Sterlina Britannica: Brexit incubo dei mercati, ma il problema è politico

E’ già da alcune settimane che il referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’Eurozona sta condizionando i mercati in modo consistente. Solo nell’ultima settimana, la sterlina britannica, al cambio, è arrivata a 1,42 dollari. Le previsioni per la prossima settimana, che includerà proprio la data della votazione, parlano di una forbice del 36%, al rialzo o al ribasso. Ad ogni modo, non dovrebbe durare a lungo il caos sui mercati, tanto più che stando all’opinione degli esperti, il problema Brexit sarebbe più legato alla politica che all’economia.

Sterlina Britannica: l’omicidio di Jo Cox ribalta i sondaggi

Dopo la tragedia della morte della deputata britannica, uccisa brutalmente da un sostenitore della Brexit al grido di “Britain first”, la vittoria del NO, fino a quel momento quotata meno di quella del SI, è stata rilanciata spostando gli equilibri verso un 53% a favore. Sulla questione si è espresso Ben Page, amministratore delegato di una delle più importanti società di sondaggi britanniche: “Ci sarà un forte movimento di empatia verso Jo Cox e i suoi familiari, molti indecisi che magari propendono per l’uscita dall’Unione Europea, ma ai quali non piace l’estrema destra, potrebbero ripensarci”. Anche se le due cose non sono state associate, probabilmente per rispetto verso la famiglia della deputata e per non speculare su una tragedia di questa portata, i mercati hanno dato un grande segnale: dopo la notizia della morte di Jo Cox la sterlina britannica ha ripreso a correre in Borsa, facendo registrare un deciso rialzo. Ciò significa che gli investitori credono che alla fine prevarrà il Remain.

Settore auto a rischio in Gran Bretagna se il Paese uscisse dall’Eurozona

In Inghilterra, i numeri che riguardano il settore automobilistico sono impressionanti: 15 costruttori, 7 costruttori di Formula 1, 6 studi di design, più di 100 aziende specializzate e oltre 10 centri di ricerca e sviluppo, per un’area che vale 15 miliardi di sterline. Se il Paese decidesse per il Leave, molte delle società sopracitate potrebbero scegliere di trasferire le propri sedi altrove, in Stati a quel punto più vantaggiosi in quanto a condizioni legali, come ad esempio la Spagna. Tutta la Gran Bretagna e tutta l’Europa sono in allerta, lo dimostra anche ciò che sta vivendo la sterlina britannica nel trading, condizione mai vista prima. La valuta inglese ha stabilito in questi giorni, nei confronti dell’euro, un record di volatilità senza precedenti, attestato al 28 %, ovvero 3 punti percentuali in più rispetto al precedente record che risaliva ai tempi della crisi finanziaria globale. 

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