Negli ultimi giorni c’è stata un po’ di tensione fra il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi e le principali sigle sindacali. L’oggetto del contendere è l’accordo sulle pensioni. Il ministro Sacconi ha evidenziato come l’importanza di un accordo fra le parti sindacali per il tema delle pensioni. “Sarebbe opportuno un avviso comune sulla transizione del sistema: pensioni delle donne, sistema contributivo e aspettativa di vita. Se le parti trovassero un’intesa sulle pensioni aiuterebbero la funzione di governo”. A margine dell’assemblea dei consulenti del lavoro, Sacconi ha risposto alle domande relative alla possibilità di interventi del Governo sulle pensioni. “Al momento stiamo lavorando sulla crescita e sull’accelerazione delle infrastrutture”.
Non è tardata la risposta delle varie associazioni sindacali: Vera Lamonica, segretario confederale della CGIL, ha dichiarato che “il ministro Sacconi fa appello alle parti sociali per un avviso comune sulle pensioni. Non ha alcuna credibilità un ministro che ha fatto della divisione tra le parti sociali e dell’attacco alla loro autonomia la ragione della sua esistenza. Si smetta di mettere le mani sulle pensioni”. Il segretario generale UIL, Luigi Angeletti, ha parlato di interventi al rialzo, perchè le pensioni sono troppo basse, mentre Maurizio Petriccioli, segretario confederale della CISL, ha spiegato come sia necessario “un confronto concertativo leale e concreto tra governo e parti sociali” per una riforma così importante.

Pietro Gugliotta