
Dopo le novità in casa Apple (Jobs ha temporaneamente lasciato il suo ruolo di CEO a Tim Cook), anche in casa Google si prospetta un inizio di 2011 “rivoluzionario”. Infatti l’azienda di Mountain View ha comunicato un cambio nelle strategie aziendali, con alcuni cambiamenti nell’organigramma dirigenziale. Infatti Larry Page, il cofondatore del motore di ricerca numero 1 al mondo (insieme a Sergej Brin) dal mese di aprile assumerà la carica di Amministratore Delegato. Carica che fino ad aprile, verrà ricoperta da Eric Schmidt, che non verrà completamente dismesso: infatti Schmidt sarà nominato presidente di Google. Un cambio al vertice molto importante, come conferma lo stesso Schmidt. “Abbiamo parlato a lungo di come poter semplificare al meglio la nostra struttura di management e di come velocizzare il processo decisionale, Larry è pronto e sono contento di poter lavorare sia con lui che con Sergey ancora per molto tempo”. Lo stesso Larry Page, ha commentato il suo ingresso nel nuovo ruolo di a.d. di Google. “Eric ha fatto un lavoro fantastico nel guidare Google nell’ultimo decennio, i risultati parlano da soli. Non c’è amministratore delegato al mondo che avrebbe potuto tenere i fondatori della società così coinvolti e allo stesso tempo gestirla in modo così brillante. Eric è un fantastico leader e da lui ho imparato molto. I suoi consigli saranno inestimabili quando inizierò il nuovo ruolo”.
Pietro Gugliotta

Il primo trimestre dell’anno fiscale si è chiuso molto positivamente per la Apple: la società di Cupertino ha fatto segnare un utile netto di 6 miliardi di dollari. La cifra può anche essere calcolata in azioni, dunque 6.43 dollari ad azione, con un ricavo che si attesta a 26.74 miliardi di dollari. E’ questo il succo del comunicato Apple, la società di Steve Jobs ha rilasciato queste informazioni, aggiungendo anche parecchi dati di vendita interessanti. Infatti i risultati delle vendite dei vari prodotti hanno di gran lunga superato le attese della società di Cupertino:
- iPhone, lo smartphone Apple ha venduto addirittura 16.24 milioni di pezzi, con un aumento delle vendite pari all’86%
- iPad, il tablet della casa di Cupertino ha venduto 7.3 milioni di pezzi,
- Mac, il computer Apple ha visto crescere le vendite del 23% rispetto a dodici mesi fa, con 4.13 milioni di unità vendute
Unico prodotto in calo è l’iPod: infatti le vendite dell’iPod sono scese del 7%, facendo attestare la quota di unità vendute a 19.45 milioni. I dati snocciolati in questo comunicato hanno dato linfa nuova anche in Borsa, perchè a seguito dell’annuncio della malattia di Steve Jobs, che ha portato al congedo temporaneo di quest’ultimo, il titolo Apple era andato in flessione. A prendere il posto di Jobs, ci sarà Tim Cook.
Pietro Gugliotta

Il sito InterBrand.com ha pubblicato l’annuale classifica dei 100 marchi di maggior valore a livello mondiale. Una classifica che porta tanti tipi di marchi, dall’elettronica, al cibo, passando per vestiario o accessori o automobili. Il marchio di maggior valore è quello della Coca Cola, seguito dall’IBM e dalla Microsoft ed al quarto posto da Google. Notiamo dunque come il marchio Coca Cola sia in aumento del 2% e sia l’unico marchio che riesca a combattere l’egemonia dei marchi elettronici, che sono in grandissima crescita. Anche McDonald “tiene botta” e si piazza in sesta posizione, circondato sempre da marchi di prodotti elettronici. Al nono posto troviamo la Disney, il primo marchio automobilistico è quello della Toyota, che si colloca in undicesima posizione, seguito da Mercedes Benz in dodicesima e da BMW in quindicesim. Il primo marchio di lusso è invece Louis Vuitton, al sedicesimo posto, solo un gradino piu in basso per la Apple di Steve Jobs. Prima new entry è la Sprite al 61esimo posto, seguita dalla Santander (68esimo posto) e da Barclays (74esimo). Fra i marchi in calo percentuale troviamo Harley-Davidson (-24%), Toyota (-16%), Nokia (-15%).
Il primo marchio europeo è dunque l’azienda di telefonia Nokia (Finlandia) all’ottavo posto, mentre l’Italia riesce a portare in classifica solo tre marchi: sono tutti in discesa, Gucci al 44 esimo posto (era 41esimo), la Ferrari al 91esimo posto (era 88esima) ed Armani al 95esimo posto (era 89esimo). Nonostante i marchi italiani siano tutti in discesa, sono tutti in positivo, infatti il loro valore è in aumento.
Pietro Gugliotta

