Prezzo Petrolio oggi 30 Dicembre: greggio torna a salire

La quotazione dell’oro nero è in salita nella seduta odierna di mercato, dopo la frenata di ieri. Prezzo Petrolio attualmente a 54,01 dollari al barile, in rialzo dello 0,45%. Rendiconto di un anno al 47,49%. Gli indicatori tecnici segnalano l’acquisto per il breve, medio e lungo periodo. I dati rilasciati ieri dall’EIA hanno attestato un aumento delle scorte USA, ma meno della settimana precedente. Dunque il greggio annulla i cali e torna a salire. Difficile, tuttavia, che l’asset riesca a raggiungere i 60 dollari prima della chiusura dei mercati.

Prezzo Petrolio oggi 30 Dicembre greggio torna a salire

Prezzo Petrolio: crescono a sorpresa le scorte USA

Il Dipartimento dell’Energia americano ha rilasciato ieri i dati sulle scorte di greggio USA. Nel report si legge che, al 23 Dicembre, le scorte settimanali di Petrolio sono salite di 0,6 milioni di barili. Gli analisti avevano previsto un calo di 2 milioni.

Il dato, ad ogni modo, risulta lievemente confortante, a fronte di quanto accaduto nella settimana precedente, quando le scorte erano aumentate di ben 2,2 milioni.

In calo invece gli stock distillati, scesi di 1,9 milioni di barili. Scende anche la produzione di benzina, di 1,6 milioni.

Nel complesso, dunque, il report non destabilizza i mercati, e la quotazione torna a salire. Con il Brent che ora viaggia attorno al valore di 54 dollari.

Molti investitori avevano puntato su una salita più decisa, sperando nel target di 60 dollari già entro la fine del 2016. Questa ipotesi, dopo la frenata di ieri, sembra ora alquanto improbabile. Tuttavia, a partire da gennaio, l’Opec inizierà ufficialmente ad applicare i tagli alle estrazioni decisi con l’accordo del 30 Novembre.

Se il patto verrà rispettato e se gli USA non ne approfitteranno per aumentare la produzione, è probabile che la quotazione, durante l’anno, possa spingersi anche a 70 dollari.

Borse: il 2017 del greggio

Nonostante il crescente entusiasmo attorno all’Opec e ai tagli promessi, la realtà dei fatti racconta tutta un’altra storia. Ovvero che non vi è alcuna certezza su dove potrà arrivare la quotazione del greggio.

La crisi economica globale persiste ed è difficile che la domanda di energia possa aumentare in modo consistente nel breve termine. Così come è abbastanza complicato che l’eccesso di offerta possa diminuire.

Di fatto, l’accordo Opec del 30 Novembre ha rappresentato l’unica soluzione possibile per tentare di normalizzare il Prezzo Petrolio. Dopo molti altri tentativi. Dunque non si tratta di una prima scelta, ma di un piano che pesa anche e soprattutto ai membri del Cartello. Come è emerso durante le negoziazioni, del resto.

Il pericolo che il taglio alle estrazioni sfumi è altissimo. USA, Canada, Cina, Messico e Norvegia non hanno partecipato al patto. Insomma, c’è chi potrebbe aumentare la produzione, sia all’interno che all’esterno dell’Organizzazione.

 

2 commenti

  1. Bisogna aspettare cosa farà Trump dell’embargo
    all’Iran.
    Seconda cosa , sembra che la risposta sarà fortissima nel 2017 da parte di paesi come la Corea /singapore/tailandia ..ecc.
    Stanno lavori per l’avvenire giganteschi.
    E poi c’è l’India che ogni giorno sta avendo sempre piu’
    bisogno di petrolio.
    E poi c’e’ la Cina che ha bisogno di aumentare le scorte.
    Non capisco però una cosa.
    La Cina invece di spendere al giorno centinaia e centinaia di milioni di dollari per comprare il petrolio
    perché non so comprano le azioni che estraggono il petrolio.che sono ai minimi assoluti.
    In maniera particolare le azioni norvegesi.
    Eppure i cinesi sono molto molto.previdenti.

  2. Secondo il mio parere i produttori americani di shale oil torneranno in azione con un prezzo del greggio attorno ai 70/75 dollari. Con un prezzo inferiore non è profittevole l’estrazione, troppe spese soprattutto per il trasporto del petrolio dalle zone di estrazione.

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