Ritocco dell’IVA, rincari fra il 3 ed il 7%

Abbiamo parlato degli effetti dell’aumento dell’IVA dal 20 al 21%, relativamente al settore dei carburanti. I prezzi hanno subito forti rincari, anche a causa di alcune speculazioni dei gestori delle pompe di benzina. In teoria gli aumenti dovrebbero essere pari all’1%, il tasso d’aumento dell’IVA, ma Adusbef e Federconsumatori lanciano l’allarme: l’aumento medio, in seguito al nuovo valore dell’IVA, si attesta fra il 3 ed il 7%. Dunque ben lontano da quell’1% che in realtà corrisponde al reale valore dell’aumento dell’IVA: ciò porterà grandi cambiamenti dei prezzi nelle prossime settimane. Infatti chi si recherà ad acquistare un bene elettronico, un cappotto, o qualsiasi altro bene toccato dall’aumento dell’IVA, troverà prezzi di gran lunga superiori agli aumenti consigliati dal nuovo valore dell’IVA. La conferma arriva dalle due associazioni Adusbef -Federconsumatori, che hanno calcolato gli aumenti attraverso un paniere di prodotti acquistati solitamente dagli italiani. Per fare qualche esempio, il paniere mostra come un cappotto potrà costare il 3% in più rispetto al vecchio prezzo, oppure una polo costerà fino al 6% in più, stessa quota per un alcolico o una bottiglia di vino. Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, evidenzia i risultati di questa ricerca. “L’analisi dimostra che per molti beni fondamentali nella spesa della famiglia, oltre ai rincari diretti ci sono anche gli aumenti indiretti. Ed è facile pensare che il tutto si traduca in una ulteriore contrazione dei consumi che, oltre a danneggiare le famiglie, avrebbe effetti pesanti anche per le imprese in tre settori – abbigliamento, calzature e vino – considerati di punta per il made in Italy”.

Pietro Gugliotta

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