La rivista americana Forbes ha pubblicato a fine luglio una classifica sui 50 marchi più famosi a livello mondiale. Cosa è Forbes? “E’ una rivista statunitense di economia e finanza fondata nel 1917 da B.C. Forbes. Dopo la sua morte nel 1954 e quella del suo primogenito Bruce nel 1964, la direzione della rivista passò al secondogenito Malcolm Stevenson Forbes (1917 – 1990). Oggi la rivista che ha anche una versione online e una radiofonica è diretta da Malcolm Stevenson “Steve” Forbes Jr. (1948–) e dai suoi fratelli”. Osservando la classifica dei 50 Marchi più famosi notiamo come i primi posti siano tutti made in Usa: svetta su tutti la Apple di Steve Jobs, nonostante i problemi legati all’antenna dell’iPhone 4, resta il brand più famoso al mondo. Segue al secondo posto la Microsoft, mentre si inserisce nel “sotto dominio” dei prodotti elettronici lo storico marchio della Coca-Cola, al terzo posto. Quarta posizione per un altro brand tecnologico, la Ibm, seguita al quinto posto da Google. Sesta è la catena di fast food McDonald’s, settima la General Electric, all’ottavo posto troviamo Marlboro ed al nono la Intel. Dobbiamo scorrere fino alla decima posizione per trovare un marchio non americano: è decima l’azienda finlandese Nokia, seguita all’undicesimo posto dalla giapponese Toyota e dalla britannica Vodafone. E l’Europa? La Germania piazza la BMW al 16esimo posto, la Francia porta Louis Vuitton al 18esimo posto, mentre la Svizzera conquista il 29esimo posto con la Nescafe, e la Svezia piazza il marchio Ikea al 37esimo posto. L’Italia? Non ci sono marchi italiani nella lista dei 50 Marchi più famosi.
Pietro Gugliotta

Se le quote di mercato sono in netto favore di Microsoft, lo stesso non si può dire per la capitalizzazione in borsa, per la quale Apple si afferma la regina di Wall Street fra i grandi della tecnologia. Un balzo, quello di Apple, che rappresenta un vero e proprio momento storico ed un preludio di quello che diventerà, ossia un cambiamento culturale. I gusti dei consumatori stanno piano piano prendendo il sopravvento.
L’unica società americana a valere più di Apple è ExxonMobil, che possiede una capitalizzazione di mercato di oltre 282 miliardi di dollari. Il sorpasso di Apple, ai danni di Microsoft, secondo quanto riferito dal New York Times, sarebbe avvenuto giovedì 27 alle 14,30 (ore 20 e 30 italiane), raggiungendo una capitalizzazione di mercato pari a 227 miliardi di dollari.
Gli analisti non hanno dubbi, solo dieci anni fa Apple era data per spacciata, ed ora eccola li a competere su più segmenti di mercato. La società di Cupertino sta diventando sempre più il simbolo del dominio dei consumatori. Microsoft ha dominato il settore per decenni, ma ora sembra destinata ad un inesorabile declino, soppiantata dall’inventiva e tenacia di Apple.

Mac e iPhone trainano il titolo Apple al Nasdaq. Per merito dei due gioielli dell’elettronica la società californiana ha registrato un incremento dell’utile netto di ben 47 punti percentuali nel quarto trimestre fiscale di quest’anno; tutto merito delle vendite delle nuove versioni di iPhone, iPod e computer Mac.
Il titolo Apple è schizzato in borsa fino a superare i 200$ per azione; il valore delle azioni della società della Mela è raddoppiato negli ultimi 2 anni, periodo in cui Apple ha battuto tutti i record ed ha rafforzato ancora il suo brand, grazie anche all’uscita dell’iPhone in tutto il mondo.
Oltre la metà del fatturato è realizzato negli Stati Uniti, dove i Mac registrano vendite in forte aumento ai danni di Windows.
Gli utili netti sono stati di 1,67 miliardi di dollari; in gran parte sono dovuti al successo delle vendite degli oltre 10 milioni di iPod, dei 7,4 milioni di iPhone e di 3,1 milioni di computer Macintosh.

L’azienda taiwanese sta per effettuare uno storico sorpasso ai danni dell’americana Dell; dal terzo posto, Acer passerà, secondo le stime degli analisti, nel 2010, al secondo posto nella classifica dei produttori di computer.
Gianfranco Lanci, presidente del colosso asiatico, ha dichiarato: «Per quest’anno non ci aspettiamo di registrare diminuzioni nei ricavi, situazione che ha dello straordinario se confrontata con quella dei nostri concorrenti».
Acer produce PC desktop, notebook e, ultimamente, netbook e smartphone. Nel 2008 ha raggiunto un fatturato di 16,9 miliardi di dollari; Acer ha dichiarato che tale cifra verrà ampiamente sorpassata nel 2010; anche Intel è fiduciosa e crede nell’aumento delle vendite dei PC.
Acer ha raggiunto una quota di mercato del 14%, staccando di due punti Dell e di gran lunga le seguenti tra cui Apple; però è ancora tanta la differenza dalla capolista HP che guida la classifica con uno schiacciante 20%.