
La Cgil ha pubblicato il nuovo dettaglio relativo all’utilizzo della cassa integrazione nel mese di settembre. I dati mostrano un netto aumento della cig: infatti la richiesta di ore di cassa integrazione è aumentata di quasi il 50%. A settembre sono state registrate ben 83.563.081 ore di cassa integrazione, con un aumento del 47.25% rispetto al mese precedente, ossia agosto. Prendendo in esame il periodo gennaio-settembre 2011, notiamo come le ore di cassa integrazione richieste nei primi nove mesi del 2011 siano inferiori del - 20.91% rispetto ai primi mesi del 2010. Passando ad una ripartizione geografica, scopriamo come è il Nord ad avere la maggior parte delle richieste di cassa integrazione, ma anche il Sud Italia sta aumentando la propria quota di ore di cig: la regione del Nord con più ore di cassa integrazione è la Lombardia, mentre al Sud è la Campania. “La richiesta di ore è cresciuta azzerando la riduzione registrata nei tre mesi precedenti e mettendo a segno la quarta richiesta più alta dell’anno in corso” si legge nel comunicato Cgil. Chieste il numero delle ore, ma cresce anche il numero delle aziende che richiede la cassa integrazione: +8% rispetto ai primi nove mesi del 2010. Le motivazioni? La crescita è dovuta a “motivi legati strettamente alla crisi economica” spiega la Cgil. Vincenzo Scudiere, segretario confederale della Cgil, evidenzia questi dati, aggiungendo che “tali numeri dovrebbero limare gli entusiasmi del governo sulla produzione industriale di agosto”.
Pietro Gugliotta

L’Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil ha elaborato i dati del mese di aprile riguardo il mondo della cassa integrazione. Sono circa 460 mila i lavoratori interessati da questo provvedimento, per un totale di 92 milioni di ore registrate: se analizziamo bene i dati, scopriremo che poco meno di 160 mila persone sono interessate dal provvedimento di cassa integrazione in deroga. I tagli dei salati – causati dalle varie tipologie di cassa integrazione – sono costati circa 1 miliardo e 250 milioni di euro, pari a 2.600 euro in meno in busta paga. I dati rispecchiano un andamento positivo: infatti prendendo in esame il dato delle ore di cassa integrazione di marzo, si scoprirà come ad aprile c’è stato un calo pari al 10%.1, un calo molto significativo se pensiamo che a marzo c’era stato un aumento del 45.1% rispetto al mese di febbraio 2011. Prendendo in esame il periodo gennaio-aprile, paragonandolo con il periodo omologo dell’anno precedente, si scopre come il 2011 sia stato un anno nettamente più positivo: infatti le ore di Cassa integrazione sono diminuite del 21.4% rispetto al periodo gennaio-aprile 2010. Dal punto di vista strettamente geografico, possiamo dire che il maggior uso di ore di cassa integrazione spetta al Nord, con la Lombardia che offre 80.589.376 ore registrate lo scorso mese.
Pietro Gugliotta

Torna d’attualità l’argomento della cassa integrazione: nel mese di marzo c’è stato un grandissimo aumento della cig rispetto a febbraio. Infatti i dati elaborati dallo studio Cgil, sui dati resi noti dall’Inps, dimostrano come nel mese di marzo, la cassa integrazione sia aumentata del 45.1% rispetto al mese precedente. Volendo quantificare il totale delle ore di cassa integrazione di marzo, sappiamo che si tratta di 102.475.610 ore, con grandi aumenti per quello che riguarda la cassa integrazione in deroga e la cassa integrazione straordinaria. Tra i settori più colpiti, la Cgil segnala sicuramente quello meccanico: infatti da gennaio a marzo, ha coinvolto 164.053 lavoratori, per un totale di 83.995.239 ore di lavoro. Segue il settore del commercio con 6.203.272 ore di cig autorizzate, con 51.178 lavoratori coinvolti, ed il settore dell’edilizia, che conta 21.855.188 ore di cassa integrazione e 42.686 lavoratori. Fra gli altri dati interessanti, analizzati dalla Cgil, scopriamo come a marzo siano aumentati del 47.3% i contratti di solidarietà, che adesso rappresentano il 19.1% del totale dei decreti. Inoltre resta molto basso, solo il 2.4% dei decreti, il numero delle domande di ristrutturazione. Tornando alla cassa integrazione vera e propria, le regioni del Nord sono quelle dove è più utilizzata: infatti al primo posto troviamo la Lombardia, seguita da Piemonte e Veneto, al Sud invece la regione che utilizza di più questo strumento è la Campagnia, al centro è la Toscana.
Pietro Gugliotta

