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	<title>Economia e Finanza - News finanziarie &#187; abi</title>
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	<description>News dal mondo della finanza</description>
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		<title>L&#8217;UE apre una inchiesta sui conti correnti italiani: troppo cari?</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 11:17:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Commissione Europea ha annunciato nei giorni scorsi, l&#8217;intenzione di aprire una indagine contro l&#8217;Italia. Questa volta la UE ha ravvisato costi troppo alti nella gestione dei conti correnti italiani. Michel Barnier, commissario Ue al Mercato interno, ha dichiarato: &#8220;&#8221;In Italia la media è di 246 euro per anno a cliente, mentre in Olanda il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/UE.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2602" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/UE.jpg" alt="" width="250" /></a> La <strong>Commissione Europea</strong> ha annunciato nei giorni scorsi, l&#8217;intenzione di aprire una <strong>indagine contro l&#8217;Italia</strong>. Questa volta la UE ha ravvisato <strong>costi troppo alti nella gestione dei conti correnti italiani</strong>. Michel Barnier, commissario Ue al Mercato interno, ha dichiarato: <em>&#8220;&#8221;<strong>In Italia la media è di 246 euro </strong>per anno a cliente, mentre <strong>in Olanda il costo medio è di 43 euro</strong>. Perchè queste differenza?&#8221; </em>Ed in effetti la differenza fra la cifra calcolata dalla Commissione Europea per l&#8217;Italia e &#8211; in questo caso &#8211; l&#8217;Olanda, è veramente molto alta: ballano ben 200 euro, che non sono mica pochi. Ma l&#8217;<strong>Abi </strong>ha subito smentito le cifre dichiarate dalla Commissione Europea, spiegando come secondo i loro conti, il <strong>costo medio di un conto corrente in Italia</strong> si aggira intorno ai <strong>116 euro</strong>. Una cifra simile è emersa anche in uno studio di Bankitalia, che ha ravvisato come il costo medio di un conto corrente in Italia sia intorno ai 114 euro, dunque in linea con la media Abi. Ma come mai questa differenza ampia fra la media scovata dalla UE e quella dichiarata da Abi e Banca d&#8217;Italia? Probabilmente sono stati presi in considerazione diversi profili, ma questo non giustifica comunque una forbice così ampia, dato che in ogni caso fra i 43 euro olandesi e i 114 euro che servono in Italia per le spese di un conto corrente, ballano circa 70 euro. Vedremo quali saranno i risultati di questa indagine europea.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Il Ministro Tremonti annuncia: &#8220;Ecco il fondo per le PMI&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 10:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti ha presentato il nuovo Fondo Italiano d&#8217;Investimento. Come spiega Tremonti, si tratta di un aiuto per le Piccole e Medie Imprese che troppo spesso si trovano a combattere contro veri e propri giganti, e che permetterà di creare lavoro e solidarietà. Tremonti ha spiegato nei dettagli tutto il processo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/tremonti-giulio4.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2189" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/tremonti-giulio4.jpg" alt="" width="250" /></a> Il <strong>ministro dell’Economia, Giulio Tremonti</strong> ha presentato il nuovo <strong>Fondo Italiano d&#8217;Investimento</strong>. Come spiega Tremonti, si tratta di un <strong>aiuto per le Piccole e Medie Imprese</strong> che troppo spesso si trovano a combattere contro veri e propri giganti, e che permetterà di <strong>creare lavoro e solidarietà</strong>. Tremonti ha spiegato nei dettagli tutto il processo e il funzionamento di questo fondo, durante il convegno in Assolombarda. <em>&#8220;La creazione e la realizzazione del fondo è andata in porto in un anno, un tempo abbastanza ragionevole in Italia. Pensiamo che questo fondo possa produrre un effetto di <strong>grosso sostegno alla nostra economia</strong> ed è un esempio di come seriamente e operativamente il pubblico e il privato possano lavorare per il bene del Paese&#8221;.</em> All&#8217;interno di questo nuovo organismo c&#8217;è una grande <strong>sinergia italiana</strong>: l&#8217;<strong>Abi</strong> (dunque le grandi banche) il <strong>pubblico </strong>ed il <strong>privato</strong>, la <strong>Confindustria</strong> e la<strong> Cassa Depositi e Prestiti del Paese</strong>. Un fondo dunque che unisce l&#8217;Italia e vuole aiutare ad essere meno piccole le PMI, per una espansione graduale. Nel Cda del Fondo, troveremo Domenico Santececca. Tutti entusiasti: si va dalla soddisfazione di Corrado Passera, a.d. di Intesa Sanpaolo, che definisce il fondo come<em> &#8220;una bella operazione di sistema&#8221;, </em>alle parole della leader di Confindustria,<strong> Emma Marcegaglia,</strong> che ha confermato come<em> &#8220;l&#8217;obiettivo dello strumento è anche quello di modificare l’industria del private equity, dove allo spolpamento delle aziende, si sostituiscano logiche di medio termine, con una vocazione industriale&#8221;.