Posts Tagged ‘antitrust’

Catricalà:

Catricalà: “Liberalizzazioni ferme, a rischio la ripresa economica”

Posted on 22 giu 2011 at 10:36am

Il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, lancia l’allarme: le riforme sono bloccate, sono state accantonate le liberalizzazioni, si rischia pesantemente un blocco della ripresa economica. L’allarme è stato lanciato nell’annuale relazione al Parlamento. “Nell’ultimo periodo il processo riformatore si è arrestato e le liberalizzazioni sono scivolate via dalle priorità dell’agenda politica. Ma senza concorrenza, è a rischio la vitalità, già compromessa, del sistema economico” spiega Catricalà. “Il primo disegno di legge sulla concorrenza non ha mai visto la luce – prosegue il presidente dell’Antritrus – questo ritardo è grave, rallenta il processo di ammodernamento del Paese e fa perdere fiducia agli imprenditori che vogliono sfidare i monopolisti e agli stessi controllori. Deve essere recuperato il tempo perduto”. Il numero uno dell’Antitrus spiega come i miglioramenti apportati dal 2006 al 2010, abbiano fatto risparmiare oltre un miliardo di euro: si tratta degli interventi in quattro settori, quello dei farmaci da banco, la pasta, il latte in polvere e l’importante inchiesta sul gasdotto tunisino. Catricalà lancia un monito importante anche alle Ferrovie (FS), alle Poste e a Telecom, spiegando che queste tre aziende devono aprire maggiormente alla concorrenza, abbandonando la quasi esclusività del servizio. Adesso nel mirino dell’Antitrust sono finite le banche: “gli istituti bancari sono sospettati di subordinare nei fatti la concessione dei mutui alla sottoscrizione di polizze vita particolarmente costose”, ha spiegato Catricalà.

Pietro Gugliotta

L'Antitrust apre una inchiesta sul caro-traghetti in Sardegna

L’Antitrust apre una inchiesta sul caro-traghetti in Sardegna

Posted on 20 mag 2011 at 11:32am

Ne avevamo già parlato qualche settimana fa: l’Antitrust sta lavorando ad una inchiesta sugli aumenti veramente elevati dei prezzi dei biglietti dei traghetti per la Sardegna. Questo “caro traghetti” infatti ha toccato punte incredibili, si parla di aumenti in media del 90-110%, ma in alcune compagnie hanno toccato quota 150%, cifre veramente troppo alte. La preoccupazione dei cittadini è chiaramente una: le compagnie potrebbero aver fatto cartello per tenere tutti i prezzi alti. Come sottolinea l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, pur operando su altre rotte, come la Sicilia, le compagnie di navigazione hanno alzato così vertiginosamente i prezzi solo in Sardegna. L’Antitrust ha avviato una istruttoria per le società di navigazione Moby, Snav, Grandi Navi Veloci (Gnv) e Forship (che opera come Sardinia Ferries) e le loro controllanti (fra cui Onorato per Moby e Marinvest per Gnv e Snav), società che rappresentano quasi la totalità del movimento marittimo in Sardegna (60% dei passeggeri e il 75% delle frequenze). Ugo Cappellacci, governatore della Sardegna, si è detto molto soddisfatto di questo passo dell’Antitrust. “In caso di colpevolezza delle compagnie indagate, siamo pronti a richiedere un risarcimento danni sia per mancate prenotazioni sia per le conseguenze sui comparti produttivi interessati”. Le compagnie si difendono affibbiando i rincari all’aumento del prezzo dei carburanti, ma è chiaro che rincari così alti non sembrano essere del tutto giustificati, anche secondo le associazioni dei consumatori, che invitano i cittadini a non buttare i biglietti dei traghetti già utilizzati, per una possibile e futura azione legale.

