
Ottimi risultati nel secondo trimestre del 2010 per la Chrysler: l’azienda automobilistica americana con sede a Detroit, ha guadagnato 183 milioni di dollari di utili, con un aumento dei ricavi dell’8% e con una crescita del 28% rispetto al primo trimestre. Aumenta di conseguenza anche la liquidità della casa di Detroit, che sale fino a 10 miliardi di dollari. Sergio Marchionne, a.d. di Chrysler e Fiat, commenta i dati molto positivi del secondo semestre. “L’utile operativo nel secondo trimestre, conferma che il gruppo Chrysler sta procedendo in linea con gli obiettivi annunciati il 4 novembre 2009, fermo restando il fatto che uno straordinario lavoro si prospetta davanti a noi. Secondo le attese, il 2010 si sta concretizzando come un anno di transizione e stabilizzazione. Il Gruppo Chrysler deve continuare il proprio percorso di crescita con rigore, massima disciplina e focalizzazione sugli obiettivi”. Ed il prossimo obiettivo per la Chrysler è il rientro in Borsa. “Lo sbarco in Borsa a Wall Street è un evento del 2011. Inoltre è matematicamente impossibile non rivedere le stime 2010, saremo la piu’ piccola casa auto di Detroit, non i piu’ scemi”. Il grande successo è dovuto anche all’arrivo del nuovo Grand Cherokee. “Il nuovo Grand Cherokee è il veicolo migliore prodotto nella storia di Chrysler: abbiamo finora ricevuto 70.000 Ordini per la vettura. Per fare fronte alle richieste, stiamo valutando di aggiungere un terzo turno di lavoro all’impianto di assemblaggio cherokee assembly”.
Pietro Gugliotta

Fulvio Conti, amministratore delegato Enel, è intervenuto in Russia all’Investor Day sulla nazione russa. Ecco quanto evidenziato. “Enel è ben avviata a battere le sue stesse aspettative sull’Ebitda previsto nel 2010, superando i 16 miliardi di euro stimati. Non ci saranno ritardi, confermiamo le tappe del programma di dismissioni nei mercati meno strategici, come la rete del gas di Endesa in Spagna e le centrali in Bulgaria”. Lo stesso conti vede nel futuro di Enel Green Power, lo sbarco in Borsa, non vedendo nessun tipo di problema per il passaggio del 30% delle quote di Enel Green Power. Conti poi parla anche dell’energia nucleare. “In un paese che ha bisogno di energia, il nucleare non è la sola soluzione e sta accanto alle energie rinnovabili, al carbone con le tecnologie avanzate, all’efficienza energetica: ma ci renderà normali, uguali a Francia, Germania, Svizzera. Siamo forse più bravi degli altri? No, dobbiamo solo essere uguali”. Ma Fulvio Conti è in Russia per l’opera di investimento di circa un miliardo di euro, sul mercato energetico russo. “Non siamo qui in Russia alla ricerca di materie prime da esportare ma per produrre e per restare, nel lungo termine”. Infatti Enel ha firmato il mese scorso un’intesa con il primo generatore russo, RusHydro, studiando le possibilità di cooperazione nelle energie rinnovabili. Inoltre ad aprile Enel ha firmato un accordo con la società russa Inter Rao Ues per la nascita di una centrale nucleare a Kaliningrad.
Pietro Gugliotta

L’ultima seduta della settimana in Borsa, non ha portato buone nuove. In calo molte delle principali piazze azionarie, come Milano (-3,79%), Wall Street (-3,13%) Francoforte -1,91%, Londra -1,63% mentre ancora più netto il calo a Parigi -2,86% e Madrid -3,8%. Il tonfo delle borse è da attribuire allo scivolone delle Banche: il comparto bancario infatti paga la crisi sulla situazione finanziaria in Ungheria e le forti perdite della banca francese Societè Generale.
Ma non è solo questo il dato da affrontare, infatti c’è la questione Euro-Dollaro. Nel frattempo che le borse sono in calo, viene fuori ancora una volta il problema dell’Euro, in forte calo. Se consideriamo i dati di alcuni mesi fa, a metà marzo, la valuta europea aveva toccato 1,38 dollari. Adesso, qualche mese dopo, c’è stata una grossa caduta, portando il rapporto di un Euro a 1,2o dollari. Il mercato internazionale tende a premiare le valute più stabile, come lo yen giapponese e il dollaro americano. Analizzando i motivi, possiamo dire che non hanno di certo aiutato i problemi fra la Banca Tedesca (Bundesbank) e la BCE (Banca Centrale Europea). Ma dobbiamo anche pensare che all’inizio della settimana, la valuta europea aveva toccato quota 1,2350 sul dollaro. Quindi la flessione forte è arrivata negli ultimi giorni della prima settimana di giugno. Tra l’altro, sempre analizzando alcuni dati “storici”, possiamo dire che il 4 giugno 2010 è una data storica: si è toccato infatti il minimo storico dal marzo 2006, con 1,2051.
Pietro Gugliotta

