime settimane. Il ministro dell’energia russo Alexander Novak ha dichiarato che presenterà la proposta di adeguamento al suo omologo saudita. L’incontro dovrebbe avvenire questo fine settimana.

Prezzo Petrolio oggi 22 Ottobre su dopo dichiarazioni Russia

Prezzo Petrolio: quando si fermerà l’altalena?

Tra conferme, smentite, dati deludenti e nervosismo dei mercati, la quotazione dell’oro nero continua ad oscillare su e giù. Ma fino a quando? L’amministratore delegato dell’ENI Claudio Descalzi ha provato a fare il quadro della situazione.

Secondo Descalzi, nonostante l’altalena dei prezzi, il greggio si sta muovendo in salita. Nel complesso, la produzione è scesa rispetto alla domanda.

In merito ai progetti che il Ministro dell’energia russo potrebbe presentare, un ruolo fondamentale potrebbe essere giocato dalla compagnia petrolifera Rosneft. A tal proposito, il CEO della compagnia Igor Sechin ha dichiarato che la società sarebbe in grado di offrire ai partner europei progetti del valore di oltre 100 miliardi di dollari. L’obiettivo è lo sviluppo delle relazioni tra Russia ed Europa e la costruzione di un ponte di energia tra Russia, Asia e l’area del Pacifico.

Sempre secondo Sechin, la quotazione del greggio dovrebbe stabilizzarsi nel giro di un anno e mezzo. E’ probabile, in questo arco temporale, che si riesca a mettere la parola fine sull’eccesso di produzione. Il livello dell’oro nero dovrebbe dunque raggiungere i 55 dollari al barile. Sarà importante però che le estrazioni negli USA rimangano sotto i picchi del 2015.

Quotazione greggio: cosa accadrà nel breve periodo?

Se in un anno e mezzo potrebbe arrivare la stabilità, nel breve periodo la situazione è evidentemente più difficile.

A livello generale, i grafici di analisi tecnica mostrano un deciso trend rialzista a partire da febbraio 2016. I ritracciamenti più significativi sono avvenuti ad Agosto e Settembre. E’ proprio in prossimità dei minimi e dei massimi che gli investitori hanno avuto le migliori occasioni. In quanto, subito dopo, i mercati hanno fatto registrare veloci e importanti inversioni.

Dunque, gli analisti consigliano di fare molta attenzione ai minimi e ai massimi per le negoziazioni a scadenza breve. Qualora il prezzo petrolio dovesse superare al rialzo o al ribasso i target di 52,95 e e 46,66, potrebbero verificarsi dei movimenti decisamente profittevoli.

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