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FederAlberghi:

FederAlberghi: “Un italiano su due rinuncia alla vacanze”

Posted on 24 lug 2010 at 12:59pm

Nel 2010 il numero degli italiani che non può partire è aumentato: adesso un italiano su due resterà a casa e rinuncerà alle meritate vacanze. La quota di italiani che non partiranno, nel 2010 si attesta al 46.3%, in crescita rispetto al 43,8% dell’estate 2009. Vedendo le statistiche possiamo capire come un italiano su due rinuncia alle vacanze per motivi ecoomici: il 46.8% degli italiani rinuncia infatti alle vacanze per motivi economici, il 18.7% rinuncia per motivi familiari, il 18.5% per motivi di lavoro ed il restante 16% per motivi di salute. I dati sono piuttosto chiari, non si può partire perchè mancano i fondi, la crisi colpisce e si sapeva che spese “di secondo piano” come quelle per i viaggi sarebbero state accantonate. La ricerca di FederAlberghi dimostra proprio questo. Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca commenta questi dati. “Un italiano su quattro non va in vacanza per mancanza di soldi, la conseguenza è la stagnazione complessiva del movimento turistico estivo degli italiani che non si discosta dai numeri dell’estate 2009: l’aumento del 20% del giro d’affari non è determinato da una crescita del turismo ma dall’incremento delle notti da 10 a 12 e dall’aumento dei costi del viaggio e degli spostamenti interni al Paese. Da gennaio a giugno – prosegue Bocca - l’Istat hainfatti rilevato incrementi significativi di prezzo di tuttociò che consente la movimentazione dei turisti all’interno delnostro Paese: dalle autostrade (+5,5%) alle ferrovie (+12,7%),dalle benzine (+14,8%) agli altri carburanti (+13,3%), a fronte di una diminuzione dei prezzi degli alberghi nazionali mediamente dell’1%. Dopo i dati dei primi sei mesi, che indicano una crescita zero nelle presenze alberghiere e un andamento similare anchedei mesi estivi riteniamo che l’Italia non possa permettersi il lusso di non cogliere quei segnali di ripresa economica che pur a livello mondiale cominciano a registrarsi e che si debbano analizzare a livello politico le ragioni che ci vedono ancora al palo – conclude – quando Paesi come la Francia e la Spagna dichiarano di avere al contrario già avviato l’inversione di tendenza”.