L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha prodotto lo studio definitivo sul mondo del lavoro, in particolare sulla cassa integrazione: secondo l’ente, nel 2010 ci sono state 1.2 miliardi ore di cassa integrazione. I primi dati erano già trapelati a metà dicembre, quando lo studio della Cgil aveva fatto una prima stima provvisoria sul calco delle ore di cassa integrazione nel 2010, questi dati dunque si sono rivelati molto attendibili. Un vero e proprio boom dell’utilizzo della cassa integrazione nel 2010, con un aumento annuale – rispetto al 2009 – che addirittura si attesta al 31.7%, infatti nel 2009 erano state 914 le ore di cassa integrazione. Scendendo nel dettaglio del mese di dicembre 2010, nell’ultimo mese dell’anno le ore di cassa integrazione autorizzate sono state 86.5 milioni, in calo rispetto a dicembre 2009 (con una flessione del – 16.4%) e ancora in calo rispetto a novembre 2010 (- 4.7%). Resta stabile il numero delle domande di disoccupazione, che quotano tocca 120 mila come nel mese di novembre 2010, mentre le domande di mobilità sono in flessione, passando dalle 6.800 di novembre 2010 alle 6.000 circa di dicembre 2010. Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps, commenta i dati sulla cassa integrazione. “I dati della cig di dicembre confermano quella diminuzione delle richieste di autorizzazione manifestatasi già in novembre. Si tratta del quarto mese in cui si registra una flessione congiunturale delle autorizzazioni e per il secondo mese consecutivo si mostra invece addirittura un calo tendenziale delle autorizzazioni. Mi pare che la fine del 2010 fornisca dati interessanti per chi cerca segnali di reazione positiva da parte del mercato e del mercato del lavoro in particolare”.
Pietro Gugliotta

Negli scorsi giorni avevamo parlato della disponibilità delle ore di cassa integrazione, che nel mese di novembre erano diminuite: rispetto a novembre 2009, il dato scende dell’8%, mentre rispetto al mese scorso, ossia ottobre 2010, il dato scende addirittura del 10%. Da gennaio a novembre, sono state circa 1.2 miliardi le ore di cassa integrazione autorizzate, con un impatto economico pari a 4 miliardi di euro, ossia 7.516 euro per ogni singolo lavoratore. Nonostante il calo di novembre, si tratta di un dato record: infatti c’è un incremento del 37.8% rispetto allo scorso anno. Commenta questi dati il segretario confederale della CGIL, Vincenzo Scudiere. “Per l’anno in corso sono molti i lavoratori che non ricevono il contributo economico nei tempi previsti e lo stanziamento autorizzato per il prossimo potrebbe non coprire i costi visto che le ore di Cig in deroga sono aumentate del 248,8% mentre lo stanziamento riflette la stessa cifra del 2009. Il 2010 – prosegue il segretario CGIL – è stato l’anno in cui lavoratori e imprese hanno raschiato il fondo del barile e le prospettive, senza scelte di politica economica e industriale, non sono positive. Il governo continua a non scegliere e a subire decisioni – conclude Scudiere – come quelle della Fiat, senza individuare settori e politiche d’intervento”. A questo punto ci si augura che il 2011 possa essere un anno positivo sotto questo punto di vista, che prenda ad esempio il mese di novembre dove la cassa integrazione è stata meno utilizzata.
Pietro Gugliotta

