Posts Tagged ‘2010’

Lotta all'evasione, nuove entrate col Redditometro

Lotta all’evasione, nuove entrate col Redditometro

Posted on 30 mar 2011 at 12:28pm

L’Agenzia delle entrate brinda ad un 2010 molto positivo: infatti la lotta all’evasione ha portato grandi risultati, con un amento degli incassi fiscali. Come sottolinea l’Agenzia delle Entrate, nel 2010 sono stati recuperati oltre 10.6 miliardi di euro, a fronte di un recupero fiscale di 9.1 miliardi nel 2009: dunque un aumento molto importante. L’importo del 2010 però cresce se consideriamo l’incasso direetto dall’attività di accertamento e di liquidazione delle dichiarazioni: infatti l’Agenzia delle Entrate spiega che per questo settore il gettito ha superato oltre 480 milioni di euro, portando dunque la cifra totale a superare gli 11 miliardi di euro. Ottimo il lavoro delle due task force dell’Agenzia delle Entrate, ossia la Ucifi e l’Antifrode. La prima compagnia ha infatti permeso la raccolta di 7.6 miliardi di euro, tramite indagini internazionali su attività e trasferimenti all’estero non dichiarati; la sezione Antifrode ha invece raccolto oltre 6.4 miliardi di euro, grazie ad indagini specifiche su frodi in materia di imposte sui redditi e sull’Irap. Ma grande successo per il nuovo strumento del 2010, ossia il Redditometro: il meccanismo che incrocia numerosi dati, partendo dal reddito della persona analizzata fino al suo tenore di vita, ha permesso di ottenere un boom di incassi, grazie ai 30.443 controlli effeettuati, che hanno portato un aumento dell’incasso fiscale del 63%.

Pietro Gugliotta

RCS, bilancio in utile: + 7.2 milioni di euro

RCS, bilancio in utile: + 7.2 milioni di euro

Posted on 24 mar 2011 at 11:53am

Il 2010 è stato un anno abbastanza positivo per il gruppo RCS: infatti Rcs MediaGroup ha reso noto di essere tornata in utile netto, per un totale di 7.2 milioni di euro. Grande passo in avanti se pensiamo alle perdite del 2009, che si erano attestate intorno ai 129.7 milioni di euro. Come ben sappiamo, Rcs MediaGroup pubblica fra gli altri anche quotidiani del calibro del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport. Il gruppo editoriale dunque ha vissuto un ottimo 2010, con risultati in crescita del 2.2% per quanto riguarda i ricavi, che hanno toccato quota 2.255 milioni di euro, con un aumento del 7% dei ricavi pubblicitari (pari a 759.6 milioni di euro). Migliora anche l’indebitamento finanziario netto, che scende di 86.3 milioni sul 2009, raggiungendo quota 970.8 milioni. Ed il 2011 – dalle prime stime dell’azienda – sembra poter dare risultati maggiormente positivi. “Tale risultato verrà sostenuto dagli interventi strutturali e dal continuo e incisivo proseguimento delle azioni di contenimento dei costi, sempre accompagnate da investimenti e soprattutto da azioni a supporto dello sviluppo delle attività multimediali e per la tutela ed il rafforzamento della qualità dei prodotti”. La nota di RCS si conclude con una notizia: il gruppo editoriale ha infatti tagliato di 296 unità il proprio organico, “per effetto dell’attuazione dei piani di riorganizzazione che coinvolgono tutte le aree del Gruppo, compensata in parte dal potenziamento delle attività new media in tutte le aree” si legge nella nota RCS.