</em></p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Mutui: scattata la moratoria</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 06:39:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È finalmente scattata la moratoria sui mutui, molto attesa da parte di quelle famiglie ormai da troppo tempo in ginocchio per via della crisi finanziaria. L’accordo siglato tra Abi e associazioni dei consumatori riguarda sostanzialmente la sospensione delle rate sui prestiti per 12 mesi. La domanda dovrà essere presentata allo sportello e l’accettazione sarà vincolata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/mutui.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-166" title="mutui" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/mutui.jpg" alt="" width="250" /></a>È finalmente scattata la <strong>moratoria sui mutui</strong>, molto attesa da parte di quelle famiglie ormai da troppo tempo in ginocchio per via della <strong>crisi finanziaria</strong>. L’accordo siglato tra <strong>Abi</strong> e <strong>associazioni dei consumatori</strong> riguarda sostanzialmente la sospensione delle <strong>rate</strong> sui <strong>prestiti</strong> per 12 mesi. La domanda dovrà essere presentata allo sportello e l’accettazione sarà vincolata a precise regole stabilite dall’intesa. Non tutti gli istituti hanno però aderito.</p>
<p style="text-align: justify;"><script type="text/javascript"><!--
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</p>
<p style="text-align: justify;">Ad aver aderito al provvedimento sono infatti circa 90 <strong>istituti di credito</strong>, ai quali si ricollegano più del 70% degli sportelli presenti sul territorio italiano. Ad usufruire della sospensione saranno comunque oltre 110 mila famiglie, e l’intera operazione dovrebbe avere un valore complessivo di 8 miliardi di euro. I principali interessati sono coloro che hanno un <strong>reddito imponibile</strong> inferiore ai 40 mila euro e che hanno subito tra il 2009 e il 2010 un evento dannoso, come il <strong>licenziamento</strong>, la <strong>cassa integrazione</strong> o un <strong>lutto</strong>. I Mutui che potranno subire una sospensione del <strong>piano di rimborso</strong> non dovranno superare i 150 mila euro, e dovranno avere come causale di accensione la costruzione o ristrutturazione dell’<strong>abitazione</strong> principale.</p>
<p style="text-align: justify;">Si potrà inoltrare la richiesta fino al 31 gennaio dell’anno prossimo. <strong>Carlo Pileri</strong>, presidente dell’Adoc, si augura che le <strong>banche</strong> migliorino le condizioni di base sui mutui, per individuare soluzioni più vicine alle esigenze delle famiglie. In ogni caso l’Abi e le associazioni dei consumatori svolgeranno un monitoraggio mirato sull’andamento dell’iniziativa per avere un quadro sempre aggiornato.</p>
<p style="text-align: right;">Giuseppe Raso</p>
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		<title>Mutui: i tassi tornano a crescere</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 11:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Brutte notizie dall’Associazione bancaria italiana (Abi) in tema di mutui. Nel dicembre 2009 tornano infatti a salire i tassi sui mutui concessi dagli istituti italiani. È la prima volta dall’agosto 2008 che non si segnava un incremento sugli interessi, che proprio in tale mese erano cresciuti di 0,03 punti percentuali rispetto al luglio 2008. Nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/mutui.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-166" title="mutui" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/mutui.jpg" alt="" width="250" /></a>Brutte notizie <strong>dall’Associazione bancaria italiana</strong> (Abi) in tema di <strong>mutui</strong>. Nel dicembre 2009 tornano infatti a salire i tassi sui mutui concessi dagli istituti italiani. È la prima volta dall’agosto 2008 che non si segnava un incremento sugli <strong>interessi</strong>, che proprio in tale mese erano cresciuti di 0,03 punti percentuali rispetto al luglio 2008. Nel novembre del 2009 i tassi erano del 2,90%, a dicembre invece si sono stabilizzati sul 2,95%, con un aumento dello 0,05%.</p>
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</p>
