
La crisi globale che sta avvolgendo tutta l’Europa, non esclude proprio nessuno. Se la Francia da un lato è a rischio downgrade, anche la Germania non si trova in ottime acque. A darne notizia è la banca centrale tedesca, la Bundesbank, che in un bollettino ha comunicato come siano state ridote le stime per il 2012. L’economia tedesca dunque è in calo? Sembra di si, a sentire la Bundesbank. L’economia tedesca – secondo la banca – potrebbe presto avere un periodo molto difficile, a causa del debito europeo ma sopratutto del rallentamento dell’economia mondiale. Ciò ha portato la Bundesbank ha rivedere le stime per il 2012: da un ottimista 1.8%, si è passati ad una forbice fra lo 0.5% e l’1%. Insomma una frenata piuttosto importante. La Bundesbank ha spiegato come nei prossimi mesi, sarà importante aumentare i consumi interni e diminuire quelli esterni, dato che un punto forte del mercato tedesco, le esportazioni, sono in forte calo. Il debito pubblico tedesco inoltre – si legge nel bollettino della Bundesbank – rimarrà su livelli elevati: anche se non ci sarà un inasprimento della crisi, il debito pubblico della Germania rimarrà sopra il 60% del Pil per diversi anni. In questo 2011, il debito dovrebbe scendere dall’83.2% del Pil tedesco ad un valore pari all’81.1% del Pil, dunque in miglioramento dallo scorso anno.
Pietro Gugliotta

Axel Weber, presidente della Bundesbank, ha comunicato la decisione di lasciare il suo incarico dal 30 aprile: la decisione è stata ratificata dopo un meeting con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. “Il Cancelliere e il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble hanno preso atto della decisione del professor Weber, assunta per ragioni personali” ha comunicato il portavoce del governo tedesco. Dopo questa notizia un po a sorpresa, Weber viene anche tagliato fuori dalla corsa per la guida della Banca Centrale Europea. La notizia è importante perchè a questo punto prende maggiore forza la candidatura del Governo italiano: infatti il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha confermato che “la candidatura Italiana di Mario Draghi, alla guida della Bce sarà sostenuta dal governo”. Il governatore di Bankitalia gode di un grande prestigio non solo a livello europeo, dunque la sua figura potrebbe essere fra le più autorevoli che verranno proposte dai capi di Stato per la successione a Trichet come presidente della Banca Centrale Europea. Tremonti ha commentato la situazione economica europea, spiegando che “la criticità della crisi finanziaria europea è nelle banche più che nei debiti pubblici. La situazione va giudicata come una crisi bancaria, perchè di questo si tratta, e in questi termini deve essere gestita”.
Pietro Gugliotta

L’ultima seduta della settimana in Borsa, non ha portato buone nuove. In calo molte delle principali piazze azionarie, come Milano (-3,79%), Wall Street (-3,13%) Francoforte -1,91%, Londra -1,63% mentre ancora più netto il calo a Parigi -2,86% e Madrid -3,8%. Il tonfo delle borse è da attribuire allo scivolone delle Banche: il comparto bancario infatti paga la crisi sulla situazione finanziaria in Ungheria e le forti perdite della banca francese Societè Generale.
Ma non è solo questo il dato da affrontare, infatti c’è la questione Euro-Dollaro. Nel frattempo che le borse sono in calo, viene fuori ancora una volta il problema dell’Euro, in forte calo. Se consideriamo i dati di alcuni mesi fa, a metà marzo, la valuta europea aveva toccato 1,38 dollari. Adesso, qualche mese dopo, c’è stata una grossa caduta, portando il rapporto di un Euro a 1,2o dollari. Il mercato internazionale tende a premiare le valute più stabile, come lo yen giapponese e il dollaro americano. Analizzando i motivi, possiamo dire che non hanno di certo aiutato i problemi fra la Banca Tedesca (Bundesbank) e la BCE (Banca Centrale Europea). Ma dobbiamo anche pensare che all’inizio della settimana, la valuta europea aveva toccato quota 1,2350 sul dollaro. Quindi la flessione forte è arrivata negli ultimi giorni della prima settimana di giugno. Tra l’altro, sempre analizzando alcuni dati “storici”, possiamo dire che il 4 giugno 2010 è una data storica: si è toccato infatti il minimo storico dal marzo 2006, con 1,2051.
Pietro Gugliotta