
Novità per gli automobilisti italiani: verranno presto inserite nuove tariffe e nuove tratte a pagamento, per le autostrade italiane. Lo comunica il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci: “Un primo tratto dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e il Grande raccordo anulare di Roma dovrebbero essere compresi nella lista delle tratte di strade e autostrade Anas a pedaggio. L’Anas sta mettendo a punto l’ipotesi di agevolazioni ed esenzioni a favore degli utilizzatori frequenti (pendolari) delle tratte che il decreto stabilirà di mettere a pedaggio”. Dopo le prime polemiche dei politici locali e delle associazioni dei consumatori, è arrivata una parziale smentita del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Altero Matteoli. “Desidero precisare e ribadire che il pedaggiamento di alcune tratte autostradali, gestite da Anas, prevederà esenzioni per i pendolari, per coloro che utilizzano l’autostrada con frequenza per ragioni di lavoro e di studio e per coloro che, come nel caso del Raccordo Anulare di Roma, la utilizzano per spostarsi nell’ambito cittadino. Preciso, inoltre, che tra i nuovi pedaggi non è ricompresa la Salerno- Reggio Calabria. Criteri, tariffe, agevolazioni e quant’altro saranno decisi dal Governo nelle prossime settimane”. Dunque c’è grossa confusione al momento: bisognerà aspettare qualche giorno per capire quali saranno le tratte autostradali interessati. Nel frattempo i sindaci di Genzano e Velletri sono pronti a ricorrere al Tar, mentre i presidenti della provincia di Siena e della provincia di Firenze, reputano inaccettabile il pedaggio dal primo maggio sulla Autopalio (la Firenze-Siena).
Pietro Gugliotta

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha convocato i sindacati per lunedì 6 settembre, alle 17.30, il giorno dopo la fine della moratoria estiva dagli scioperi, che dura fino al 5 settembre. Dunque si aprirà un tavolo per parlare dell’azienda marittima Tirrenia: oltre la Uiltrasporti, sono state convocate anche la Orsa e Federmar Cisal, che avevano anceh aderito allo sciopero del 30 e 31 agosto. Proprio in seguito a questa convocazione, le associazioni sindacali hanno rinviato lo sciopero del 30 e 31 agosto a data da destinarsi. Lo comunica il rappresentante della Uiltrasporti, Giuseppe Caronia. “Finalmente un segnale di responsabilità e di rispetto del governo nei confronti della legittima e sacrosanta lotta dei lavoratori a difesa del loro posto di lavoro, che ha evitato di ricorrere alla forza attraverso un atto coercitivo quale è quello della precettazione che in questa circostanza sarebbe stata del tutto ingiusta ed a cui comunque non ci saremmo assoggettati, e contro la quale avremmo attivato azioni di tutela di ogni tipo con particolar riguardo a quella legale. Naturalmente non possiamo a questo punto non accogliere l’invito del Ministro a differire lo sciopero la cui eventuale effettuazione e l’eventuale data verrà decisa sulla base delle risultanze del previsto incontro del 6 settembre prossimo. Evidenzio che su questa nostra decisione ha molto pesato anche la consapevolezza dei gravi disagi che il nostro sciopero, seppur legittimo, avrebbe causato a migliaia di cittadini ai quali chiediamo di sostenere la nostra lotta a difesa dei diritti fondamentali come il lavoro”.
Pietro Gugliotta

Ne avevamo già parlato il 12 agosto, quando si paventava la possibilità di uno sciopero a fine agosto, ma si pensava che la situazione fosse ancora sanabile. Pochi giorni dopo invece c’è stata la dichiarazione di insolveza per la Tirrenia e la situazione è degenerata. Adesso però i tempi sono molto brevi e lo sciopero è stato confermato: la Tirrenia, e la sua controllata Siremar, hanno comunicato uno sciopero di 48 ore, il 30-31 agosto. “Il previsto sciopero non ci sarà perché fino al 5 settembre la legge non lo consente”. Breve ma efficace il discorso del Ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. Giuseppe Caronia, il segretario della UilTrasporti, commenta così le parole del ministro. “Siamo consapevoli che è uno sciopero fuori dalle regole, non ci assoggetteremo ad una eventuale precettazione. Se non avessi dichiarato lo sciopero ci sarebbe stato il rischio di agitazioni spontanee e quindi, paradossalmente, la dichiarazione di sciopero ha un valore regolatorio. Mi auspico un atto di responsabilità da parte del governo nei confronti dei lavoratori e di chi deve rientrare dalle vacanze. C’è la necessità di una convocazione a Palazzo Chigi per mettere nero su bianco le garanzie per i lavoratori”. Anche i segretari generali di Fit-Cisl, Claudio Claudiani, e Filt-Cgil, Franco Nasso, appoggiano le parole di Caronia. “I vertici sindacali sono impegnati a trovare una adeguata soluzione alla complessa vicenda Tirrenia. Auspichiamo che Palazzo Chigi voglia intervenire già nei prossimi giorni con la consueta attenzione per avviare a positiva conclusione la privatizzazione del gruppo di navigazione. Inoltre chiediamo che vi sia a stretto giro una convocazione e si apra così un confronto decisivo per risolvere l’intricata privatizzazione del Gruppo Tirrenia che desta vivissima preoccupazione. La salvaguardia occupazionale, la continuità dei contratti e un futuro solido costituisce un elemento fondamentale per individuare le giuste soluzioni per la privatizzazione, evitando ipotesi pasticciate che finirebbero per danneggiare i lavoratori, la Compagnia e i cittadini che necessitano di una rete di collegamenti marittimi efficienti”.
Pietro Gugliotta

Adesso è ufficiale: il tribunale fallimentare di Roma ha dichiarato lo stato di insolvenza per Tirrenia. Cosa succederà alla società marittima? Innanzitutto è stata aperta la procedura di amministrazione straordinaria, mentre il Governo si è affrettato a confermare che tutti i collegamenti marittimi verranno mantenuti, anche nei prossimi giorni. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, confermando la volontà di privatizzare l’azienda, ha confermato che non ci sarà nessuno “spezzatino”. “Il governo e l’amministratore straordinario di Tirrenia non hanno alcuna intenzione di suddividere le attività aziendali della società di navigazione. Non ci sarà quindi il cosiddetto spezzatino. Desidero rassicurare i lavoratori che è intendimento del governo di procedere, con la collaborazione dei sindacati e attraverso la legge Marzano alla privatizzazione di Tirrenia, salvaguardando i livelli occupazionali e assicurando nell’interesse della collettività i collegamenti marittimi”. La Uil-Trasporti, guidata da Giuseppe Caronia, commenta così la sentenza di insolvenza della Tirrenia. “Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza del tribunale di Roma che dichiara la stato di insolvenza di Tirrenia, e ci riserviamo di ricorrere alla Corte di Appello. Rimangono comunque per intero le nostre perplessità, e a prescindere dalle questioni di carattere legale porteremo avanti con determinazione la nostra azione sindacale di contrasto a ogni ipotesi di suddivisione delle attività. Nessuna sentenza può comunque far sì che il governo si scarichi dalle proprie responsabilità e non apra immediatamente un confronto sulle sorti della Tirrenia e delle migliaia di lavoratori che rischiano il posto di lavoro”.
Pietro Gugliotta