Pietro Gugliotta

Imprese, nel 2010 boom dei fallimenti, + 20%

Imprese, nel 2010 boom dei fallimenti, + 20%

Posted on 13 mar 2011 at 12:57pm

E’ stato un pessimo 2010 per le aziende italiane. Infatti i dati pubblicati dall’Osservatorio crisi d’impresa di Cerved Group, hanno mostrato come ci sia stato un netto aumento dei fallimenti. Una vera e propria “strage”, ben 11 mila aziende che hanno chiuso nel 2010, con un aumento del 20% rispetto al 2009. E già nel 2009, l’aumento rispetto all’anno prima era stato pari al 25%. Numeri veramente molto preoccupanti, è il dato più alto dal 2006, dato che dimostra la sofferenza delle aziende italiane in questo periodo di crisi. Quali sono i settori che hanno maggiormente sofferto la crisi? Sicuramente quello dei mezzi di trasporto, seguito dal settore gomma e plastica, dalle calzature e della meccanica. Fra i settori col peggiore passivo in due anni, c’è sicuramente quello delle costruzioni, che ha visto per il secondo anno consecutivo un numero delle procedure di fallimento molto alto. In generale, possiamo affermare come il settore industriale sia quello col numero maggiore delle procedure di fallimento: infatti le aziende di stampo industriale rappresentano il 45.2% delle aziende con tasso di insolvenza.
Gianandrea De Bernardis, amministratore delegato di Cerved group, ha commentato i dati elaborati dal proprio gruppo. “L’impressione è rafforzata dalla più lenta dinamica dei concordati preventivi nel corso dell’anno, visto che il concordato è la fase in cui l’impresa è in uno stadio di crisi più congiunturale e meno avanzato”.

Pietro Gugliotta

 Sisal, un 2010 d'oro ma niente ingresso in Borsa

Sisal, un 2010 d’oro ma niente ingresso in Borsa

Posted on 10 mar 2011 at 12:35pm

Una delle aziende italiane che ha avuto un 2010 veramente positivo è senza dubbio la Sisal. La società, attualmente controllato dai fondi Apax, Clessidra e Permira, che gestisce fra gli altri il Superenalotto, ha avuto un anno decisamente positivo. Nel 2010 la società Sisal ha raccolto giocate per un volume pari a 11.3 miliardi di euro, generando un fatturato di 439.5 milioni di euro, con una variazione positiva del +2.8% rispetto al 2009. Cresce anche il volume dei giochi, con + 7.3%, mentre grandissima crescita dei servizi, che sono aumentati del 51.5%, salendo così a 4.2 miliardi. I dati molto positivi, sono stati confermati in una intervista da Emilio Petrone, a.d. di Sisal, che presentato il bilancio di fine anno. “Il 2010 è stato il nostro anno migliore. Gli azionisti ci sono vicini e all’orizzonte non c’è alcun cambio in vista. Una crescita organica, ma non escludiamo operazioni straordinarie. Il debito, lo ripeto, non è un problema”. Uno sguardo anche al presente ed al futuro della società. “Siamo pronti a cogliere ogni opportunità. Abbiamo fatto una manifestazione d’interesse per Snai, ma poi non è successo nulla. La Borsa? Uno sbocco naturale per una società come Sisal, ma al momento non c’è un piano in questo senso. Siamo concentrati sullo sviluppo delle nostre attività”.

Pietro Gugliotta

Bankitalia:

Bankitalia: “Nel 2010 il debito pubblico è aumentato del 4.5%”

Posted on 16 feb 2011 at 2:08pm

La Banca d’Italia ha pubblicato in queste ore l’ultimo bollettino statistico sulla finanza pubblica. Secondo BankItalia, il debito pubblico italiano si è attestato a quota 1.843,227 miliardi a dicembre 2010, con un aumento sostenuto rispetto ai ai 1.763,864 miliardi di dicembre 2009. Il dato – nonostante questo importante crescita – resta positivo, perchè inferiore al dato di novembre 2010, quando aveva raggiunto il dato record di 1.868,661 miliardi. La somma totale del 2010, porta il debito pubblico italiano ad una crescita del 4.5% in dodici mesi. Nei prossimi giorni, si pensa dopo il primo marzo 2011, arriverà anche il dato relativo al Pil, ma la Banca d’Italia ha già pronte alcune stime. Il Governo invece – secondo le ultime previsioni – attesta la crescita del PIL all’1.2%, con un valore assoluto di 1.554,718 Miliardi. Se la Banca d’Italia confermerà questi dati, si tratterà del dato più elevato dal 1997 del rapporto debito-PIL, perchè salirebbe dal 115.9% del 2009 al 118.6% del 2010. Inoltre se i dati verranno confermati da BankItalia, saranno in linea con le previsioni del Governo, che vedevano il rapporto debito-PIL attestarsi al 118.5%. Il debito pubblico cresce al Nord, ma risulta in calo al Sud. Infatti le amministrazioni locali del Nord hanno visto salire il proprio debito pubblico a 31.3 miliardi di euro (nel Nord Ovest), mentre nel Nord Est il debito resta pressochè invariato. Molto bene Centro e Sud: il centro Italia fa segnare un calo del debito pubblico (da 30.1 miliardi di euro del 2009, ai 29.4 miliardi di euro del 2010), mentre per quello che riguarda il Sud Italia, il debito è sceso a 24.6 miliardi dai 25.4 dello scorso anno. In controtendenza col Sud Italia, le Isole, che fanno salire il proprio debito pubblico a 9 miliardi di euro, contro gli 8.7 del 2009.

