Posts Tagged ‘banca d’italia’

Bankitalia:

Bankitalia: “Le aziende offrono contratti flessibili e l’occupazione ristagna”

Posted on 16 lug 2011 at 3:17pm

Non sembrano esserci ancora i presupposti per una ripresa dell’occupazione in Italia: sembra esser questo il pensiero della Banca d’Italia. L’occupazione infatti stenta a ripartire, le imprese sono costrette dalla crisi ad offrire contratti precari. “Nei primi cinque mesi dell’anno l’occupazione ha ristagnato, attestandosi nel bimestre aprile-maggio sui valori medi dello scorcio del 2010. Non emergono segnali di una significativa ripresa dell’occupazione nei mesi estivi e, in un quadro economico ancora incerto, le imprese continuano a prediligere assunzioni con contratti flessibili e part-time“. La Banca d’Italia poi presenta le stime per l’anno in corso e per il biennio 2011-2012: è previsto ancora una crescita a rilento. “Nel 2011-12 la ripresa dell’occupazione procederebbe a rilento. Nel 2011 risulterebbe ancora modesta la creazione di nuovi posti di lavoro, anche per via del graduale riassorbimento nei processi produttivi del personale in cassa integrazione. Ne risentirebbe il reddito disponibile che verrebbe influenzato anche dal contenimento dei trasferimenti del settore pubblico e dall’accelerazione dei prezzi nell’anno in corso”. I dati parziali segnano quota 8.2% per quanto riguarda i disoccupati nel primo trimestre 2011, il calo prosegue però perchè a maggio la quota scende all’8.1%. I dipendenti a termine invece sono in aumento: il numero dei lavoratori “precari” cresce del 4.1% nel primo trimestre. Aumenta il lavoro a tempo parziale, del 2.5%, mentre il lavoro autonomo cresce dello 0.9%.

Pietro Gugliotta

Draghi è presidente della Bce: chi lo sostituirà a Bankitalia?

Draghi è presidente della Bce: chi lo sostituirà a Bankitalia?

Posted on 25 giu 2011 at 11:32am

Dopo mesi di voci, adesso è ufficiale: Mario Draghi è presidente della Bce, la Banca Centrale Europea. Il suo incarico sarà attivo a partire dal primo novembre 2011, quando scadrà il mandato dell’attuale presidente della Bce, ossia il francese Jean Claude Trichet. L’annuncio – prima informale – è arrivato addirittura da Twitter: “i leader europei hanno raggiunto un accordo sulla nomina di Mario Draghi come successore di Jean Claude Trichet alla presidenza della Banca centrale europea” ha detto il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, sulla propria pagina Twitter. Fra i commenti più positivi, oltre quelli dello stato maggiore italiano, anche dalla Germania è arrivata una nota di soddisfazione per l’incarico di Draghi. Infatti la cancelliera tedesca Angela Merkel ha dichiarato, subito dopo la nomina di Draghi, di essere “felice che Mario Draghi diventi il nuovo presidente della Bce: è un buon segnale per l’indipendenza della Banca centrale”. Ma la nomina di Mario Draghi ha portato una obbligata scelta: le dimissioni di Lorenzo Bini Smaghi, l’economista fiorentino che siedeva nel board della Bce. Dimissioni forzate, perchè l’Italia si sarebbe trovata con due posti importanti nel vertice del più importante ente economico europeo. Proprio Bini Smaghi però, potrebbe ben presto trovare un posto: infatti il Governo sta decidendo su una rosa di nomi per la successione di Mario Draghi, che era alla guida della Banca d’Italia, e il nome di Bini Smaghi sembra essere il favorito alla successione di Draghi.

Pietro Gugliotta

Banca d'Italia:

Banca d’Italia: “Il riciclaggio pesa per oltre il 10% del Pil italiano”

