Rapporto annuale dell’Istat, salari fermi da 20 anni

L’Istituto nazionale di Statistica ha elaborato il consueto rapporto annuale, un rapporto dove vengono analizzati diversi dati relativi all’economia del nostro Paese. Il più significativo riguarda il mondo del lavoro, in particolare i salari degli italiani. Secondo l’Istat, i salari reali sono rimasti al palo negli ultimi 20 anni: “fra il 1993 e il 2011 le retribuzioni contrattuali mostrano, in termini reali, una variazione nulla, mentre per quelle di fatto si rileva una crescita di quattro decimi di punto l’anno” si legge nel rapporto Istat. Dunque di fatto i salari aumentavano dello 0.4% annuo, in realtà è un aumento che le tasche degli italiani non riuscivano a percepire. Lo dimostra il fatto che negli ultimi quattro anni, il reddito disponbile delle famiglie sia diminuito, con conseguente flessione del risparmio delle famiglie italiane (-8.8%), tornando ai livelli degli anni Novanta. Mondo del lavoro: i dati Istat sono piuttosto chiari. I giovani sono emarginati dal mondo del lavoro: molti sono disoccupati, ben 2.1 milioni di giovani non lavorano e non studiano. Ma chi lavora non è sicuramente agevolato: un terzo dei lavoratori under 30 lavora a tempo determinato; a tal proposito, è da segnalare l’aumento dell’uso dei precari. Possiamo sicuramente affermare che la crisi economica ha avuto effetti davvero pesanti sull’Italia: basta pesanre che l’Italia è tornata indietro agli anni Novanta per quanto riguarda redditi e risparmi. Ad accentuare questa situazione, l’aumento delle disuguaglianze generazionali e territoriali: ne viene fuori uno scenario molto critico, scenario che difficilmente potrà cambiare in questo 2012.

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