Prezzo Petrolio oggi 23 Novembre: oro nero sale ancora

Sempre in salita anche quest’oggi la quotazione del greggio. Gli investitori sperano nell’accordo Opec sul taglio alla produzione. Prezzo Petrolio attualmente a 48,30 dollari al barile, in rialzo dello 0,56%. Indicatori tecnici segnalano l’acquisto sul breve, medio e lungo e periodo. Mercati dunque fiduciosi che le negoziazioni tra i membri dell’Organizzazione dei Paesi esportatori si concluderanno positivamente, con il meeting del 30 Novembre. Nel complesso, Borse mondiali miste, con il greggio e il biglietto verde sostanzialmente stabili. Il Brent ha toccato, nella serata di ieri, il massimo di tre settimane.

Prezzo Petrolio oggi 23 Novembre oro nero sale ancora

Prezzo Petrolio: incognita Iraq e Iran

Ad onor del vero, la giornata non è iniziata nel migliore dei modi per l’Opec. Se ieri l’accordo sembrava cosa fatta, con Iran e Iraq intenzionati a dare l’ok, oggi i due Paesi tornano ad essere un’incognita.

Manca solo una settimana all’appuntamento cruciale e gli ostacoli non sembrano ancora superati del tutto.

Dall’incontro di ieri, sempre a Vienna, è emerso che Baghdad e Teheran non sarebbero ancora state convinte a partecipare all’accordo. In particolare, i due Stati sembrerebbero supportarsi a vicenda. Con il Ministro iracheno che ha apertamente dichiarato che non sarebbe giusto per il proprio paese bloccare le estrazioni in un momento in cui le forze armate sono alle prese con la lotta allo stato islamico.

Si è inserita infine, nel gruppo degli scettici, anche l’Indonesia. In questo caso, la nazione, rientrata nell’organizzazione solo da un anno, già attualmente non riuscirebbe a produrre una quantità di petrolio tale a soddisfare il fabbisogno interno.

Entro sette giorni, dunque, l’Opec è chiamata a risolvere queste ennesime controversie. Poiché uscire dal meeting del 30 Novembre senza un accordo in mano non è praticamente possibile.

Sul fronte dei mercati, sette giorni rappresentano un tempo lunghissimo che potrebbe portare di nuovo la quotazione verso il crollo. Considerata già l’estrema volatilità che caratterizza l’asset da diverse settimane.

Previsioni 2017: quale sarà l’effetto Trump?

L’altra incognita è legata al programma del nuovo Presidente degli Stati Uniti. Alla luce delle dichiarazioni del tycoon newyorkese, i mercati si chiedono se sarà l’Opec o Trump stesso ad influenzare maggiormente il prezzo petrolio nel futuro.

Per il momento gli analisti rimangono convinti che almeno nel 2017 la quotazione dovrebbe salire. Considerati anche i tempi tecnici con i quali il magnate americano potrà attuare le sue riforme.

Dunque l’Opec rimane con le maggiori responsabilità in mano. Nei prossimi giorni, certamente, i negoziati continueranno senza sosta.

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