Pietro Gugliotta

Mercato dell'auto, l'Europa chiude il 2010 a -4.9%

Mercato dell’auto, l’Europa chiude il 2010 a -4.9%

Posted on 18 gen 2011 at 1:04pm

Il 2010 del mercato dell’auto non è stato un anno molto positivo: parlano chiaro i numeri, i dati infatti sono stati da poco confermati in via ufficiale dall’Acea, l’associazione che riunisce i costruttori europei d’autovetture. L’associazione ha determinato come nei 27 Paesi dell’Unione Europea, ci sia stato un calo delle vendite di autovetture pari al 4.9%: infatti le vendite hanno raggiunto quota 13.785. 698 unità, a fronte delle 14.499.059 vendute l’anno precedente, nel 2009. Se proviamo a quantificare il dato delle vendite di auto, nei principali e più importanti mercati, scopriremo che si tratterà di dati negativi: l’Italia ha perso il 9.2%, la Germania ha chiuso col forte passivo del 23.4%, e anche la Francia ha chiuso in negativo, seppur di poco (-2.2%). Bene – fra i pochi paesi a chiudere in positivo – il mercato dell’auto in Spagna, che ha fatto segnare una crescita del 3.1% rispetto all’anno 2009. Inutile dire come il dato italiano sia fortemente penalizzato dall’assenza degli incentivi, che avevano caratterizzato il 2009 del mercato dell’auto italiano, contribuendo anche ad una crescita dei primi mesi del 2010: quando l’influenza positiva degli incentivi è finita, il mercato è inesorabilmente finito in negativo. Anche la Fiat ha chiuso il 2010 in calo, ecco la spiegazione del Lingotto in merito a questo bilancio negativo: “sul calo registrato dal gruppo Fiat in Europa nel 2010 hanno inciso principalmente due fattori: il consistente calo complessivo del mercato (soprattutto in Italia) e il fatto che nel 2009 la sua gamma di vetture a basso impatto ambientale aveva beneficiato in maniera molto forte degli ecoincentivi attuati da numerose nazioni europee”.

Pietro Gugliotta

Chrysler: buone performance nel primo trimestre 2010

Chrysler: buone performance nel primo trimestre 2010

Posted on 11 mag 2010 at 10:14am

Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat, ha confermato gli ottimi risultati di Chrysler nel primo trimestre 2010. Tali risultati hanno superato le aspettative rosee dei vertici Fiat, ma Marchionne invita alla cautela, in quanto tutto dipenderà anche dalle performance dell’economia. L’IPO in ogni caso resta un priorità, ma al momento nessuna informazione sulla tempistica, ma la quotazione in borsa sembra più vicina del previsto.

Chrysler ha chiuso il primo trimestre 2010 con un utile operativo di 143 milioni di dollari, ed un flusso di cassa positivo di 1490 milioni. I ricavi hanno superato i 9000 milioni, in rialzo di tre punti percentuali rispetto al quarto trimestre del 2009. L’ebitda ha raggiunto quota 787 milioni di dollari, mentre la perdita netta si è ridotta a circa 197 milioni di dollari.

Con la ripresa economica e il lancio di nuovissimi modelli sul mercato i risultati economico finanziari di Chrysler potrebbero conoscere un ulteriore rialzo. A giugno è prevista l’introduzione della nuova Jeep Grand Cherokee. Per questo 2010 la società USA prevede vendite per un totale di 1,6 milioni di veicoli a livello globale, con ricavi oltre i 40 miliardi di dollari.

A Shanghai l’esposizione italiana offre spettacolo

A Shanghai l’esposizione italiana offre spettacolo

Posted on 05 mag 2010 at 7:54pm

Dal 1 maggio al 31 ottobre, la megalopoli cinese, Shanghai, ospiterà l’EXPO 2010, ed in questi giorni c’è proprio un’atmosfera molto particolare. I numeri parlano chiaro: 5,3 km quadrati di area, 70 milioni di visitatori previsti, oltre 600 mila al giorno, per un totale di 260 paesi partecipanti.

