Prezzo Petrolio oggi 29 Dicembre: asset in frenata

Frena la quotazione del greggio nella seduta odierna di mercato, scendendo di nuovo sotto i 54 dollari. Prezzo petrolio attualmente a 53,84, in ribasso dello 0,41%. Indicatori tecnici segnalano la vendita per il breve periodo e l’acquisto sul lungo termine. Neutrali i grafici per le transazioni a media scadenza. Borse mondiali in generale calo, con Wall Street che non è riuscita a raggiungere quota 20.000. Atteso il report settimanale dell’EIA sulle scorte di greggio. Si prevede un ribasso di circa 2 milioni di barili. Il report sarà pubblicato alle 15:00 ora italiana.

Prezzo Petrolio oggi 29 Dicembre asset in frenata

Prezzo Petrolio: USA pronti ad approfittare dell’accordo Opec

L’aumento del prezzo dell’oro nero arriva come una manna dal cielo per le compagnie petrolifere americane. Pronte a sfruttare a proprio favore il taglio alle estrazioni deciso dall’Organizzazione dei Paesi esportatori di greggio.

In attesa dei dati odierni, per la scorsa settimana l’American Petroleum Institute ha attestato un rialzo per le scorte USA. Di ben 4,2 milioni di barili.

Già da diversi mesi, molti analisti avevano profetizzato che gli Stati Uniti avrebbero messo a repentaglio i tentativi dell’Opec di normalizzare la quotazione del greggio. Ed è proprio quello che forse sta avvenendo.

Il rialzo del prezzo dell’oro nero ha infatti messo gli USA nelle condizioni di riattivare i pozzi dismessi negli ultimi due anni.

Dal prossimo mese, la situazione potrebbe persino degenerare. Donald Trump, infatti, prenderà ufficialmente in mano le redini della propria nazione. E non è un segreto che il tycoon newyorkese voglia agevolare le trivellazioni, con l’obiettivo di raggiungere l’indipendenza energetica.

Fino a ieri, le Borse avevano mostrato fiducia sul rialzo del greggio, spingendo la quotazione di Brent e WTI ai massimi. Oggi lieve ritracciamento, probabilmente dovuto ai timori che proprio gli Stati Uniti possano azzerare gli sforzi del Cartello.

Commodities: prezzo del greggio sopra i 60 dollari entro la fine dell’anno?

Il fronte degli ottimisti, tuttavia, non molla la presa. E se i dati dell’EIA confermassero il calo previsto, la quotazione dell’oro nero potrebbe spingersi a 60 dollari già tra oggi e domani.

E dunque raggiungere il primo target del 2017 con largo anticipo. Se così fosse, attenzione all’effetto boomerang, poiché di fatto i tagli Opec non sono ancora ufficialmente iniziati.

Il 2017 del prezzo petrolio non avrà tuttavia a che fare solo con il Cartello. Occhi puntati, infatti, sul super dollaro. Attualmente rimane la Fed la spinta maggiore per la divisa statunitense. Seguita dalla fiducia sull’amministrazione Trump.

Ma anche la quotazione del greggio contribuirebbe al rafforzamento del biglietto verde. Ecco perché gli ottimisti sono convinti che il temuto aumento della produzione USA non sarà così eclatante.

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