
Era dal 1971 che l’Italia non segnava un calo di Pil di questa consistenza, – 4,9%. I dati sono stati diffusi nella giornata di venerdì dall’Istat. L’ultima stima del governo indicava un decremento di Pil del 4,8%, dunque previsioni molto vicine alla rilevazione Istat. Pessimi anche i dati relativi al quarto trimestre del 2009, che infatti ha fatto segnare un -0,2% rispetto al terzo trimestre ed un -2,8% rispetto al quarto trimestre del 2008. L’Istat ha precisato che i risultati del quarto trimestre sono dovuti principalmente al calo dell’industria, che ha perso valore aggiunto.
Pierluigi Bersani, segretario del PD, non ha fatto mancare le proprie critiche sul dato appena diffuso. Secondo il leader del Partito Democratico i dati non sono per nulla una sorpresa, in quanto il governo in venti mesi ha raccontato agli italiani una realtà diversa. Bersani ha osservato che il Pil è andato troppo giù rispetto ad altri paesi, evidenziando la necessità che il governo si renda conto di dover fare ben altro.
Il ministro del lavoro Maurizio Sacconi ha dichiarato: “Non si può prevedere un andamento negativo del Pil nel momento in cui è partita la ripresa del commercio globale, Certo non sappiamo come si distribuisce nel mondo, ma ci sono tutte le condizioni di crescita di cui anche l’economia italiana beneficerà: vedremo in che misura”. Sacconi ha dunque confermato le previsioni di crescita per l’Italia.
Giuseppe Raso

Alla convention del Pdl di Arezzo, il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, torna a parlare di tasse, garantendone la riduzione quando la situazione economica lo permetterà. Il Ministro ha voluto precisare che è priorità dell’esecutivo “conservare le persone e la coesione sociale”, facendo intendere che un taglio delle tasse in questo momento potrebbe essere dannoso per sanità, sicurezza e pensioni. In merito alla politica adottata nei confronti delle banche dal presidente USA Obama, il ministro è parso molto scettico sulla tempistica di attuazione della stessa, giudicandola tardiva.
Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, replica seccamente alle parole del ministro, che lo accusavano di essere pro aumento delle tasse, dichiarandosi semplicemente stanco di sentire la solita favola dell’abbassamento delle tasse. Bersani ha sottolineato come diversi paesi (Gran Bretagna, Francia e Germania) stiano facendo riforme fiscali in tempi di crisi, cosa che l’Italia non è intenzionata a fare. Per Treu, senatore del Partito Democratico, troppe le contraddizioni attorno a Tremonti e al governo, che hanno preferito concentrarsi sullo scudo fiscale, piuttosto che dare priorità alle famiglie e ai redditi da lavoro.
Ottimista il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola, che si è detto convinto che entro la fine dell’anno partirà il taglio delle tasse, tutto questo grazie alla gestione rigorosa dei conti del 2008, 2009, 2010.
Giuseppe Raso