Il tema principale è “Better city, Better life”, ossia “Città migliore, vita migliore”. Negli ultimi anni è cresciuta in maniera esponenziale la percentuale di persone che vive in città, e questo intenso popolamento dei centri urbani non ha pero portato benefici alla qualità della vita. Dunque il tema è molto attuale, e si incentrerà soprattutto sulla pianificazione e lo sviluppo sostenibile delle nuove aree cittadine, e sulla riqualificazione del tessuto urbano.

Poco più di un anno fa, l’8 maggio 2009, è iniziata la costruzione del padiglione italiano. L’architetto Giampaolo Imbrighi ha realizzato il progetto rendendo omaggio a Shanghai e al famoso gioco che ne prende il nome. Il padiglione Italiano ha la particolarità di essere stato costruito in cemento trasparente, e grazie a speciali tecnologie offre un particolare gioco di luce. Tre piani, cinque sale espositive e una corte centrale per mostrare lo stile di vita italiano, offrendo un connubio tra tecnologia e benessere, energie rinnovabili e design, arte e scienza.

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Crisi economica: soffrono le imprese e i professionisti

Crisi economica: soffrono le imprese e i professionisti

Posted on 23 apr 2010 at 3:10pm

Nel primo trimestre 2010 la recessione non ha allentato la presa: ne fanno le spese i professionisti e le imprese. I dati parlano chiaro, se l’anno scorso i fallimenti erano stati poco piu di 11.400, nei soli primi mesi del 2010 ci sono stati oltre tremila fallimenti. Un vero e proprio periodo nero per tutte le aziende. Analizzando i dati, si scopre come nel 2007, a portare i libri in tribunale erano state oltre 7500 aziende, un anno dopo hanno superato le novemila unità. Sempre in crescita, questo dato negativo: infatti come appena scritto, il 2009 ha portato la chiusura di 11.477 aziende, con un aumento netto del 26,6% rispetto all’anno prima. I dati – elaborati ed esposti da Unioncamere - registrano già da un paio d’anni l’accelerazione delle procedure fallimentari. Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere, prova a gettare acqua sul fuoco: “Il fallimento è traumatico nella vita di un’impresa, ma la crisi non ha innescato “patologie” nel corpo dell’imprenditoria. L’entità del fenomeno riguarda una quota molto piccola delle imprese, e anche nel 2009 siamo rimasti al disotto del due per mille rispetto al totale delle imprese”.

Ma la crisi non tocca solo le imprese, anche i professionisti! Anche la loro figura non è stata immune alla recessione. La crisi ha portato quasi 300.mila professionisti a rischiare la chiusura, e chi soffre di più sono i giovani e le donne. La crisi tocca più di 2 milioni di lavoratori, la metà lavora per conto proprio, mentre il resto è impiegato con alcuni diversi tipi di contratti, come quelli indeterminato, a progetto, determinato e tanti altri tipi di collaborazione.

ISTAT: nel mese di Febbraio rallenta l’inflazione

ISTAT: nel mese di Febbraio rallenta l’inflazione

Posted on 18 mar 2010 at 12:45pm

L’inflazione ha fatto registrare una battuta d’arresto nel febbraio 2010. L’indice dei prezzi al consumo si è portato all’1,2% contro l’1,3% di gennaio. Su base mensile i prezzi sono aumentati dello 0,1%. L’Istat ha spiegato che principalmente il rallentamento dell’inflazione a febbraio è dovuto alla stabilizzazione congiunturale dei prezzi dei servizi. In calo anche il tasso tendenziale dei prezzi dei beni, che però su base mensile ha fatto registrare lievi rialzi. L’inflazione acquisita per il 2010 è dello 0,7%.

I comparti che hanno fatto segnare gli incrementi congiunturali più consistenti sono stati abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,3%), comunicazioni (+0,7%) e spettacoli e ricreazione (+0,3%). A livello tendenziale i più grossi aumenti si sono verificati nei trasporti e nelle bevande alcoliche e tabacchi. Un’analisi più attenta mostra che tra i vari prodotti, soltanto tabacchi (+3,8%) e birra (+2,7%) hanno subito gli incrementi più interessanti.

Anche nel resto della zona euro il tasso d’inflazione è stato interessato da un rallentamento nel mese di febbraio, segnando un +0,9% rispetto al +1% di gennaio. Nell’Ue il tasso d’inflazione si è attestato all’1,4%, in discesa se confrontato con l’1,7% di gennaio. Dando uno sguardo agli altri paesi, i tassi più bassi si sono registrati in Lettonia e Irlanda, mentre i più elevati in Ungheria e Romania.