<p style="text-align: justify;">L’abi minimizza sul dato che sintetizza l’andamento dei <strong>tassi fissi</strong> e <strong>variabili</strong>, rilevando in ogni caso una certa stabilità ed escludendo una possibile inversione di tendenza. Da notare come l’<strong>Euribor</strong>, ossia il tasso base della maggior parte dei mutui, sia rimasto nel mese di dicembre su valori minimi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gianfranco Terriero</strong>, responsabile dell’ufficio studi dell’Abi, ha chiarito che l’aumento potrebbe essere dovuto alla variazione della composizione delle erogazioni a tassi fissi e variabili che compongono il tasso medio. Invariati invece sono rimasti i tassi alle <strong>società non finanziarie</strong>, stabilizzatisi sul 2,26%. In generale, il tasso medio ponderato sul totale prestiti alle famiglie e alle società, elaborato dall’Abi, ha subito un decremento dal 3,82% di novembre al 3,77% di dicembre. Resta negativo il trend in Italia riguardante i <strong>finanziamenti alle imprese</strong> negli ultimi mesi del 2009, mentre aumenta quello alle famiglie per l’acquisto della casa.</p>
<p style="text-align: right;">Giuseppe Raso</p>
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		<title>Terremoto finanziario in Dubai</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 22:21:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La bolla immobiliare scoppiata negli Emirati Arabi Uniti spaventa non poco l’occidente, in un contesto di globalizzazione finanziaria, gli effetti di qualsiasi evento finanziario si fanno sentire su tutto il globo. Dubai World ha chiesto una moratoria di sei mesi ai propri creditori, e sta cercando di rinegoziare le sue posizioni, tra le quali un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-174" title="20380_dubai_towers" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/20380_dubai_towers.jpg" alt="20380_dubai_towers" width="250" />La <strong>bolla immobiliare</strong> scoppiata negli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> spaventa non poco l’occidente, in un contesto di <strong>globalizzazione</strong> finanziaria, gli effetti di qualsiasi evento finanziario si fanno sentire su tutto il globo. <strong>Dubai World</strong> ha chiesto una moratoria di sei mesi ai propri <strong>creditori</strong>, e sta cercando di rinegoziare le sue posizioni, tra le quali un <strong>bond islamico</strong> da 3,53 miliardi della controllata <strong>Nakheel Properties</strong>. Le passività del gigante arabo ammontano a 59 miliardi di dollari. I numeri mostrano come Dubai World possa essere definito il centro nevralgico della finanza degli Emirati Arabi Uniti.</p>
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</p>
<p style="text-align: justify;">Per gli <strong>analisti</strong> del settore, questa assomiglia ad una vera e propria situazione di <strong>Default</strong>, che può produrre effetti domino non indifferenti, che coinvolgerebbero le grandi banche arabe, ma anche quelle del resto mondo. <strong>Standard &amp; Poor’s</strong> sta valutando interventi a livello di rating per banche come la Emirates Bank International e la National Bank of Dubai. Nel Vecchio Continente, Hsbc e Standard Chartered sono le banche con i maggiori investimenti in Dubai.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo del Dubai ha già detto che non garantirà il debito della conglomerata. Intanto le borse di tutto il mondo tremano, mostrando segni di nervosismo. Il danno di immagine per l’Emirato è sicuramente l’unico dato certo di questa crisi, la vetrina mondiale del lusso che ostenta la propria ricchezza con automobili, hotel da nababbi e boutique di alta classe rischia di affondare se la situazione non viene risolta con immediatezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il direttore generale della <strong>Banca d’Italia,</strong> <strong>Fabrizio Saccomanni</strong>, rasserena per quanto riguarda il sistema Italia, un sistema poco esposto finanziariamente nei confronti del Dubai, dello stesso avviso il presidente dell’<strong>Abi</strong>, <strong>Corrado Fissola</strong>, che definisce l’esposizione italiana estremamente marginale o inesistente.</p>
<p align="right">Giuseppe Raso</p>
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		<title>Ad inizio anno la sospensione dei mutui</title>
		<link>http://www.economiafinanza.net/ad-inizio-anno-la-sospensione-dei-mutui/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 20:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente dell’Abi, Corrado Fissola, ha annunciato che entro gennaio sarà attivata la sospensione dei mutui per quelle famiglie che si trovano in difficoltà finanziarie. Nello specifico, coloro che potranno richiedere la sospensione del mutuo saranno le persone che hanno subito eventi sfavorevoli nell’ultimo periodo, come ad esempio la cassa integrazione, la perdita del posto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-166" title="mutui" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/mutui.jpg" alt="mutui" width="250" />Il presidente dell’<strong>Abi</strong>, <strong>Corrado Fissola</strong>, ha annunciato che entro gennaio sarà attivata la sospensione dei <strong>mutui</strong> per quelle famiglie che si trovano in difficoltà finanziarie. Nello specifico, coloro che potranno richiedere la sospensione del mutuo saranno le persone che hanno subito eventi sfavorevoli nell’ultimo periodo, come ad esempio la <strong>cassa integrazione</strong>, la perdita del posto di <strong>lavoro</strong> o la morte di uno dei componenti del nucleo familiare percettore di <strong>reddito</strong> di sostegno della <strong>famiglia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><script type="text/javascript"><!--
