Prezzo Petrolio oggi 29 Novembre: nuovo crollo

Il clima di incertezza attorno alla possibilità che l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di greggio possa raggiungere un accordo per il taglio alla produzione si fa sempre più pesante. Prezzo Petrolio che perde oltre l’1% in Borsa, dopo un lieve recupero nella serata di ieri. Quotazione attualmente a 46,22 dollari, in ribasso dell’1,83%. Mancano ormai solo poche ore al meeting di Vienna di domani e il Cartello non ha ancora definito i dettagli per finalizzare il patto. In mattinata, il Ministro per l’Energia russo Alexander Novak ha reso noto che non prenderà parte al vertice.

Prezzo Petrolio: i mercati non si fidano dell’Opec

Mentre i negoziati vanno avanti ad oltranza, tra gli investitori prevale lo scetticismo. In particolare, pesano sulla quotazione del greggio le dichiarazioni contraddittorie del ministro saudita Khalid al Falih.

Falih ha spiegato, ai giornalisti accorsi, che il prezzo dell’oro nero tornerà ai massimi nel 2017, ma anche senza la spinta dell’Opec. Gli eventuali accordi tra i membri del Cartello avranno il solo obiettivo di normalizzare il mercato e la quotazione ad un ritmo più alto.

Il ministro saudita ha poi aperto all’ipotesi che, al meeting di Vienna, l’eventuale taglio alla produzione non sia l’unica opzione.

I mercati hanno tradotto queste affermazioni in unico concetto: ci sono alte possibilità che l’accordo non venga raggiunto.

Brent e WTI, tra ieri e oggi, hanno perso tutti i guadagni della scorsa settimana. L’oro nero rimane il grande protagonista di questa settimana di mercato.

Gli analisti sono divisi sul futuro dell’asset. Per ora è evidente che gli operatori stiano facendo prevalere la vendita nel breve e medio periodo. Indicatori tecnici incerti sul lungo termine.

Opec a Vienna: gli scenari possibili

Manca poco per conoscere che direzione prenderà la quotazione del greggio. Al termine del vertice Opec a Vienna, infatti, i mercati mostreranno immediatamente la propria reazione. Ma quali sono gli scenari possibili?

Innanzitutto, come si evince dalle diverse dichiarazioni dei ministri dei Paesi coinvolti, la mancata intesa potrebbe essere lo scenario più probabile. In questo caso, gli analisti non escludono che l’asset potrebbe crollare fino alla soglia di 35 dollari al barile, in pochissimo tempo.

Seppur basse, rimangono però ancora alcune possibilità per la finalizzazione dell’accordo. In base ai termini stabiliti, il prezzo petrolio potrebbe stabilizzarsi a 50 dollari, dirigendosi verso i 60 nel 2017.

Nigeria, Libia, Iraq e Iran rimangono le incognite più grandi. Senza escludere il ruolo della Russia, ancora affatto chiaro.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*