Pietro Gugliotta

L'Antitrust multa Mediaset Premium: ostruzione alle disdette

L’Antitrust multa Mediaset Premium: ostruzione alle disdette

Posted on 28 apr 2011 at 4:26pm

L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, denominata Antitrust, ha pubblicato il suo Bollettino settimanale, dove si da annuncio di una sanzione ai danni di R.T.I. Infatti l’Antitrust ha comunicato di aver comminato una multa di 200 mila euro per alcune problematiche che gli abbonati di Mediaset Premium hanno segnalato. Infatti chi si abbonava col servizio Easy Pay aveva problemi con la recessione del contratto. Come si legge nel comunicato dell’Antitrust, “molti consumatori hanno lamentato che il professionista (R.T.I., ndDS) avrebbe continuato a fatturare i corrispettivi previsti per la fruizione del servizio anche successivamente all’invio delle richieste di recesso dal contratto. Alcuni segnalanti, inoltre, hanno denunciato i presunti comportamenti ostruzionistici di RTI, che avrebbe ritardato l’esecuzione delle richieste di recesso, anche tramite l’applicazione di penali, in caso di mancato pagamento degli importi fatturati successivamente alle richieste medesime”. L’autorità ha anche spiegato che Mediaset non dovrà più ostacolare il diritto di recesso del prodotto. “La condotta posta in essere da RTI risulta integrare una fattispecie di pratica commerciale aggressiva in quanto idonea a condizionare indebitamente la libertà di scelta dei consumatori, ostacolandone il pieno ed effettivo esercizio del diritto a recedere dal rapporto contrattuale con il professionista e richiedendo loro il pagamento di corrispettivi per la fruizione di servizi non più richiesti”. Soddisfatte tutte le associazioni dei consumatori che avevano prontamente segnalato questa problematica.

Pietro Gugliotta

Antitrust:

Antitrust: “Nel 2010 abbiamo sanzionato aziende per 111 milioni di euro”

Posted on 05 apr 2011 at 11:41am

L’Antitrust ha reso noto il proprio bilancio del 2010: è stato un anno che ha visto numerose sanzioni combinate dall’Autorità, che ha incassato una cifra superiore a 111 milioni di euro. E’ questo il dato principale della relazione annuale dell’Antitrust, inviata a Palazzo Chigi a fine mese di marzo. L’ente ha valutato ben 502 operazioni di concentrazione, 11 intese e 13 possibili abusi di posizione dominante. Antonio Catricalà, presidente dell’Antitrust, spiega la situazione degli interventi dell’autorità. “Permangono rilevanti criticità del quadro normativo che rallentano lo sviluppo della concorrenza nei vari mercati. Solo in pochi casi, infatti, il legislatore è intervenuto, recependo i suggerimenti tecnici dell’Autorità. Poste, ferrovie, gestioni autostradali e aeroportuali, sono i settori sui quali è prioritario intervenire per introdurre assetti di mercato realmente competitivi che possano agevolare la ripresa della crescita economica”. Ma dalle parole di Catricalà, emerge una insofferenza per alcuni particolari settori, che sul piano della concorrenza restano piuttosto insoddisfacenti: stiamo parlando di banche e assicurazioni. Come si legge nel rapporto, per questi due settori “l’intensità degli intrecci azionari e personali tra imprese concorrenti costituisce una peculiarità nazionale che frena le spinte concorrenziali, riduce la contendibilità del controllo e attenua il rapporto tra capitale di rischio investito e responsabilità”. Insomma la situazione concorrenziale in Italia è tutt’altro che positiva e l’Antitrust vorrebbe un maggiore impegno da parte del Governo per cercare di risolvere questi vuoti legislativi.

Pietro Gugliotta

Antitrust multa agenzie di viaggi online per scarsa trasparenza

Antitrust multa agenzie di viaggi online per scarsa trasparenza

Posted on 10 mar 2011 at 4:34pm

L’Antitrust ha comunicato di aver multato tre siti di riferimento per quanto riguarda il settore dei viaggi online, per pratiche commerciali scorrette: si tratta di Expedia, Opodo, eDreams. La multa totale ammonta a 415 mila euro, secondo l’Autorità la multa è stata combinata per “scarsa trasparenza delle informazioni ai consumatori, meccanismi di assicurazione dei pacchetti vacanza poco chiari, addebiti su carte di credito non dovuti per transazioni non completate, gestione scorretta dei reclami”. Ecco un estratto del comunicato dell’Antitrust, dove si spiegano nel dettaglio quali sono state le cause che hanno portato a queste tre sanzioni. “Solo nella fase finale del processo di prenotazione il consumatore trovava un’informativa completa sul prezzo globale effettivo dei servizi intermediati, di entità sensibilmente superiore a quello pubblicizzato in homepage, e una dettagliata esposizione di tutte le componenti di costo delle transazioni”. Inoltre, si legge sempre nel comunicato diramato dall’Antitrust, “in alcuni casi per le sistemazioni alberghiere spesso non era individuabile con esattezza il prezzo finale neppure al termine della procedura di prenotazione perché restano esclude eventuali tasse comunali e locali o imposte”. Scendendo nel dettaglio, ecco le singole multe per ogni compagnia:
- Expedia Inc., sanzione pari a 210mila euro,
- Expedia Italy, sanzione pari a 45mila euro,
- Opodo, sanzione pari a 20mila euro,
- eDreams, sanzione pari a 35mila euro.

