Prezzo Petrolio oggi 27 Dicembre: greggio sempre su

Ancora in salita la quotazione dell’oro nero in questo martedì 27 Dicembre, nonostante i volumi di scambi ridotti a causa delle festività natalizie e di fine anno. Prezzo Petrolio attualmente a 53,19 dollari al barile, in rialzo dello 0,32%. Indicatori tecnici segnalano l’acquisto per il breve, medio e lungo periodo. Manca solo una settimana dall’inizio ufficiale dei tagli alla produzione stabiliti dall’accordo Opec del 30 Novembre. Gli investitori, tuttavia, mantengono un certo scetticismo sul fatto che il taglio alle estrazioni possa risultare in linea con le aspettative di mercato.

Prezzo Petrolio oggi 27 Dicembre greggio sempre su

Prezzo Petrolio: fari puntati su USA e Libia

La quotazione del greggio sembra destinata a salire ancora, nella prima parte del 2017. L’obiettivo è normalizzare il prezzo dell’oro nero attorno al valore di 60 dollari al barile. Entro Dicembre prossimo.

Tra gli analisti, c’è chi crede che l’asset possa addirittura toccare i 70 dollari, durante l’anno. Ma rimangono delle incognite che tengono ancora alti i dubbi dei più scettici.

Al di là dei tagli reali che applicheranno i membri Opec alla propria produzione, occorrerà capire quanto influenzerà i mercati l’aumento delle estrazioni concesso alla Libia. Ma anche la rinascita dell’industria dello shale USA.

Innanzitutto, secondo il Fondo Monetario Internazionale, per risolvere il problema del prezzo del greggio sarà necessario che questo si attesti e rimanga a 62 dollari. Obiettivo che l’Opec tenterà di raggiungere con il taglio di circa 1,8 milioni di barili al giorno. A partire da gennaio 2017. Tuttavia, le condizioni economiche dei Paesi membri del Cartello fanno presupporre che gli stessi non siano in grado di portare avanti a lungo una produzione “tagliata”.

C’è poi la questione Libia, che insieme all’Iran ha ottenuto dall’Organizzazione l’ok all’aumento delle estrazioni.

Infine, come detto, un altro fattore che potrebbe mettere a rischio gli obiettivi dell’Opec è il possibile aumento della produzione di shale oil statunitense. Scenario plausibile soprattutto perché voluto da Donald Trump che vorrebbe rendere la propria nazione indipendente dalla produzione globale di greggio.

Borse: le speranze degli investitori sul prezzo dell’oro nero

Sul fronte degli ottimisti, spiccano comunque diversi elementi che portano i mercati a sperare sull’effettivo aumento del prezzo petrolio.

In primis, la collaborazione della Russia. Il ministro dell’Energia russo Alexander Novak ha confermato che molti dei principali produttori nazionali hanno già avviato i tagli promessi.

Attualmente, la quotazione del greggio ha già iniziato la risalita. Ma i tagli cominceranno ufficialmente a gennaio. E dunque, in definitiva, si crede che la strada presa non possa che continuare in salita.

 

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