Posted on 12 mag 2011 at 11:28am

Si è tenuto un incontro molto importante nei giorni scorsi, alla Scuola superiore economia e finanze, dove in rappresentanza di BankItalia ha parlato Anna Maria Tarantola, vicedirettore generale della Banca d’Italia. Argomento principale della discussione è il riciclaggio: secondo la Tarantola, ed ovviamente secondo i dati elaborati dalla Banca d’Italia, il riciclaggio ha un peso che supera il 10% del Pil dell’Italia: un numero molto alto, quasi spaventoso se pensiamo che la media internazionale, elaborata dal FMI (Fondo Monetario Internazionale) non supera il 5%. In Italia il livello di riciclaggio è così alto a causa della grande incidenza delle multinazionali del crimine: è questo il pensiero del vicedirettore generale della Banca d’Italia. “Si tratta di flussi di denaro illecito che assumono rilevanza anche sul piano macroeconomico e sono suscettibili di generare gravi distorsioni nell’economia legale, alterando le condizioni di concorrenza, il corretto funzionamento dei mercati e i meccanismi fisiologici di allocazione delle risorse con riflessi sulla stessa stabilità e efficienza del sistema economico”. Il riciclaggio – secondo la Tarantola – offre ai criminali “strumenti per essere accolti e integrati nel sistema arrivando a sedere nei consigli di amministrazione e a contribuire all’assunzione di decisioni economiche, sociali e politiche rilevanti”, oltre ad essere una sorta di ponte fra società civile e mondo criminale. Negli ultimi anni le norme in materia di riciclaggio sono state più severe, tanto da triplicare i controlli sulle operazioni sospette.

Pietro Gugliotta

Bankitalia denuncia:

Bankitalia denuncia: “L’occupazione non riparte”

Posted on 20 apr 2011 at 2:47pm

Nell’ultimo Bollettino Economico, pubblicato dalla Banca d’Italia, non sembrano esserci dati positivi per quello che riguarda l’occupazione in Italia. Infatti si legge nel comunicato, che la crescita italiana prosegue, ma l’occupazione fa fatica a ripartire.”Livelli produttivi distanti da quelli precedenti l’avvio della recessione e un’incidenza ancora elevata degli occupati in cassa integrazione ostacolano il ritorno alla crescita dell’occupazione” si legge nel Bollettino, che prosegue l’analisi in maniera più dettagliata con la pubblicazione dei dati di fine anno 2010 e facendo il paragone con i primi due mesi del 2011. “Dopo un lieve incremento nel quarto trimestre del 2010, il numero degli occupati è ripiegato nel primo bimestre di quest’anno sui livelli minimi dell’estate scorsa. Sono tornate a crescere le assunzioni con contratti flessibili e a tempo parziale; è proseguita la contrazione delle posizioni permanenti a tempo pieno. Il tasso di disoccupazione rimane stabile sui valori medi dello scorso anno, mentre sono aumentate l’incidenza dei disoccupati di lungo periodo e la disoccupazione giovanile”. La Banca d’Italia evidenzia come il numero delle persone in cerca di lavoro sia aumentato del 7.4% nel quarto trimeste del 2010, negli ultimi tre mesi del 2010 inoltre il tasso di occupazione si assestato ad un livello inferiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Aumentano  i disoccupati (+ 1.6% rispetto a dodici mesi fa) ed aumentano seppur di poco anche gli inattivi (+ 0.4%). Altro dato negativo è quello dei cosìdetti scoraggiati, coloro che non cerca un lavoro perchè ritiene di non riuscirlo a trovare: aumenta del 6.5%, toccando quota 92 mila persone.

Pietro Gugliotta

Bankitalia:

Bankitalia: “Nel 2010 il debito pubblico è aumentato del 4.5%”

Posted on 16 feb 2011 at 2:08pm

La Banca d’Italia ha pubblicato in queste ore l’ultimo bollettino statistico sulla finanza pubblica. Secondo BankItalia, il debito pubblico italiano si è attestato a quota 1.843,227 miliardi a dicembre 2010, con un aumento sostenuto rispetto ai ai 1.763,864 miliardi di dicembre 2009. Il dato – nonostante questo importante crescita – resta positivo, perchè inferiore al dato di novembre 2010, quando aveva raggiunto il dato record di 1.868,661 miliardi. La somma totale del 2010, porta il debito pubblico italiano ad una crescita del 4.5% in dodici mesi. Nei prossimi giorni, si pensa dopo il primo marzo 2011, arriverà anche il dato relativo al Pil, ma la Banca d’Italia ha già pronte alcune stime. Il Governo invece – secondo le ultime previsioni – attesta la crescita del PIL all’1.2%, con un valore assoluto di 1.554,718 Miliardi. Se la Banca d’Italia confermerà questi dati, si tratterà del dato più elevato dal 1997 del rapporto debito-PIL, perchè salirebbe dal 115.9% del 2009 al 118.6% del 2010. Inoltre se i dati verranno confermati da BankItalia, saranno in linea con le previsioni del Governo, che vedevano il rapporto debito-PIL attestarsi al 118.5%. Il debito pubblico cresce al Nord, ma risulta in calo al Sud. Infatti le amministrazioni locali del Nord hanno visto salire il proprio debito pubblico a 31.3 miliardi di euro (nel Nord Ovest), mentre nel Nord Est il debito resta pressochè invariato. Molto bene Centro e Sud: il centro Italia fa segnare un calo del debito pubblico (da 30.1 miliardi di euro del 2009, ai 29.4 miliardi di euro del 2010), mentre per quello che riguarda il Sud Italia, il debito è sceso a 24.6 miliardi dai 25.4 dello scorso anno. In controtendenza col Sud Italia, le Isole, che fanno salire il proprio debito pubblico a 9 miliardi di euro, contro gli 8.7 del 2009.

