Sacconi: “Aumenteranno sanzioni per lavoro nero”

Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, nel corso un’audizione alla Camera, ha parlato dell’annosa questione del lavoro nero, del caporalato e dello sfruttamento della manodopera straniera. “L’esito della nuova gerarchia di risultato delle ispezioni, tarate sulle violazioni più sostanziali, ha fatto sì che lo scorso anno sono state ispezionate 303.691 aziende, delle quali 175.144 sono risultate irregolari”.
Proseguendo l’analisi, si scopre come in complesso gli interventi sono diminuiti del 3,64%, “ma ben al di sopra del -17% ipotizzato a inizio anno – spiega il ministro – ma con un incremento sostanziale della gravità delle irregolarità riscontrate”. “Grazie alle ispezioni, abbiamo scoperto il 23% in meno di violazioni formali mentre fra quelle sostanziali le maxisanzioni per il lavoro nero sono passate dalle 24.781 del 2008 a 40.108″. In aumento anche quelle relative alla disciplina degli appalti e della somministrazione da 1.782 a 6.649”.
Il ministro Sacconi ha voluto fare un appello all’Arma dei carabinieri: “serve un ulteriore sviluppo della collaborazione in atto, con il nucleo dell’Arma dedicato ai reati di lavoro, in modo che il contrasto al sommerso totale si possa più compiutamente avvalere delle stazioni territoriali dei carabinieri”. I risultati quindi dicono che ci sono stati molti meno controlli, ma probabilmente questi sono stati più mirati e hanno portato dei risultati molto efficaci.
Quali sono le regioni dove “regna” il lavoro nero? Sicuramente al Sud, specie in Calabria dove secondo i dati del Ministro, il 27% dei lavoratori non è in regola. Al contrario al Nord, in Veneto e Lombardia, il tasso è il più basso d’Italia, con una cifra che si attesta attorno all’8%. Attenti al lavoro grigio: in busta paga viene dichiarata una cifra, che viene “aumentata” con altri soldi fuori dalla busta paga, dunque in nero.

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