Primo Maggio 2011, i sindacati contestati in piazza

Non è stato un Primo Maggio tranquillo per i sindacati: le polemiche sulle aperture dei negozi in tutta Italia hanno infatti infastidito molti lavoratori. Si rischia la divisione dei sindacati, una cosa che anche a detta del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sarebbe gravissima. “Abbiamo ascoltato il presidente della Repubblica, credo abbia assolutamente ragione: i sindacati divisi sono sindacati più deboli. Insistiamo a dire che le differenze ci sono e non si superano facendo finta che non ci siano ma dandosi nuove regole che permettano ai lavoratori di decidere” ha dichiarato Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, presente a Marsala insieme a Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, rispettivamente segretari di Cisl e Uil. Contestazione a Milano, dove la folla di 10 mila persone radunatasi in piazza delle Scala, ha contestato apertamente il segretario della Uil, Walter Galbusera, intervenuto sul palco: per lui fischi ed inviti ad “andare a lavorare” e a non toccare il contratto nazionale. Altra contestazione a Torino, dove alcune bandiere della Cisl sono state sottratte durante il corteo, per poi essere bruciate in piazza San Carlo, poco dopo il comizio della segretaria torinese della Cgil, Donata Canta. Inoltre a Milano, il corteo dei lavoratori precari, denominato MayDay, ha informato di aver attaccato alcune banche, agenzie interinali e immobiliari, con lanci di vernice e iniezioni di acciaio liquido nelle serrature.

Pietro Gugliotta

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