Pietro Gugliotta

Bankitalia:

Bankitalia: “A novembre debito pubblico italiano a livelli record”

Posted on 16 gen 2011 at 3:28pm

La Banca d’Italia ha comunicato un dato tutt’altro che positivo: infatti il debito pubblico italiano a novembre raggiunge quota 1.869,924 miliardi di euro, facendo registrare un nuovo record assoluto. Il dato è in crescita rispetto al mese di ottobre, quando aveva fatto segnare 1.867,384 miliardi di euro. BankItalia infatti ha comunicato che “lo stock del debito ha raggiunto lo scorso novembre i 1.869,9 miliardi a fronte dei 1.867,3 miliardi registrati il precedente mese di ottobre”, in grande crescita anche rispetto al mese di novembre 2009, quando lo stock del debito pubblico italiano aveva raggiunto 1.786,7 miliardi. Secondo i dati calcolati dalla Banca d’Italia, nel mese di novembre 2010, rispetto al mese precedente, il debito è cresciuto di 2,54 miliardi di euro, ossia dello 0.13%, al contrario rispetto a novembre 2009, il debito pubblico italiano è cresciuto di una cifra che supera gli 83 miliardi di euro, ossia del 4.65%. In compenso arrivano buone notizie dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia: infatti secondo i dati raccolti da questo dipartimento economico, a novembre 2010 si è ottenuto un maggior gettito nelle entrate tributarie. “sono state di 56.708 milioni di euro (+3.774 milioni di euro, pari a +7,1% rispetto a novembre 2009). Al netto delle una tantum, che ammontano nel mese a 721 milioni di euro, sono state di 55.987 milioni di euro (+3.237 milioni di euro, pari a +6,1%)”.

Pietro Gugliotta

 Bankitalia:

Bankitalia: “Il 45% della ricchezza italiana al 10% delle famiglie”

Posted on 22 dic 2010 at 3:31pm

L’idea che la ricchezza sia sempre stata mal distribuita, sarà passata per le menti di tantissimi di voi: è chiaro che vedere gente che magari si può permettere una auto di lusso, a paragone di chi stenta ad arrivare a fine mese, ci da questa impressione. E l’impressione adesso è stata ufficialmente confermata da un bollettino emanato dalla Banca d’Italia, con il titolo “La Ricchezza delle famiglie italiane”. Secondo Bankitalia, il 45% della ricchezza complessiva delle famiglie italiane è in mano al 10% dei nuclei familiari italiani. La metà piu povera delle famiglie italiane possiede il 10% della ricchezza totale.
“L’Italia appartiene alla parte più ricca del mondo, collocandosi nelle prime dieci posizioni tra gli oltre 200 paesi considerati, in termini di ricchezza netta pro-capite. Il 60% delle famiglie italiane  - si legge nella nota di Bankitalia – ha una ricchezza netta superiore a quella del 90% delle famiglie di tutto il mondo; quasi la totalità delle famiglie italiane ha una ricchezza netta superiore a quella del 60% delle famiglie dell’intero pianeta”. Dunque apparentemente la situazione sembra molto buona, se presa a paragone con gli oltre 200 paesi, dato che le famiglie italiane sono fra le più ricche al mondo, ma la nota stonata è proprio quella iniziale: la metà della ricchezza italiana è distribuita solo al 10% delle famiglie italiane.