Pietro Gugliotta

 Antritrust:

Antritrust: “Incroci stampa-tv, non può decidere Berlusconi”

Posted on 04 mar 2011 at 3:00pm

L’Antitrust interviene con decisione su un aspetto molto importante del Decreto Milleproroghe. Fra le disposizioni recentemente inserite in questo decreto, infatti appare una norma che elimina il divieto di acquisire giornali per le le imprese già titolari di network televisivi nazionali. Una norma che ha fatto molto discutere, se pensiamo che chi ha il potere di decidere su questo aspetto molto importante del mondo delle comunicazioni, è il proprietario di un grande network televisivo. In buona sintesi è questo il pensiero dell’Antitrust, pensiero espresso proprio in questi giorni. “E’ inopporturno attribuire al presidente del Consiglio il potere di prorogare o no il divieto di incroci proprietari tra giornali e tv successivamente al 31 marzo 2011, come prevede il decreto Milleproroghe. L’Antitrust esprime l’auspicio che la disciplina del divieto di incroci sia sottratta alle competenze dell’attuale premier”. L’Antitrust ha inoltre espresso l’idea che chi andrà a modificare questa norma, possa non essere coinvolto direttamente nell’ambito della norma stessa. “Senza una modifica in questa direzione della norma, l’adozione o la mancata adozione dell’atto di proroga, anche senza integrare automaticamente una fattispecie di conflitto di interessi, dovranno essere valutate dall’Antitrust, per verificare l’incidenza specifica e preferenziale sul patrimonio del presidente del consiglio e il danno per l’interesse pubblico”. Non è la prima volta che l’Antitrust entra in maniera così diretta sulla questione, già a fine gennaio era stato lanciato un avvertimento per tutelare il pluralismo dell’informazione. Bisognerà attendere a questo punto le reazioni del Governo che dovrà difendersi dalle accuse non tanto velate di conflitto di interessi.

Pietro Gugliotta

Antitrust multa 6 big della cosmetica:

Antitrust multa 6 big della cosmetica: “Crearono un cartello”

Posted on 17 dic 2010 at 3:31pm

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha rilasciato una nota per comunicare una sanzione ai danni di sedici aziende di cosmetica: questo pool di società avrebbe creato un cartello per aumentare i prezzi di listino alla distribuzione. La maxi multa è stata combinata a sedici società:
Unilever Italia Holdings,
Colgate-Palmolive,
Procter&Gamble,
Reckitt-Benckiser Holdings (Italia),
Sara Lee Household & Body Care Italy,
L’Oreal Italia,
Società Italo Britannica L.Manetti-H.Roberts & Co,
Beiersdorf,
Johnson & Johnson,
Mirato,
Paglieri Profumi,
Ludovico Martelli,
Weruska&Joel,
Glaxosmithkline Consumer Healthcare,
Sunstar Suisse,
Associazione Italiana dell’Industria di Marca – Centromarca
.
L’importo totale è di 81 milioni di euro. L’inchiesta è partita dall’auto denuncia della Henkel, che ha svelato all’Antitrust le pratiche illegale, che collegavano queste sedici aziende, ed ha inoltre collaborato alla ricerca di informazioni in merito. Ciò ha portato la Henkel ad essere completamente esclusa da qualsiasi multa, mentre la collaborazione parziale di Colgate-Palmolive e Procter&Gamble ha portato a ridurre al 50% ed al 40% la sanzione per queste altre due società. Le sedici aziende avevano formato un coordinamento che permetteva l’aumento annuale dei prezzi di listino, completamente scollegato da eventuali aumenti dei costi di produzione: ciò portava un notevole vantaggio perchè tutte le sedici aziende aumentavano praticamente dello stesso valore percentuale, creando dunque un cartello a svantaggio dei consumatori. Alcune aziende hanno comunque comunicato che presenteranno al più presto reclamo al Tar competente.

Pietro Gugliotta

Antitrust: multata la Bnl per “pratica commerciale scorretta”

Antitrust: multata la Bnl per “pratica commerciale scorretta”

Posted on 31 mar 2010 at 3:19pm

La Bnl è finità nel mirino dell’Autorità garante per la concorrenza per “pratica commerciale Scorretta”. La multa inflitta dall’Antitrust è di 250 mila euro, e nello specifico, la causale riguarda le modalità di comunicazione degli importi fissati a carico della clientela in caso di estinzione anticipata dei mutui.