Il Centro studi di Confindustria lancia un allarme sulla ripresa economica dell’Italia: “il 2010 si chiuderà con 480 mila persone occupate in meno rispetto al 2008“. Lo studio prosegue spiegando che “bisognerà aspettare il 2013 per vedere l’economia tornare a correre come nel 2007, prima della crisi. E perché questo accada servono riforme, altrimenti si corre il rischio che la disoccupazione aumenti. L’Italia di oggi è più povera, in assoluto e ancor più in rapporto agli altri Paesi avanzati”. Secondo punto importante dello studio è quello dedicato al mondo del lavoro. “Il ricorso alla cassa integrazione rimarrà alto per il resto del 2010. Sono 450 mila i posti di lavoro già persi a fine giugno, altri 30 mila sono a rischio nella seconda metà dell’anno. L’occupazione non ripartirà prima dell’anno prossimo, con una stima del +0,4% delle unità di lavoro, e un tasso di disoccupazione che salirà, terminando il 2011 al 9,3%”. Un sguardo anche alla crescita economica dell’Italia: Confindustria rivede al ribasso le stime relative al Pil italiano. “Il Pil italiano salirà nel 2010 dell’1,2% e dell’1,3% nel 2011, revisione al ribasso rispetto al +1,6% che era stato previsto in precedenza. Serve uno scatto di reni nelle riforme, ci sono nodi strutturali non sciolti”. Chiusura per i conti pubblici italiani. “Secondo le nostre stime, nel 2010 ci sarà una riduzione dell’indebitamento netto al 5,1% del Pil, in linea con gli obiettivi governativi. Si sta rivelando più forte la riduzione della spesa pubblica in rapporto al Pil, stimata al 52% nel 2010 (-0,5 punti) ed al 50,8% nel 2011 (-1,2 punti)”.
Pietro Gugliotta

Tutti gli stabilimenti chiusi per 15 giorni. Dunque scatta la cassa integrazione per circa 30 mila lavoratori, così come già annunciato lo scorso 26 gennaio dall’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne. La scelta dell’azienda è stata motivata dall’ingente calo di ordini, e la conseguente necessità di adeguare la produzione.
Il segretario provinciale della Fiom di Torino, Giorgio Airaudo, ha riferito che nel 2010 ci sarà un intenso ricorso alla cig e che senza incentivi è inevitabile che il mercato si contragga e che la Fiat debba adeguare i propri volumi di produzione. Il sindacalista ha aggiunto che tutto questo si tradurrà in una riduzione di reddito per gli operai italiani, in quanto per ogni settimana di cig sono stati calcolati 100 euro in meno di salario.
Per il 5 marzo è stato fissato invece un ennesimo incontro tra ministero dello Sviluppo economico e Fiat per trattare sul futuro dello stabilimento di Termini Imerese. Tensione alta anche in un altro stabilimento del Gruppo, la Fabbrica Motori Avellino. Dopo gli scontri nella notte tra sabato 20 e domenica 21, i lavoratori avellinesi hanno organizzato un presidio fuori dalla fabbrica che durerà fino al 26 febbraio.
Per ciò che concerne Termini, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha detto che il Gruppo del Lingotto ha già cambiato atteggiamento e che ora è più responsabile. John Elkann, ha invece ribadito che sulla faccenda dello stabilimento si è già detto tutto. Intanto i sindacati sperano in un accordo che permetta di conservare a Termini almeno alcune produzioni legate all’auto e sfruttare così la professionalità specifica presente sul territorio.

