Prezzo Petrolio oggi 23 Dicembre: greggio in ribasso

La quotazione del greggio è in discesa durante la sessione asiatica, nella seduta odierna di mercato. Nella giornata di ieri l’asset era sceso fino al minimo di 52,13 dollari, per poi risalire fino a 53,12. Prezzo petrolio attualmente a 52,64, in calo dello 0,59%. Rendiconto ad 1 anno ancora oltre il 40%. Indicatori tecnici segnalano la vendita per le negoziazioni brevi. Acquisto consigliato sul giornaliero e sul mensile. Supporto e resistenza rispettivamente a 51,51 e 53,79. Lo spread dei contratti tra il Petrolio Brent e il WTI si attesta sui 2,11 dollari per barile.

Prezzo Petrolio oggi 23 Dicembre greggio in ribasso

Prezzo Petrolio: rischio Cina per il 2017

Tra le incognite del nuovo anno, per quanto riguarda il mercato e, in particolare la quotazione del greggio, vi è ora anche l’andamento dell’economia cinese. Infatti, l’andamento dello yuan potrebbe condizionare la risalita dell’asset del greggio.

Dopo l’accordo Opec e la definizione dei tagli da parte dei membri del Cartello, insieme ai Paesi produttori esterni, il prezzo dell’oro nero si muove in un range compreso tra 52 e 55 dollari. Tra alti e bassi, la quotazione risulta tendenzialmente stabile da oltre 20 giorni.

Per l’inizio del 2017, al contrario del gennaio scorso, si prevede un andamento più che positivo per la quotazione. Ma i punti interrogativi su come possa procedere l’anno rimangono molti. Abbiamo già ripetutamente riflettuto sulle reali possibilità da parte di alcuni membri Opec di rispettare l’accordo al taglio delle estrazioni. Inoltre, non è ancora chiaro il programma che adotterà Donald Trump per quanto riguarda la produzione di energia statunitense.

Ma se tutto andasse per il meglio, potrebbe essere la Cina a rovinare la festa. La potenza asiatica è ormai la seconda economia globale, dopo gli USA. Durante il 2016, la nazione è riuscita ad evitare il cosiddetto “hard landing”. Ovvero una brusca frenata della crescita.

Nonostante le previsioni di un tasso di crescita in assestamento, non vi sono certezze per accantonare completamente il dubbio sul rischio. E dunque, le preoccupazioni sull’economia cinese potrebbero anche trasformarsi in ulteriori dubbi sul futuro della quotazione del greggio.

Iraq: confermati i tagli previsti dall’accordo Opec

Nel frattempo, il Ministro del Petrolio iracheno tranquillizza l’ambiente. Confermando l’impegno del Paese a rispettare i patti in merito al taglio delle estrazioni voluto dall’Organizzazione dei paesi esportatori di oro nero.

Jabbar Al-Luaibi, durante la conferenza sul greggio a Il Cairo, ha detto di aver ricevuto rassicurazioni dalle compagnie interne e anche da quelle della zona del Kurdistan.

Secondo il Ministro iracheno, dunque, il prezzo petrolio si assesterà tra i 50 e i 60 dollari al barile, e i tagli dovrebbero funzionare per l’agognata normalizzazione della quotazione.

2 commenti

  1. Non illudiamoci sul prezzo del petrolio. La produzione non scenderà ed i prezzi si attesteranno su livelli ben al di sotto degli attuali poiché manca coesione tra i cammellieri e compagni. Cominceranno presto a litigare.

  2. e in italia la benzina aumenta . al governo servono euri

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