Prezzo petrolio oggi 28 Dicembre: fiducia sul greggio

Cresce ancora la quotazione del greggio nella seduta odierna di mercato. Prezzo Petrolio attualmente a 54,18 dollari, in rialzo dello 0,52%. Rendiconto di 1 anno sale al 46,13%. Investitori dunque fiduciosi sui tagli approvati dall’Opec e che dovrebbero iniziare ad essere applicati da gennaio 2017. Indicatori tecnici segnalano l’acquisto per il breve, medio e lungo periodo. Il greggio viaggia ora vicino al massimo di 17 mesi. Con il Brent che in mattinata ha superato addirittura i 57 dollari. Dopo la Russia anche il Venezuela ha confermato i tagli. Per il 13 Gennaio è prevista una riunione Opec-non-Opec per fare il punto della situazione sul prezzo di mercato e sulla riduzione delle estrazioni.

Prezzo petrolio oggi 28 Dicembre fiducia sul greggio

Prezzo Petrolio: greggio più caro, stangata per le famiglie italiane

Come accade sempre in questo periodo, arrivano le previsioni delle associazioni dei consumatori sulle spese delle famiglie per l’anno che sta per iniziare.

Federconsumatori prevede un aumento per nucleo familiare di 771 euro. Contro i 1000 di Codacons. Per una media che si aggira attorno ai 900 euro a famiglia. Nel calcolo di questi dati è stato tenuto conto principalmente dell’aumento del prezzo del greggio.

La salita dell’oro nero è una vera e propria stangata sulle tariffe dei beni di largo consumo. Luce e gas, secondo le statistiche, potrebbero infatti aumentare fino a 48 euro al mese.

La situazione preoccupa le associazioni dei consumatori. Tanto più che durante il Natale i consumi sono rimasti piuttosto fermi. I dati positivi arrivano solo dal Nord, con il Mezzogiorno in forte rischio povertà.

Sono state anche molte le piccole aziende che hanno ritardato l’erogazione della tredicesima mensilità. Italiani che dunque, ancora una volta, dovranno fare molta attenzione al portafogli.

Opec: e se gli USA ne approfittassero?

Per tutti coloro che ogni giorno hanno a che fare con i mercati, il rapporto USA-Opec è ormai diventato praticamente un tormentone.

Dal 30 Novembre tutti gli scettici vedono negli Stati Uniti il pericolo maggiore per l’efficacia dell’accordo tra i membri dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di greggio.

In sostanza, l’aumento della quotazione dell’oro nero potrebbe spingere molti produttori USA a riaffacciarsi sul mercato. Una riattivazione della macchina petrolifera statunitense rischierebbe di annullare totalmente gli effetti dei tagli voluti dal Cartello.

Il boom del settore dello shale, tra l’altro, è stato uno dei principali fattori che hanno portato all’eccesso di scorte.  Che, nel 2014, ha causato il crollo del prezzo petrolio.

Per la prima parte del 2017 la situazione dovrebbe rimanere quella odierna. Ma la domanda che molti si pongono è, con l’inizio ufficiale dell’amministrazione Trump, quanto ci vorrà prima che lo shale oil americano torni alla produzione a pieno ritmo.

 

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