Dal Rapporto sulla Cig del 2009, a cura dell’osservatorio sulla cassa integrazione del dipartimento settori produttivi della Cgil, emerge un quadro sconcertante. Dall’ottobre 2008 al dicembre 2009, il totale ore di cassa integrazione ha superato quota 1 miliardo. Il 2009 è stato l’anno critico, con oltre 918 milioni di ore, ben il 311% in più del 2008.
A livello regionale è possibile notare come sia la Lombardia la regione con il più elevato ricorso alla cassa integrazione ordinaria, ben 182 milioni di ore per un aumento del 627%, a seguire l’Emilia Romagna (+813%) e l’Abruzzo (+618%). La segretaria confederale della Cgil, Susanna Camuso, ha evidenziato come la Cig sia stato un ottimo strumento di contenimento degli effetti della crisi sull’occupazione, per tale motivo è di fondamentale importanza prolungare i massimali della cassa integrazione ordinaria per fermare i licenziamenti. Per la dirigente la crisi non è affatto superata, facendo notare come la lieve ripresa corrisponda soprattutto ad un aumento degli ordinativi e non degli investimenti. Un incremento deciso di questi ultimi darebbe un bel segnale al mercato del lavoro.
La cassa integrazione ha coinvolto più di un milione di individui con un ammanco totale nelle loro tasche di oltre 3 miliardi e 300 milioni di euro. In media ogni lavoratore, in riferimento ad un periodo di 25 settimane, ha perso oltre 3.000 euro.
Giuseppe Raso

Finmeccanica dopo un 2009 difficile, ma con risultati oltre le stime, prevede un 2010 non migliore. I ricavi sostanzialmente rimarranno invariati, ma utile operativo e flussi di cassa subiranno un decremento, e 1.500 lavoratori rischieranno la cassa integrazione. I principali settori interessati sono quello aeronautico, trasporti e elettronico. Prospettive un po’ più rosee per l’anno 2011, nel quale i margini dovrebbero tornare ai livelli pre-crisi.
Francesco Guarguaglini, presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, ha fatto sapere che il rallentamento delle commesse dal mercato domestico e occidentale sarà compensato con i mercati emergenti. Sembrano non esserci più dubbi sulla chiusura di diverse trattative, tra le quali, quelle con gli Emirati Arabi Uniti per 48 aerei militari da addestramento M346, e con la Lombardia per l’alta velocità.
Le società nelle quali si è cominciato a parlare di riorganizzazione aziendale sono l’Ansaldo Breda (Treni), l’Alenia Aeronautica (aerei) e Ansaldo Energia (settore elettronica per la difesa). Il futuro di quest’ultima sarà deciso entro marzo, quando avverrà l’ingresso in Borsa e la cessione di una quota ad un partner industriale per avere sbocchi in nuovi mercati. Il direttore finanziario, Alessandro Pansa, ha riferito che a livello di settore, le iniziative prese per ridurre i costi e migliorare l’efficienza si faranno sentire nel 2011, quando ci sarà un ritorno alla crescita dei margini.
Giuseppe Raso

Dal Bollettino economico della Banca d’Italia si evince un certo pessimismo. Il PIL dopo il drastico calo dello scorso anno, aumenterà dello 0,7% quest’anno, per poi accelerare all’1% nel 2011. Previsioni del 2010 in linea con le indicazioni del governo dello scorso settembre, mentre per il 2011 era stato previsto un +2%. L’Italia sta uscendo dalla recessione, ma la ripresa sarà molto lenta e incerta.
A preoccupare non poco i tecnici di Bankitalia è il fronte disoccupazione, che nel secondo trimestre 2009 ha toccato un tasso del 10,2% sommando i lavori disoccupati a quelli in cassa integrazione e ai cosiddetti “lavoratori scoraggiati”. Il dato ufficiale era del 7,4%. Un totale di un miliardo di ore di cassa integrazione nel 2009, un dato così negativo non si vedeva dal 1970. Consumi a livelli minimi, nei primi nove mesi del 2009 gli acquisti delle famiglie sono diminuiti del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2008. Ma negli ultimi mesi dello scorso anno c’è stato qualche segnale di ripresa dei consumi grazie agli interventi di governo.
L’Italia ha chiuso un 2009 con un deficit del 5,3%, contro il 2,7% del 2008. I conti del sistema Italia sono peggiorati, ma meno dei partner europei. La progressiva uscita dalla crisi porterà anche alla ripresa dell’inflazione, che nel 2009 si è attestata sullo 0,8%. Le stime riportano un tasso d’inflazione dell’1,5% nel 2010 e dell’1,9% nel 2011. Numeri alla mano si prospettano due anni molto difficili, ma dagli ambienti delle politica si continua a ripetere che il peggio è passato.
Giuseppe Raso