Prezzo Petrolio oggi 30 Ottobre: seconda giornata di negoziazioni

Dopo il nulla di fatto di ieri, occhi puntati sulla seconda riunione dei vertici Opec a Vienna. Oggi dovrebbero intervenire al dibattito anche i rappresentanti dei paese esterni all’organizzazione. In particolare, riflettori puntati sulla Russia, la cui posizione sull’accordo al taglio della produzione sembra piuttosto controversa. Prezzo petrolio che alla chiusura della settimana di Borsa ha risentito del forte scetticismo da parte degli investitori. La quotazione è scesa sotto i 49 dollari al barile. Per domani si prevede ancora una asset sottopressione. A meno che non trapeli qualche sorprendente notizia.

Prezzo Petrolio oggi 30 Ottobre seconda giornata di negoziazioni

Prezzo Petrolio: l’Iran e la Cina

Uno dei motivi delle difficoltà dell’Opec nello stabilire i termini del taglio alla produzione è legato ai Paesi decisi a defilarsi dall’accordo. Primo tra tutti l’Iran. La nazione ha vissuto un decennio di sanzioni internazionali a causa del programma nucleare.

Ora che il debito è (quasi) pagato, il governo iraniano non ha alcuna intenzione di diminuire la produzione. Nel corso di questo decennio, nel frattempo, lo Stato è diventato terra di investimenti per la Cina. Gli immigrati cinesi in Iran sono numerosissimi e la maggior parte di loro lavora nei giacimenti petroliferi.

Ma se il Paese fa ostruzione all’Opec, allo stesso modo ora vorrebbe liberarsi dalla dipendenza cinese. Mansour Moazami, ex ministro del Petrolio iraniano, ha lasciato intendere che il governo sarebbe orientato a coinvolgere più paesi occidentali. La motivazione risiederebbe nella maggiore efficienza delle aziende petrolifere dell’ovest, rispetto a quelle cinesi.

Tuttavia, le prospettive iraniane vanno a sbattere contro lo scarso entusiasmo dell’occidente stesso difronte all’idea di investire in Iran. Smantellare il predominio cinese è peraltro più complicato del previsto poiché non radicato solo nel comparto petrolifero. Sono molte le aziende cinesi che, infatti, hanno investito in Iran anche nelle comunicazioni. Tra queste anche il colosso Huawei.

Quotazione greggio: è la Cina a sostenere i prezzi

Sulla scia di quanto accaduto in Iran, non sono pochi gli analisti che temono che la quotazione dell’oro nero dipenda proprio dalla Cina. E il taglio Opec non sarebbe altro che un accordo di facciata.

Se da una parte pensare che tutto sia nelle mani cinesi sembra quasi un conforto, dall’altra molti temono il peggio. Ovvero che un eventuale crollo dell’economia della Cina possa travolgere l’economia mondiale.

I dati che arrivano dall’Asia non sono affatto confortanti. In particolare le perdite delle banche cinesi ammonterebbero a cifre agghiaccianti. Dunque il futuro è totalmente un’incognita. Intanto il prezzo petrolio torna a scendere di nuovo, senza un appiglio per tentare la risalita.

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