Sembra infatti che il gruppo abbia specificato soltanto l’entità della penale, ma non la possibilità di una sua riduzione sulla base di accordi sottoscritti dall’ABI e dai consumatori. Dunque nessuna informazione sul prospetto informativo (fino a febbraio 2010), che facesse richiamo a tale beneficio qualora il mutuo fosse stato stipulato per determinate finalità.

Le associazioni dei consumatori hanno mostrato molta soddisfazione per la sanzione. Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti dell’Adusbef e della Federconsumatori, hanno dichiarato che la multa inflitta alla Bnl va nella giusta direzione, e che va ad accontentare coloro che più volte hanno esposto il problema alle associazioni. Inoltre le due sigle, che tutelano gli interessi dei consumatori, sono unanimi di fronte al fatto che la Banca d’Italia, a differenza dell’Antitrust, tuteli di più il sistema bancario rispetto ai piccoli risparmiatori.

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Antitrust: avviate istruttorie per sette grandi catene commerciali dell’elettronica

Antitrust: avviate istruttorie per sette grandi catene commerciali dell’elettronica

Posted on 18 gen 2010 at 8:29am

Avviate istruttorie su sette grandi catene commerciali di prodotti di elettronica da parte dell’Antitrust. Le imprese in questione sono: Mediamarket, Unieuro, SGM Distribuzione, Euronics, Nova, DPS Group e DML. L’Antitrust punta a verificare l’esistenza di comportamenti commerciali scorretti nei confronti dei clienti.

Il polverone si è alzato dopo alcune segnalazioni di clienti scontenti. L’Antitrust nello specifico intende accertare la corretta informativa, fornita dalle società, riguardante la garanzia sui prodotti, e anche se è stato riconosciuto l’esercizio di tale garanzia. Al call center dell’Antitrust sono infatti arrivate molte denunce circa comportamenti tesi a confondere la clientela. Dunque informazioni fuorvianti su modalità di applicazione delle garanzie (legali e aggiuntive) e su diritto di recesso.

Tra le principali lamentele dei consumatori, l’avere difficoltà nell’individuare il soggetto a cui rivolgersi per l’assistenza è probabilmente il problema più sentito. Spesso il cliente è invitato a rivolgersi direttamente al produttore o ai centri assistenza abilitati, ignorando che è compito del venditore far valere la garanzia legale della durata biennale. Albino Sonato, presidente di Euronics Italia, non ritiene fondate le accuse dell’Antitrust, sostenendo che all’interno dei propri punti vendita è possibile trovare assistenti dedicati ai servizi post-vendita, e che è a disposizione della clientela un call center per dare risposta ai vari dubbi.

Giuseppe Raso

È battaglia per la gestione dell’Oro Blu

È battaglia per la gestione dell’Oro Blu

Posted on 17 nov 2009 at 8:16pm

Ambita quanto preziosa, e non a caso è chiamata spesso “Oro Blu”, oggi l’acqua risulta essere una risorsa scarsa a causa di diversi fattori, quali inquinamento, incremento demografico, e soprattutto spreco. Certamente un problema mondiale, ed in questi giorni è proprio la gestione delle risorse idriche ad essere oggetto di discussioni nel Parlamento Italiano. L’orientamento del governo è quello di far approvare un decreto legge riguardante la privatizzazione della gestione dell’acqua. Si vuole in pratica affidare il servizio idrico a privati tramite gare pubbliche o in via straordinaria senza gare, ma con il parere dell’Antitrust.

Ambientalisti e associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra. Già scontenti per gli aumenti delle tariffe, che tra il 2002 e il 2008 sono aumentate del 30%, e per il peggioramento della qualità del servizio, che ha conosciuto un brusco calo degli investimenti nel settore negli ultimi tempi. Per i consumatori l’acqua è un diritto umano e il servizio idrico non è un servizio pubblico di rilevanza economica, e vedono di cattivo occhio una gestione privata mirante agli utili anziché al benessere collettivo.

Il mondo politico sul tema si divide, il PDL insiste per l’approvazione, l’Italia dei Valori promette battaglia, il FIME (Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua) è sceso già in piazza, manifestando Giovedì scorso davanti a Montecitorio. La paura di prezzi più alti senza la garanzia di investimenti incisivi sulla rete idrica sembra essere motivata da alcune realtà del sud, come la Sicilia, in cui già operano Società a partecipazione privata, e la rete idrica è allo sfascio, mentre Agrigento, con 445 euro di bolletta media, è la più salata d’Italia.

Giuseppe Raso