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Istat, comunicato il tasso d'inflazione medio per il 2011: è al 2.8%

Istat, comunicato il tasso d’inflazione medio per il 2011: è al 2.8%

Posted on 19 gen 2012 at 1:00pm

L’Istituto nazionale di statistica, l’Istat, ha comunicato il dato del tasso d’inflazione medio annuo per il 2011: il valore calcolato dall’Istat si attesta al 2.8%. Il dato conferma le stime preliminari dell’ente di statistica, dimostrando di essere in evidente crescita rispetto al dato del 2010, quando il tasso d’inflazione medio si attestò all’1.5%. E’ il dato medio più alto dal 2008%, quando il tasso d’inflazione medio raggiunse quota 3.3%. Secondo quanto comunicato dall’Istat, il mese di dicembre ha visto un aumento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo pari al +0.4%, rispetto al mese di novembre 2011, mentre il valore è addirittura aumentato del +3.3% rispetto a dicembre 2010, confermando dunque le stime provvisorie delle scorse settimane. Calcolando l’inflazione di fondo, ossia al netto dei prodotti energetici e degli alimentari freschi, scopriamo come il dato sia stabile al 2.4%, invece calcolando l’inflazione al netto dei soli prodotti energetici, il valore scende al 2.3%. “Nel mese di dicembre - si legge nel comunicato Istat – si rilevano tassi tendenziali di crescita dei prezzi al consumo stabili, o in lieve rallentamento, per quasi tutte le tipologie di beni e servizi. Da un punto di vista settoriale, i due più importanti effetti di sostegno alla dinamica dell’indice generale derivano dagli aumenti congiunturali dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+2.9%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+1.6%)”.

Pietro Gugliotta

Istat, a dicembre inflazione all'1.9%

Istat, a dicembre inflazione all’1.9%

Posted on 05 gen 2011 at 12:32pm

L’Istituto nazionale di Statistica ha fornito da poco le stime ancora provvisorie sull’andamento dell’inflazione. In Italia, a dicembre 2010, l’inflazione è salita all’1.9% su base annuale, con un aumento dello 0.2% rispetto all’1.7% di novembre (rispetto a novembre 2009). Su base mensile, l’Istat mostra come i prezzi al consumo siano saliti dello 0.4%, proseguendo con le stime provvisorie, si legge anche che il tasso d’inflazione medio annuo, nell’anno 2010, è stato pari all’1.5%, in pratica quasi il doppio del tasso di inflazione annuale del 2009, che si era attestato allo 0.8%. Il bollettino Istat - che parla comunque di stime provvisorie – ha chiaramente messo in allarme le associazioni dei consumatori. Due su tutte, l’Adusbef di Elio Lannutti e la Federconsumatori di Rosario Trefiletti. “Il dato relativo all’inflazione registrata nel 2010 si conferma gravissimo e, come abbiamo denunciato instancabilmente durante tutto il corso dell’anno, è in piena contraddizione con i principali indicatori economici” spiegano i due presidenti in una nota congiunta. “L’inflazione a questi livelli risulta, a nostro avviso, ancora sottostimata. Infatti, gli aumenti registrati nel 2010 sono decisamente più elevati, basti pensare che il solo tasso aumento dei prezzi relativi ai beni acquistati con alta frequenza, formalmente, è pari al 2%, ma, secondo i nostri studi, raggiunge addirittura il + 3,2-3,3%”. A questo punto si attendono solo i dati definitivi dell’andamento dell’inflazione a dicembre 2010 per trarre le conclusioni su questo anno appena trascorso.

Pietro Gugliotta

Istat, crescono il Pil e la produzione industriale

Istat, crescono il Pil e la produzione industriale

Posted on 09 ago 2010 at 11:36am

L’Istituto nazionale di statistica conferma il periodo positivo dell’Italia: secondo l’Istat infatti il Prodotto interno lordo dell’Italia, nel secondo trimestre, è aumentato dell’1.1% su base annua e dello 0,4% su base mensile. Molto bene anche la produzione industriale. Leggiamo uno stralcio della nota Istat sull’aumento del Pil. “Sulla base delle informazioni finora disponibili, nel secondo trimestre del 2010 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0.4% rispetto al trimestre precedente e dell’1.1% rispetto al secondo trimestre del 2009. L’aumento congiunturale del PIL è il risultato di un aumento del valore aggiunto dell’industria e dei servizi e di una diminuzione del valore aggiunto dell’agricoltura. Il secondo trimestre del 2010 ha avuto una giornata lavorativa in più sia rispetto al trimestre precedente sia rispetto al secondo trimestre 2009. La crescita acquisita per il 2010 è pari a 0.8%”.
Dati positivi anche dalla produzione industriale: l’Istat infatti segnala come ci sia un aumento dello 0.6% rispetto al mese di maggio 2010 nella produzione italiana. Ecco uno stralcio del comunicato: “Nel mese di giugno 2010, sulla base degli elementi finora disponibili, l’indice della produzione industriale destagionalizzato, ha registrato un aumento dello 0.6% rispetto a maggio 2010; la variazione della media del secondo trimestre rispetto a quella del trimestre precedente è pari a più 2.2%. L’indice della produzione corretto per gli effetti di calendario ha registrato a giugno un aumento tendenziale dell’8.2% (i giorni lavorativi sono stati 21, come a giugno 2009), mentre nel primo semestre 2010 la variazione rispetto allo stesso periodo del 2009 è stata di più 5.5% (i giorni lavorativi sono stati 125, contro i 124 del 2009). L’indice grezzo della produzione industriale ha registrato un aumento dell’8.1% rispetto a giugno 2009. Nel confronto tendenziale relativoal primo semestre, l’indice è aumentato del 6,2%”.

Pietro Gugliotta

Istat, l'inflazione a luglio sale al +1,7%

Istat, l’inflazione a luglio sale al +1,7%

Posted on 02 ago 2010 at 11:46am

L’ISTAT, Istituto nazionale di statistica ha comunicato che in Italia, nel mese di luglio, l’inflazione è salita dell’1.7% su base annua, mentre rispetto a giugno l’aumento è stato dello 0.4%. Analizzando i dati, si tratta del tasso piu basso da dicembre 2008: a spingere verso questo aumento è senza dubbio il consumo molto alto di energia elettrica, ma anche il settore dei trasporti ha fatto segnare aumenti notevoli. Ecco uno stralcio del comunicato Istat. “In base alla stima provvisoria, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra nel mese di luglio una variazione di meno 0,9 per cento rispetto al mese precedente e una variazione di più 1,8 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Sulla base dei dati finora pervenuti gli aumenti congiunturali più significativi dell’indice per l’intera collettività si sono verificati per i capitoli Trasporti (più 1,2 per cento), Abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili (più 0,8 per cento) e Servizi ricettivi e di ristorazione (più 0,5 per cento). Variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Abbigliamento e calzature, Servizi sanitari e spese per la salute e Istruzione. Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Prodotti alimentari e bevande analcoliche e Comunicazioni (meno 0,1 per cento per entrambi). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Trasporti (più 4,6 per cento)1, Altri beni e servizi (più 3,4 per cento) e Istruzione (più 2,5 per cento). Variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (meno 1,3 per cento) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (meno 0,1 per cento)”.

Pietro Gugliotta