Sterlina britannica: paura Brexit, è corsa al cambio

Il giorno del verdetto è arrivato: i cittadini inglesi sono chiamati al voto per decidere “Leave” o “Remain”, ma invece della coda al seggio, c’è fila agli sportelli per cambiare la sterlina britannica in Euro. I turisti del Regno Unito sono spaventati dal possibile crollo della propria valuta, e in vista delle vacanze estive stanno tutti tentando di proteggere i propri risparmi. Che sia un chiaro segno di prevalenza del “Leave”? Stando agli ultimi sondaggi, dopo la breve inversione di tendenza causata dall’omicidio della deputata Jo Cox, ieri, alla vigilia, il SI alla Brexit sembrava di nuovo in testa. La partita è in corso e presto il destino della Gran Bretagna verrà svelato.

Sterlina Britannica: mercati ottimisti, si crede al “Remain”

Diversa la situazione sui mercati, dove gli investitori si muovono con cautela trasmettendo un certo ottimismo in relazione alla Brexit. Questa mattina, poco prima dell’inizio del voto, i bookmakers hanno annunciato il crollo del “Leave” che sarebbe quotato solo al 23%. La Borsa, per il momento, premia la sterlina britannica. Mario Draghi, durante il suo ultimo intervento sull’argomento, ha dichiarato che la BCE è pronta a tutto e anche negli USA i vertici finanziari si sono riuniti per mettere a punto gli ultimi dettagli del piano emergenza. La stessa Yellen, alla vigilia, ha ribadito che un’eventuale uscita dell’Inghilterra dall’Eurozona genererebbe significative conseguenze anche per gli Stati Uniti. Questa mattina, in avvio di seduta, in Asia la coppia GBP/USD ha raggiunto quota 1,4844, chiaro segno che gli operatori di mercato credono al “Remain”. C’è speranza, ma non esaltazione e nel complesso prevale la cautela, poiché durante tutta la campagna elettorale ha dominato l’equilibrio e probabilmente lo stesso accadrà fino alla chiusura dei seggi.

OCSE: Brexit porterebbe una “tassa permanente” sulle famiglie inglesi

In attesa dei risultati del referendum in corso in Gran Bretagna, OCSE ha presentato i risultati di uno studio condotto sull’eventuale uscita dell’Inghilterra dalla zona Euro. Il sunto dei dati analizzati rivela che:

Un’uscita dell’UK dall’Ue colpirebbe immediatamente la fiducia e aumenterebbe l’incertezza. Ciò condurrebbe a un abbassamento del Pil del 3% entro il 2020.

La sterlina britannica crollerebbe immediatamente, causando la necessità, da parte del governo, di imporre tasse fisse ai danni dei cittadini. Tuttavia, ciò che hanno mostrato i risultati dei diversi studi presentati sulla Brexit nel corso degli ultimi mesi è che, nel lungo periodo, le conseguenze più gravi sarebbero più politiche che economiche.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*