Se le quote di mercato sono in netto favore di Microsoft, lo stesso non si può dire per la capitalizzazione in borsa, per la quale Apple si afferma la regina di Wall Street fra i grandi della tecnologia. Un balzo, quello di Apple, che rappresenta un vero e proprio momento storico ed un preludio di quello che diventerà, ossia un cambiamento culturale. I gusti dei consumatori stanno piano piano prendendo il sopravvento.
L’unica società americana a valere più di Apple è ExxonMobil, che possiede una capitalizzazione di mercato di oltre 282 miliardi di dollari. Il sorpasso di Apple, ai danni di Microsoft, secondo quanto riferito dal New York Times, sarebbe avvenuto giovedì 27 alle 14,30 (ore 20 e 30 italiane), raggiungendo una capitalizzazione di mercato pari a 227 miliardi di dollari.
Gli analisti non hanno dubbi, solo dieci anni fa Apple era data per spacciata, ed ora eccola li a competere su più segmenti di mercato. La società di Cupertino sta diventando sempre più il simbolo del dominio dei consumatori. Microsoft ha dominato il settore per decenni, ma ora sembra destinata ad un inesorabile declino, soppiantata dall’inventiva e tenacia di Apple.

Chiusura di settimana molto negativa per le borsa, specie per quelle europee. E’ stato infatti un altro venerdì nero per il mondo borsistico del vecchio Continente, con tantissime perdite, che si possono stimare in circa 166 miliardi di euro. Vediamo nel particolare le perdite delle principali borse europee.
Milano: a Piazza Affari l’indice Ftse-Mib chiude con una perdita del 5,26%;
Madrid: si chiude a -6,64%, dopo aver perso anche più del 7%;
Londra: l’indice Ftse 100 segna -3,14%;
Francoforte: male anche la Germania, il Dax cala del 3,12%;
Parigi: il Cac 40 scende del 4,59%;
Atene: perde anche la borsa greca, – 4,1%
Lisbona: male anche il Portogallo, che perde il 4,27%.
Particolare attenzione all’indice Stxe 600, che possiamo definire come l’indice europeo: infatti testimonia l’andamento dei principali titoli quotati in Europa.L’indice Stxe 600 ha ceduto il 3,41%, che si può quantificare in 166 miliardi di euro, cifra andata persa solo nella giornata di ieri.
Ma come anticipavamo prima, anche l’America non ride. Wall Street subisce l’influenza negativa proveniente dall’Europa. Infatti all’apertura, l’indice di Wall Street era già in flessione; fase negativa proseguita durante tutta la giornata borsistica e conclusa con un – 1,48% per il Dow Jones, mentre il Nasdaq perde quasi i due punti percentuali, arrivando infatti a – 1,98%, infine anche lo S&P 500 perde parecchio, chiudendo a -1,86%.
Tornando a Milano, fra i titoli principali di Piazza Affari, il calo maggiore è stato accusato da Geox (- 10,69%) dopo la trimestrale e previsioni di ricavi in calo nell’anno. In forte ribasso Prysmian (-6,45%), Finmeccanica (-6,28%) e Atlantia, che perde il 5,31%. Male anche il titolo Fiat (-5,47%) e il settore dell’energia, con Enel scesa del 5,57% ed Eni del 4,72%.
Pietro Gugliotta

Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat, ha confermato gli ottimi risultati di Chrysler nel primo trimestre 2010. Tali risultati hanno superato le aspettative rosee dei vertici Fiat, ma Marchionne invita alla cautela, in quanto tutto dipenderà anche dalle performance dell’economia. L’IPO in ogni caso resta un priorità, ma al momento nessuna informazione sulla tempistica, ma la quotazione in borsa sembra più vicina del previsto.
Chrysler ha chiuso il primo trimestre 2010 con un utile operativo di 143 milioni di dollari, ed un flusso di cassa positivo di 1490 milioni. I ricavi hanno superato i 9000 milioni, in rialzo di tre punti percentuali rispetto al quarto trimestre del 2009. L’ebitda ha raggiunto quota 787 milioni di dollari, mentre la perdita netta si è ridotta a circa 197 milioni di dollari.
Con la ripresa economica e il lancio di nuovissimi modelli sul mercato i risultati economico finanziari di Chrysler potrebbero conoscere un ulteriore rialzo. A giugno è prevista l’introduzione della nuova Jeep Grand Cherokee. Per questo 2010 la società USA prevede vendite per un totale di 1,6 milioni di veicoli a livello globale, con ricavi oltre i 40 miliardi di dollari.

L’UE aiuterà le compagnie aeree per i danni del Vulcano Eyjafjollajokull, il vulcano che da mercoledì con la colonna di ceneri che si sono sprigionate ha provocato enormi danni alle compagnie aeree per la chiusura degli aeroporti a causa dell’impossibilità di volare, sia in Italia (specie al nord) che in tutta Europa.
Questi giorni sono stati veramente impossibili per i viaggiatori: i principali scali dell’Europa del Nord sono stati paralizzati da questa nube di cenere che non permette agli aerei di volare. Anche in Italia, tutti i voli verso gli scali del nord o verso l’Europa sono stati tutti annullati e cancellati. Grande caos negli aeroporti, con viaggiatori costretti a pernottare negli scali europei; inoltre sono state prese d’assalto le stazioni ferroviarie e le stazioni d’autonoleggio, per poter ovviare alla cancellazione dei voli.
L’Unione Europea aiuterà le compagnie aeree che hanno subito gravi perdite economiche. Le parole del responsabile della politica economica dell’Ue, Joaquin Almunia sono molto chiare: “date le circostanze straordinarie, pensiamo di reagire come reagimmo dopo l’11/9. Quindi, se gli Stati membri decideranno di aiutare le compagnie tramite aiuti di Stato, faremo in modo di renderlo possibile”.
Adesso è stato creato un gruppo di studio per capire quali sono i reali danni economici: quantificare quanti soldi sono stati persi e cercare della strategie per far ricrescere il mercato aereo. Anche Josè Manuel Barroso, presidente dell’Ue, ha rilasciato una nota dove spiega la dolente situazione: “la polvere vulcanica ha creato una situazione senza precedenti. Ho chiesto al Commissario Trasporti Siim Kallas di coordinare la risposta della Commissione e valutare pienamente l’impatto della situazione creata dalla nube di cenere vulcanica sull’economia. E’ importante che tutte le misure da prendere in considerazione siano coordinate a livello europeo”.
E le compagnie aeree? Giovanni Bisignani, direttore generale della Iata, l’associazione internazionale che raggruppa oltre 270 linee aeree del mondo, ha spiegato come le compagnie stiano perdendo tantissimo denaro. In Borsa Air France-KLM cede il 4,7%, British Airways l’8,2%, Lufthansa il 4,4%; sommando queste perdite a quelle dettate dai voli cancellati e dalle proteste dei viaggiatori, secondo Bisignani si arriva ad una cifra di 250 milioni di euro al giorno: un impatto più grave di quello avvenuto l’11 settembre 2001.