Pietro Gugliotta

 Bankitalia lancia l'allarme:

Bankitalia lancia l’allarme: “Il 5% non riesce a pagare il mutuo”

Posted on 10 dic 2010 at 3:45pm

Bankitalia ha prodotto uno studio sulla situazione delle famiglie italiane, in merito al mutuo, un peso che grava su parecchie famiglie italiane. Infatti secondo la Banca d’Italia, il 13.1% dei nuclei familiari ha sottoscritto un mutuo, ma uno su venti non riesce a rimborsare le rate per le scadenze imposte dalle banche. Secondo i dati prodotti dallo studio “L’incremento dell’uso di politiche di prezzo basate sul rischio per i mutui in Italia”, il 5% delle famiglie italiane si rivela insolvente, ed è il valore più alto insieme al dato spagnolo dei paesi europei analizzati (che sono sette, Gran Bretagna, Francia, Finlandia, Olanda e Irlanda, oltre Italia e Spagna). Il tasso di insolvenza rispetto all’intera popolazione nazionale, si ferma allo 0.6%, dunque in media con quello degli altri paesi europei. “I nuclei familiari meno abbienti presentano un’incidenza più elevata della rata del mutuo sul reddito – si legge in un recente studio di BankItalia - risultando pertanto più esposti al rischio di variazioni dei tassi di interesse o del reddito disponibile”. La stessa Banca d’Italia ha spiegato come sia stato necessario un intervento per aiutare le famiglie che non riescono a pagare la rata del mutuo: “tra febbraio e settembre del 2010 le banche hanno sospeso in via temporanea (almeno 12 mesi), il pagamento della rata del mutuo a circa 31.000 famiglie in condizioni di difficoltà (in larga parte per la perdita del rapporto di lavoro subordinato) per un debito residuo di 4 miliardi di euro”.

Pietro Gugliotta

 Emma Marcegaglia:

Emma Marcegaglia: “Gli eurobond sono una buona idea per sostenere l’Euro”

Posted on 08 dic 2010 at 3:11pm

Emma Marcegaglia, la presidente di Confindustria, si trova a Washington ad un convegno organizzato dal Brooking Institute. E’ stata intervistata dai cronisti presenti ed ha parlato un po di tutto, dalla situazione politica italiana, passando per la crisi economica europea. “Quello che succederà il 14 non lo sa nessuno. Un giorno sembra che siano lontani e vicini alla rottura, poi improvvisamente Fini si riavvicina. Può esserci un accordo last minute con Fini. Vedremo il 14 mattina. Noi non accetteremo comunque governi che non funzionano e che non si prendano le loro responsabilità” ha confermato la Marcegaglia a proposito della crisi di Governo. Altro argomento caldo, gli EuroBond proposti da Tremonti e Juncker nei giorni scorsi. “Sono una buona idea per sostenere una visione di lungo termine per l’euro, Confindustria é favorevole. Naturalmente il problema é l’Europa, e la maggioranza della Commissione si é espressa contro, ma la discussione é cominciata e forse anche la Germania potrà dire che é un buono strumento”. In conclusione la numero uno di Confindustria si è soffermata sulle parole di Mario Draghi, il capo della Banca d’Italia: la Marcegaglia è d’accordo con Draghi sugli obiettivi di crescita dell’Italia, che dovranno essere aumentati, non solo per l’Italia ma per l’Europa intera.

Pietro Gugliotta

 Draghi:

Draghi: “La disoccupazione in Italia sale all’8.5%”

Posted on 30 ott 2010 at 3:08pm

Tornano buoni i rapporti fra Governo e Banca d’Italia: nei giorni scorsi, c’erano state alcune frizioni in base ai dati pubblicati da Bankitalia in merito ad alcuni fattori, fra cui disoccupazione ed il calo dei consumi. I dati – molto negativi – erano stati bollati da alcuni esponenti del Governo, primo fra tutti il Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, come “dati esoterici, inutilmente ansiogeni”. Adesso sembra essere tornato il “sereno”: i dati pubblicati in questi giorni sono stati apprezzati e condivisi. Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, spiega: “anziché parlare di tasso di disoccupazione, parliamo di tasso di sottoutilizzo, non includendo fra disoccupati, i cassintegrati o gli scoraggiati”. Draghi ricorda inoltre che fra il secondo trimestre del 2008 e il quarto del 2009, le persone occupate in Italia sono diminuite sensibilmente, almeno 560.000 persone hanno perso l’impiego. “Il tasso di disoccupazione ha raggiunto l’8,5 per cento delle forze di lavoro, fra le quali sono inclusi anche i lavoratori in nero. Per valutare più compiutamente la situazione del mercato del lavoro, vengono conteggiati, insieme ai disoccupati, i lavoratori assistiti da strumenti quali la CIG, quelli forzosamente occupati a tempo parziale” ed altre categorie. Tutto ciò viene appoggiato dal Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. “C’è assoluta condivisione e sono stati rimossi alcuni equivoci. Però non è detto che scoraggiati equivalga a disoccupatispiega Tremonti, alludendo allo studio della CGIA di Mestre che evidenziava come moltissime professioni vengono rifiutate, specie dai più giovani.

Pietro Gugliotta


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