Pietro Gugliotta

Governo, approvata manovra finanziaria da 24 miliardi

Governo, approvata manovra finanziaria da 24 miliardi

Posted on 26 mag 2010 at 2:37pm

E’ stata approvata ieri sera la nuova manovra finanziaria del Governo. La firma è arrivata durante il Consiglio dei Ministri che si è svolto nel tardo pomeriggio di ieri. Ecco nel dettaglio i vari passaggi della manovra:
Previdenza: Il nuovo processo pensionistico prevede la sostituzione delle due finestre di uscita per l’anzianità e delle 4 per la vecchiaia nel 2012 con una unica finestra. Chi dovrebbe andare in pensione nel 2011, potrà andare in pensione nel 2012 ad un anno esatto dalla maturazione dei diritti (i dipendenti) e a 18 mesi (gli autonomi). Ciascuno avrà una personale finestra di uscita.
Lavoratrici statali: le donne andranno in pensione più tardi. L’elevamento dell’età pensionabile delle lavoratrici del pubblico impiego a 65 anni avverrà in anticipo, a gennaio del 2016. Dal primo gennaio 2010 il requisito anagrafico per andare in pensione sale di un anno, sarà di 62 anni al luglio 2011, di 63 a gennaio del 2013, di 64 anni a luglio 2014 e di 65 anni a gennaio del 2016.
Pubblico impiego: gli stipendi degli statali bloccati per quattro anni. Vengono congelati gli stipendi dei dipendenti pubblici per il 2010-2013, con un risparmio di circa 5 miliardi. Ai pubblici dipendenti che vanno in pensione nel 2011 e nel 2012 la liquidazione verrà erogata in tre rate.
Dirigenti pubblici: tagli per coloro che guadagnano da 90mila a 130mila euro: per loro arriva un taglio del 5% della parte che eccede i 90 mila euro, che sale al 10% oltre i 130mila euro di reddito. Oltre ai dirigenti dei ministeri, coinvolti in questo taglio, ci sarebbero anche dirigenti delle Agenzie delle entrate e del territorio, magistrati, prefetti, i diplomatici e i medici di base.
Ministeri: la manovra prevede un taglio del 10% sulle spese dei ministeri, escludendo la scuola e le missioni estere. Taglio dell’80% per le spese della pubblica amministrazione per studi e consulenze, relazioni pubbliche, convegni, mostre e pubblicità, sponsorizzazioni e auto-blu. Inoltre dal 2011 verranno ridotte del 10% molte spese, fra cui le indennità, i compensi, le retribuzioni corrisposte dalla pubblica amministrazione.
Disabili e Inps: per ottenere la pensione a sostegno di disabili e portatori di menomazioni, bisognerà dimostrare di avere una invalidità dell’80 per cento, contro ill 74% attuale. Sarà abolito il Consiglio di amministrazione dell’Inps, al suo posto verrà creato un modello di governo leggero,con presidente e il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza.
Immobili: ci sarà una sanatoria per 2 milioni di case sfuggite al catasto e ora scovate.  Sanatoria fiscale per chiunque abbia commesso abusi modificando la consistenza e la destinazione di un’immobile, una sorta di condono edilizio, dove si regolarizzerà tutto entro il 31 dicembre di quest’anno,pagando le tasse solo dal 1° gennaio 2009 e un terzo delle sanzioni.
Parlamento e Governo: ai Ministri e sottosegretari, compensi ridotti del 10%, a partire dal primo gennaio 2011 lo stipendio complessivo di ministri, sottosegretari e parlamentari viene tagliato del 10 per cento rispetto al trattamento del 2010.
Enti locali: le Regioni e i Comuni faranno risparmiare circa 10 miliardi in tre anni. Per il prossimo anno il taglio alle Regioni sarà di circa 4 miliardi e per i Comuni di 800 milioni. Per la sanità regionale si prevede una proroga dell’esenzione del ticket.
Autostrade: nuovi pedaggi autostradali nelle tratte Anas e possibile pagamento anche sul Grande raccordo anulare di Roma. L’aumento non potrà essere superiore al 25% del pedaggio dovuto.
Province: province con un numero di abitanti inferiori a 220.000, che non confinano con Stati esteri e che non sono nelle regioni a Statuto speciale, saranno soppresse. Si tratta di Asti, Ascoli Piceno, Massa Carrara, Matera, Fermo, Crotone, Vibo Valentia, Rieti e Isernia.
Eliminazioni Enti: soppressi Ipsema (in bilico fino all’ultimo momento), Ispel e Ipost. Ma anche l’Isae, l’Ice e l’Ente italiano Montagna.
Evasione fiscale: niente contante sui pagamenti superiori ai 5 mila euro (oggi a 12.500 euro). Obbligo di emettere fattura elettronica sopra i 3.000 euro.
Redditometro: stile di vita controllato: nuove spese come quelle per aderire a club esclusivi, gli acquisti di mini-car, i soldi spesi in vacanze esotiche verranno monitorate.

Pietro Gugliotta

Pasqua: saranno 9,2 milioni gli italiani vacanzieri

Pasqua: saranno 9,2 milioni gli italiani vacanzieri

Posted on 30 mar 2010 at 3:32pm

A rimanere a casa, per queste vacanze di Pasqua, saranno circa 38 milioni di Italiani, contro i 9,2 milioni di partenti. Il tutto emerge da un’indagine di Federalberghi, che mostra che il 35% degli intervistati non parte per motivi economici, mentre il 20% per motivi familiari e il 19% per motivi di lavoro.

I 9,2 milioni di partenti, battono gli 8,5 milioni del 2009, facendo registrare un incremento dell’8%. Mediamente si spenderanno, tra trasporti, cibo, alloggio e divertimenti, circa 305 euro, contro i 291 dello scorso anno. In totale si creerà un giro di affari di ben 2,7 miliardi di euro. Chi resterà in Italia spenderà mediamente 272 euro a persona, chi andrà all’estero circa 502 euro.