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</p>
<p style="text-align: justify;">Le associazioni <strong>Federconsumatori</strong> e <strong>Adusbef</strong>, hanno appreso con molta soddisfazione la notizia della moratoria, che secondo loro porterà benefici ai 400 mila nuclei familiari che navigano in cattive acque. In ogni caso mancano solo i dettagli, che l’Abi sta discutendo con le associazioni dei <strong>consumatori</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra che la sospensione riguarderà soltanto <strong>prestiti</strong> non superiori ai 120 mila euro, un tetto che comunque potrebbe essere rivisto al rialzo su pressione delle associazioni dei consumatori. In un primo momento era stato fissato a 100 mila euro. Il prestito oggetto della moratoria dovrà riguardare l’acquisto per l’abitazione principale del nucleo familiare, oppure la costruzione e ristrutturazione della casa. La sospensione avrà la durata di 12 mesi, e ne potranno usufruire le persone fisiche. Non rientrano nei benefici le morosità iniziate prima della perdita dell’impiego o della cassa integrazione, ed i finanziamenti con durata inferiore ai 5 anni. La moratoria non prevede interessi di mora per il periodo di sospensione. Da risolvere ancora alcune questioni riguardanti gli <strong>interessi</strong> sulle <strong>rate</strong> sospese, l’indirizzo delle associazioni dei consumatori è quello del limite massimo del 10% di aumento per gli interessi sulle rate.</p>
<p align="right">Giuseppe Raso</p>
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		<title>Meno credito alle piccole e medie Imprese</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 01:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un momento in cui il credito dovrebbe sostenere la ripresa economia in Italia, andando così ad alimentare il tessuto produttivo italiano composto prevalentemente da piccole e medie imprese, ecco invece una flessione dei finanziamenti alle imprese. Un calo dello 0,2% registrato a Settembre rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, secondo il rapporto mensile dell’ABI, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-145" title="pmi" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/pmi.jpg" alt="pmi" width="250" />In un momento in cui il <strong>credito</strong> dovrebbe sostenere la ripresa economia in Italia, andando così ad alimentare il tessuto produttivo italiano composto prevalentemente da piccole e medie imprese, ecco invece una flessione dei <strong>finanziamenti</strong> alle <strong>imprese</strong>. Un calo dello 0,2% registrato a Settembre rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, secondo il rapporto mensile dell’<strong>ABI</strong>, dopo molti anni di crescita.</p>
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</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra proprio che la ripresa sia in un qualche modo frenata da questa stretta sull’<strong>offerta</strong> di credito e dall’irrigidimento delle condizioni di accesso, che hanno indubbiamente innescato una contrazione della <strong>domanda</strong> di credito. Questa contrazione è anche dovuta al fatto che numerose imprese hanno ridotto gli <strong>investimenti</strong> con la <strong>crisi</strong>, e la domanda di credito globale ne ha risentito. Un situazione che può essere estesa all’<strong>eurozona</strong>, che ha presentato una riduzione di prestiti a società non finanziare del 2,3% , dal periodo di picco al settembre 2009, l’<strong>Italia</strong> ha segnato un calo dello 0,7%. Il presidente della <strong>BCE</strong>, <strong>Jean Claude Trichet</strong> conferma il decremento, ipotizzando un ulteriore indebolimento dei flussi di credito alle imprese nell’immediato futuro. Il governatore della <strong>Banca d’Italia Mario Draghi</strong> interviene sull’argomento, incitando i Banchieri a lavorare meglio in fasi congiunturali critiche e auspicando interventi da parte del governo per invertire la tendenza.</p>
<p style="text-align: justify;">A livello di settori, a Settembre si può notare un netto calo dei finanziamenti al comparto del <strong>materiale</strong> e <strong>forniture elettriche</strong> (-6,5%), della produzione in <strong>gomma</strong> e <strong>plastica</strong> (-7,3%). I tassi di crescita si registrano invece nei finanziamenti ai servizi connessi ai <strong>trasporti</strong> (+9,1%) e all’<strong>agricoltura</strong> <strong>e pesca</strong> (+2,8%).</p>
<p align="right">Giuseppe Raso</p>
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