Stabilimento di Termini Imerese, qual’è il suo futuro?

Avevamo parlato proprio ieri dell’incontro fra il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e l’Ad della Fiat, Sergio Marchionne. Uno dei punti fondamentali di questo incontro, è il futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, in provincia di Palermo. “Su Termini Imerese abbiamo sette offerte. Non sono tutte provenienti dal settore automotive ma alcune sì”. Con queste parole Paolo Romani ha provato a fare chiarezza sul futuro di Termini Imerese. Quali sono attualmente queste sette offerte, arrivato ad Invitalia, l’advisor che si sta occupando della vendita di Termini Imerese? Tre riguardano il settore delle auto. Si tratta di De Tomaso, che avrebbe intenzione di realizzare due auto compatte di lusso; il secondo progetto riguarda la Map Engineering, che acquisirebbe Termini Imerese per un impianto di stampi; terzo ed ultimo progetto per Termini Imerese è quello del fondo Cape Natixis, che avrebbe intenzione di portare in Sicilia una fabbrica di auto elettriche. Sono quattro dunque i progetti non legati al mondo delle automotive: uno di questi però resta attualmente sconosciuto. I progetti di cui si conoscono i minimi dettagli sono dunque tre: il gruppo Ciccolella vorrebbe ricreare a Termini Imerese la produzione di rose e anthurium, una sorta di serra. L’altro progetto riguarda il cinema: Med Studios ha proposto un progetto per 14mila mq di studi, dove nasceranno film e fiction, mentre l’ultima opzione nota è quella di una azienda italiana del manifatturiero, di cui non è dato sapere il nome. Previsioni molto negative arrivano dal vice direttore del Svimez-Irpet, Luca Bianchi: “l’eventuale chiusura di Termini potrebbe costare alla Sicilia una caduta di occupazione di più del doppio degli addetti (1.400 in questo momento). Nel calcolo sono compresi oltre ai posti di lavoro diretti e indiretti anche gli effetti negativi dovuti al minore livello di attività dell’intero sistema economico”.

Pietro Gugliotta

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