Si è conclusa positivamente la fusione fra le due compagnie aeree, quella britannica British Airways e la compagnia spagnola Iberia: nasce dunque un gigante delle compagnie aeree. Le due compagnie infatti hanno creato una nuova società che si chiamerà International Airlines Group (International Consolidated Airlines Group) che verrà quotata in Borsa sia a Londra che a Madrid.
Coloro che posseggono azioni di Iberia riceveranno 1,025 di nuove azioni per ogni quota che detengono nella compagnia spagnola, mentre quelli di British Airways un’azione per ogni quota detenuta nella sociatà britannica.
La società è stata così organizzata: Willie Walsh, amministratore delegato di British Airways, sarà il nuovo a.d. della nuova compagnia, mentre il nuovo presidente sarà l’ad di Iberia, Antonio Vazquez. Il quartier generale dell’ azienda sarà a Londra.
“Questo è un passo importante verso la creazione di una compagnia aerea leader a livello globale che sia meglio equipaggiata per competere con le altre aerolinee e partecipare nelle future fusioni che avverranno in questa industria”, ha spiegato Antonio Vazquez. “Con la fusione delle due compagnie i viaggiatori potranno usufruire di un network più ampio con nuovi servizi e, grazie ai due hub di Londra e Madrid, la nuova società ha un grande potenziale di crescita” ha spiegato Willie Walsh.
Con una nota congiunta, le due società però hanno chiarito che “Iberia manterrà il diritto di rinunciare alla fusione, se il problema del deficit dei fondi pensione di British Airways non dovesse essere concluso in maniera soddisfacente”.

Chiude definitivamente la fabbrica dove fu fondata nel lontano 1919 la famosissima ed italianissima Bialetti, per anni gloriosa produttrice di caffettiere. Dunque verranno messi in mobilità più di 120 dipendenti dello stabilimento piemontese di Omegna, e si vocifera la possibilità di un trasferimento della produzione in un paese estero.
L’omino con i baffi è noto a tutti, un logo che oggi si ricorda soprattutto per Carosello, e che secondo studi recenti lo vedono presente nel 90% delle case italiane. Un marchio che non ha rivali. Ma Bialetti industrie non è solo caffettiere, è infatti da molto tempo impegnata in altri settori produttivi con altri marchi meno famosi nella produzione di piccoli elettrodomestici. Inoltre la società è quotata sul Mta di Borsa Italiana, e vanta oltre 1.000 collaboratori, producendo e commercializzando in più di 90 paesi.
L’azienda, in un suo comunicato diffuso nel capoluogo piemontese, ha voluto informare di essere “disponibile da subito ad aprire un tavolo con le organizzazioni sindacali per identificare il miglior percorso e le migliori soluzioni in termini di ammortizzatori sociali e piani di formazione, riqualificazione/ricollocamento. La decisione di chiusura fa seguito ad altri interventi di riorganizzazione della struttura industriale del Gruppo Bialetti, già realizzati nel 2009″.

Pubblicata una lista degli stipendi dei grandi dirigenti del mondo della finanza Italiana, e a sorpresa, come si poteva pensare, il gruppo Pirelli non “vince” questa classifica, la stravince! Infatti è primo Carlo Puri Negri, proprio l’ex vicepresidente esecutivo di Pirelli Re con uno stipendi di 14 milioni di euro, busta paga dimezzata per Claudio De Conto, ex direttore generale di Pirelli, che guadagna 7,3 milioni di euro. Terzo l’attuale presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera che si deve “accontentare” di 5,6 milioni di euro.
Dunque la Pirelli occupa, sia con i suoi passati dirigenti, che con l’attuale Tronchetti Provera, i tre gradini più alti di questa speciale classifica. E’ chiaro che a pesare sui primi due stipendi, c’è il “macigno” della liquidazione: infatti ben 9,4 milioni di euro, sono stati attribuiti a Puri Negri per la cessazione anticipata del mandato, mentre altri 5 milioni, sempre come liquidazione, sono stati corrisposti a Claudio De Conto.
La classifica prosegue con due amministratori del gruppo Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, presidente Fiat e Ferrari con 5.177.000 euro, mentre dietro segue Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo torinese, con poco meno di 4,8 milioni di euro. Questa la top 5 dei manager più ricchi d’Italia, secondo quanto riportato dallla lettura dei bilanci 2009 delle società quotate in Borsa, appena pubblicata. E i banchieri? I banchieri da sempre fra i manager più pagati d’Italia, “vincono” un’altra speciale classifica, quella degli aumenti di stipendio fra 2008 e 2009: infatti l’amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, con 4,3 milioni in busta paga nel 2009, e Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa, con 3,8 milioni di euro, sono fra i più pagati del settore bancario.