Scende l’occupazione nelle grandi imprese: i sindacati sono preoccupati

L’ultimo report Istat sull’occupazione non lascia spazio all’ottimismo: infatti a giugno anche il settore delle grandi imprese ha visto ridurre il numero degli occupati, dello 0.1% rispetto a maggio 2011, mentre il calo è più ampio rispetto a giugno 2010, ossia lo 0.6%. Il dato è al loro della cassa integrazione, al netto della cig la percentuale sarebbe pressochè invariata rispetto a maggio 2011, mentre in flessione dello 0.2% rispetto a dodici mesi fa. Calano anche le retribuzioni: a giugno le retribuzioni lorde per ora lavorata, scendono dello 0.9% rispetto a maggio, mentre rispetto a giugno 2010, la retribuzione aumenta dello 0.1%. I dati preoccupano e non poco i sindacati: Cisl e Cgil sono concordi nell’affermare che il Governo debba prendere atto de dati elaborati dall’Istat e dare una scossa al mercato del lavoro. Questo il pensiero di Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil. “Il dato di giugno nelle grandi imprese conferma la tendenza alla depressione dell’occupazione. La produzione ristagna o cala e il lavoro è il primo a pagarne le conseguenze in calo di occupazione, di meno ore lavorate e di minor salario”. Gli fa eco Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della Cisl, che parla di dati estremamente preoccupanti. “Confermano il protrarsi della crisi e rendono necessari incentivi all’occupazione, per favorire innanzitutto il reimpiego dei lavoratori in Cig, per sostenere nuove assunzioni dando immediata attuazione al credito d’imposta al Sud ed alla nuova legge sull’apprendistato”.

Pietro Gugliotta

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