
L’Istituto nazionale di statistica, l’Istat, ha comunicato il dato del tasso d’inflazione medio annuo per il 2011: il valore calcolato dall’Istat si attesta al 2.8%. Il dato conferma le stime preliminari dell’ente di statistica, dimostrando di essere in evidente crescita rispetto al dato del 2010, quando il tasso d’inflazione medio si attestò all’1.5%. E’ il dato medio più alto dal 2008%, quando il tasso d’inflazione medio raggiunse quota 3.3%. Secondo quanto comunicato dall’Istat, il mese di dicembre ha visto un aumento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo pari al +0.4%, rispetto al mese di novembre 2011, mentre il valore è addirittura aumentato del +3.3% rispetto a dicembre 2010, confermando dunque le stime provvisorie delle scorse settimane. Calcolando l’inflazione di fondo, ossia al netto dei prodotti energetici e degli alimentari freschi, scopriamo come il dato sia stabile al 2.4%, invece calcolando l’inflazione al netto dei soli prodotti energetici, il valore scende al 2.3%. “Nel mese di dicembre - si legge nel comunicato Istat – si rilevano tassi tendenziali di crescita dei prezzi al consumo stabili, o in lieve rallentamento, per quasi tutte le tipologie di beni e servizi. Da un punto di vista settoriale, i due più importanti effetti di sostegno alla dinamica dell’indice generale derivano dagli aumenti congiunturali dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+2.9%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+1.6%)”.
Pietro Gugliotta

I dati mensili avevano già lasciato intendere che il 2011 sarebbe stato un anno difficile, ma probabilmente non ci si poteva aspettare una tale flessione: il mercato dell’auto infatti ha visto un calo delle immatricolazioni piuttosto importante. Le immatricolazioni di nuove vetture nel 2011 sono state inferiori del -10.88% rispetto a quelle del 2010. In termini pratici, nel 2010 ci sono state 1.961.579 immatricolazioni, contro le 1.748.143 nuove immatricolazioni del 2011. Sorprende anche il calo delle auto usate: infatti il 2011 aveva visto in molti mesi un andamento crescente del mercato dell’usato. Anche a dicembre, il conto delle transazioni del mercato dell’usato è negativo: -6.38% rispetto a dicembre 2010 e -6.56% rispetto a novembre 2010, con soli 386.710 trasferimenti di proprietà di auto usate. Come conferma lo stesso Gianni Filipponi, direttore generale dell’Unrae, il mercato dell’auto è ritornato indietro, ai livelli del 1996. “Si chiude un anno particolarmente difficile per il settore auto nel suo complesso, che torna indietro di ben 15 anni ai livelli del lontano 1996. Fra tutti emerge il dato preoccupante degli acquisti dei privati, e quindi delle famiglie, che chiudono l’anno con una quota di mercato ai minimi storici: 66,3% del totale, rispetto ad una media del 77,4% degli ultimi 20 anni” conclude Filipponi, direttore dell’associazione che rappresenta le case estere in Italia. Fra le case automobilistiche che hanno patito di più questo 2011, c’è la Fiat: il Lingotto scende al 29.4% del mercato, con 514.629 immatricolate in questo 2011 (considerando Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Chrysler, Jeep e Dodge), dunque in calo del 13.8% rispetto al 2010.
Pietro Gugliotta

Arriva una conferma sul rallentamento del Pil Italiano, direttamente da Bruxelles: infatti la Commissione Ue ha confermato come la crescita del Pil dell’Italia sia rallentata, così come vengono segnalati alcuni dati positivi, come la crescita delle entrate fiscali e la discesa del debito pubblico. Il quadro che viene fuori dall’analisi della Commissione Europea è dunque contrastante, perchè “l’Italia cresce meno della media dell’Euorozona”. Anche l’Istat ha rilasciato alcuni dati interessanti relativi al PIL: infatti l’Istituto nazionale di Statistica ha mostrato come il prodotto interno lordo dell’Italia sia aumentato dell’1% nel periodo gennaio-marzo 2011, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La crescita del Pil italiano, nel trimestre gennaio-marzo è stata pari all’1.5% rispetto all’ultimo trimestre del 2010. Siamo comunque sotto la soglia media dell’Unione Europea: infatti il PIL dell’Eurozona crescerà nel 2011 dell’1.6%, questo secondo la stima della Commissione Europea. A trainare questa ripresa dell’EuroZona sicuramente l’economia tedesca, che sta crescendo del 2.6%, dopo una crescita superiore al tre per cento nel 2010 (3.6%). In recessione invece la Grecia ed il Portogallo: la nazione ellenica perde il 3.5%, per il paese lusitano invece la perdita è del 2.2%. Calcolando anche i paesi fuori dalla moneta unica europea, la Ue-27 dovrebbe avere una crescita del PIL nel 2011 pari all’1.8%.
Pietro Gugliotta

E’ sempre molto spiacevole tornare a parlare dei dati sulle morti bianche, ossia sulle morti avvenute durante lo svolgimento del proprio lavoro. Infatti se il 2010 si era chiuso con un saldo comunque positivo, con meno morti sul lavoro dell’anno precedente, non si può dire altrettanto dei primi tre mesi di quest’anno. Il 2011 infatti si è aperto con 114 decessi sul lavoro, contro i 91 del 2010, relativi sempre al periodo gennaio-marzo. La ricerca è stata portata avanti dall’Osservatorio Sicurezza sul lavoro di Vega Engineering, osservatorio che ormai si occupa da oltre due decenni di sicurezza in ambito lavorativo. Lo studio ha mostrato dunque una inversione di tendenza rispetto al 2010, quando l’Inail segnalò una flessione dell’1.9% degli infortuni sul lavoro rispetto al 2009, passando dunque da da 790 mila casi a 775 mila casi, mentre gli incidenti mortali erano in flessione del 6.9%, scendendo da da 1053 a 980 decessi. Le regioni con più decessi sono sicuramente Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte, seguite da Sicilia, Campania e Veneto, la provincia di Milano è la più colpita in Italia, seguono Torino, Catania, Bologna e Napoli. Fra le cause degli incidenti mortali, lo studio segnala come il 28.1% siano causati dalla caduta di persone, il 25.4% invece è causato dallo schiacciamento conseguente ad oggetti caduti dall’alto.
Pietro Gugliotta

Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat e Chrysler, ha commentato in maniera entusiasta l’andamento del 2010 per l’azienda automobilistica americana. La Chrysler ha avuto un 2010 oltre le aspettative. “Abbiamo mantenuto la promessa di lanciare 16 nuovi veicoli negli ultimi 12 mesi – esordisce Marchionne -. Questi veicoli sono la testimonianza della rinascita di Chrysler. Dati i positivi commenti ricevuti, possiamo dire che quanto conseguito da Chrysler lo scorso anno, sia sul fronte dei prodotti – prosegue l’a.d. Fiat e Chrysler – sia su quello finanziario, hanno superato le attese. Il nostro lavoro non è finito, abbiamo ancora molto da fare per adempiere agli obiettivi del piano quinquennale”. Ricordiamo che la Fiat controlla attualmente il 25% del capitale di Chrysler, ma nei prossimi mesi questa quota potrebbe addirittura crescere. La presenza di Marchionne ha rilanciato notevolmente l’azienda americana, tanto da aumentare le vendite sia nel mercato interno, che in quello esterno agli Stati Uniti.
Passando ai dati ufficiali, l’azienda americana comunica di aver venduto 347.000 unità nel quarto trimestre: il dato però risulta in calo del 7% rispetto alle 401.000 unità del terzo trimestre. Il 2011 potrebbe essere un anno notevolmente positivo: infatti le stime della Chrysler parlano di un possibile utile netto fra 0.2 e 0.5 miliardi di dollari, mentre i ricavi saranno superiori ai 55 miliardi di dollari, con un cash flow che andrà in positivo di un miliardo di dollari.
Pietro Gugliotta

La Nidil Cgil, che è il sindacato dei lavoratori atipici appartenente alla CGIL, ha evidenziato come nel 2011 molti lavoratori statali resteranno disoccupati. Si tratta di impiegati all’Inpdap, al Viminale all’Inps, tutti precari ed interinali, che a gennaio 2011 potrebbero non essere confermati e dunque tornare disoccupati. Grazie alla manovra di bilancio approvata nello scorso luglio, la spesa per il lavoro temporaneo nella Pubblica Amministrazione, è stata tagliata del 50%, dunque saranno a rischio tutti i contratti a tempo determinato, co. co. co., formazione lavoro, lavoro accessorio e tutti i contratti di somministrazione, ossia gli ex interinali. “Le persone colpite oggi dal taglio di Tremonti – si legge nella nota Nidil Cgil – sono sicuramente circa 3.250, tra Inps (1.800 lavoratori in somministrazione), ministero dell’Interno (650 lavoratori a tempo determinato e 650 in somministrazione già tagliati a luglio) e Inpdap (circa 150 lavoratori in somministrazione)”. Sempre il sindacato, segnala come la manovra del ministro Tremonti potrà allargare questo numero di precari ed interinali: infatti potrebbero essere necessari altri tagli al personale se le autonomie locali e il Ssn si adeguassero alla normativa contenuta nella manovra finanziaria. La Nidil Cgil ricorda che “il taglio farà risparmiare allo Stato solo 100 milioni di euro per gli anni 2011, 2012, 2013 a fronte di una manovra di bilancio pari a oltre 12 miliardi per il 2011. Il taglio al lavoro precario incide per lo 0.8% sull’ammontare della manovra per il 2011 e per lo 0,4% su quello per gli anni 2012 e 2013″.
Pietro Gugliotta

Ottimi risultati nel secondo trimestre del 2010 per la Chrysler: l’azienda automobilistica americana con sede a Detroit, ha guadagnato 183 milioni di dollari di utili, con un aumento dei ricavi dell’8% e con una crescita del 28% rispetto al primo trimestre. Aumenta di conseguenza anche la liquidità della casa di Detroit, che sale fino a 10 miliardi di dollari. Sergio Marchionne, a.d. di Chrysler e Fiat, commenta i dati molto positivi del secondo semestre. “L’utile operativo nel secondo trimestre, conferma che il gruppo Chrysler sta procedendo in linea con gli obiettivi annunciati il 4 novembre 2009, fermo restando il fatto che uno straordinario lavoro si prospetta davanti a noi. Secondo le attese, il 2010 si sta concretizzando come un anno di transizione e stabilizzazione. Il Gruppo Chrysler deve continuare il proprio percorso di crescita con rigore, massima disciplina e focalizzazione sugli obiettivi”. Ed il prossimo obiettivo per la Chrysler è il rientro in Borsa. “Lo sbarco in Borsa a Wall Street è un evento del 2011. Inoltre è matematicamente impossibile non rivedere le stime 2010, saremo la piu’ piccola casa auto di Detroit, non i piu’ scemi”. Il grande successo è dovuto anche all’arrivo del nuovo Grand Cherokee. “Il nuovo Grand Cherokee è il veicolo migliore prodotto nella storia di Chrysler: abbiamo finora ricevuto 70.000 Ordini per la vettura. Per fare fronte alle richieste, stiamo valutando di aggiungere un terzo turno di lavoro all’impianto di assemblaggio cherokee assembly”.
Pietro Gugliotta