L’Italia resta la meta preferita dai vacanzieri, circa l’85% ha deciso di rimanere all’interno dei confini nazionali, mentre il 14% andrà all’estero. La scelta privilegiata, per coloro che resteranno in Italia, sarà il mare. Per coloro che voleranno all’estero, la scelta cadrà principalmente sulle capitali europee. Mediamente le vacanze dureranno 3,8 notti, contro la media di 3 notti registrata nel 2009.

Corte dei Conti: “le privatizzazioni hanno portato solo aumenti”

Corte dei Conti: “le privatizzazioni hanno portato solo aumenti”

Posted on 27 feb 2010 at 1:15pm

Niente benefici per i consumatori dalle privatizzazioni, infatti secondo la Corte dei Conti la gestione privata si è limitata ad aumentare le tariffe per far tornare in attivo le aziende ex pubbliche, sfruttando così la posizione dominante sul mercato. Per i giudici contabili le nuove aziende privatizzate non sono per nulla più efficienti di prima.

Tutto questo lo si evince dall’ultimo rapporto su “Risultati e obiettivi della operazioni di privatizzazioni di partecipazioni pubbliche”, che dimostra chiaramente come il recupero dell’efficienza delle aziende sia passato da un ingente incremento delle tariffe, che risultano decisamente più elevate di quelle richieste agli utenti di altri Paesi europei. Per la Corte dei Conti, la dinamica dei prezzi risulta molto accentuata per acqua, gas e pedaggi autostradali, più contenuta invece per l’energia elettrica e in marcata riduzione per i servizi telefonici.

Ma il rapporto evidenzia come il processo di privatizzazione in Italia abbia raggiunto i suoi obiettivi in termini di incassi, infatti è al secondo posto, dopo il Giappone, nella classifica globale delle privatizzazioni. La Corte dei Conti ha evidenziato sia risultati che criticità, di un processo che nel bene o nel male risulta di “portata storica”. Tra le criticità troviamo gli alti costi, pari a 2,2 miliardi  di euro, che sono frutto di incongruenze nelle contabilizzazioni. Ma non mancano anche delle criticità nelle modalità con cui sono state realizzate le operazioni di privatizzazione, dove scarsa trasparenza e chiarezza hanno regnato sovrane.

Autostrade: tariffe in aumento da gennaio

Autostrade: tariffe in aumento da gennaio

Posted on 30 dic 2009 at 4:20pm

Dal primo gennaio 2010 scatteranno gli aumenti delle tariffe autostradali, i ministeri per le infrastrutture e per l’Economia hanno approvato nella giornata di ieri il decreto che prevede aumenti per 21 concessionarie autostradali. Sembra però che tali aumenti siano abbastanza contenuti, ad esempio il pedaggio sulle tratte di Autostrade per l’Italia (che gestisce il 53% della viabilità nazionale) aumenterà soltanto del 2,4%, un dato che si pone sotto la media calcolata dall’Aiscat, l’associazione delle concessionarie, che ha stimato l’incremento medio totale di settore pari al 2,75%, contro il 3,47% dello scorso anno.

Tra i rincari più consistenti sono da menzionare la tratta Torino-Milano con un +15,5% (lo scorso maggio l’aumento era del 19,5%), la tratta Torino-Piacenza con un +9,5% (+12,6% a maggio). Entrambe le tratte sono gestite da Satap. La Brescia-Padova subirà un incremento del 6,5%, l’Autobrennero del 1,6%.

Da segnalare invece le tariffe che non subiranno rincari, come ad esempio quelle del Consorzio per le Autostrade siciliane (Messina-Catania e Messina-Palermo), di Autostrade Venete e della Asti-Cuneo. Pedaggio ridotto per quanto riguarda l’A4 Verona-Padova, per la tangenziale Mestre e raccordo con aeroporto Marco Polo e per il passante di Mestre.

L’Aiscat ha precisato che i nuovi pedaggi saranno comprensivi del sovracanone in favore di Anas, che sarà di 3 millesmi di euro a chilometro per il traffico leggero, e 9 per il traffico pesante, prevedendo inoltre un cospicuo investimento di 3 miliardi di euro il prossimo anno da parte delle varie concessionarie.

Giuseppe Raso