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Bollette, in due anni il prezzo dell'acqua è salito del 42%

Bollette, in due anni il prezzo dell’acqua è salito del 42%

Posted on 03 dic 2011 at 1:52pm

Parliamo spesso dei rincari energetici, che sono dettati dai continui aumenti del petrolio, ma in questi giorni una associazione ha monitorato attentamente il prezzo dell’acqua. Le bollette dell’acqua negli ultimi due anni hanno visto una crescita incredibile del proprio costo, un aumento medio del 12.5%, con vette del 42% in alcune città. Rincari pesanti in città come Palermo (+35%), Trieste (+25%) e Roma (+21%), rincari minimi in altre città come Brescia e Potenza (+3%) e Catania (+1%). Ma quello che sconvolge è la differenza dei prezzi: una bolletta può costare dai 503 euro di Firenze, ai 445 di Ravenna, passando per i 391 di Genova e i 330 di Palermo; ma le tariffe più basse sono nelle grandi città, dove paradossalmente la bolletta ha un costo minore: in media sotto i duecento euro a Milano e Bergamo (129 euro Milano, 198 euro Bergamo), 225 euro per Roma, Napoli e Venezia.
Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo, chiede una maggiore attenzione da parte delle istituzioni. “Un’anarchia generalizzata. Perché passato il referendum non è che tutto vada bene. Anzi. A prescindere che l’acqua sia pubblica o privata, serve subito una regolamentazione a livello nazionale. E quindi che la neonata Agenzia, con tutti i suoi handicap, inizi quanto prima a lavorare. Per vigilare sull’applicazione di tariffe e piani di investimento, quindi stabilire standard omogenei di qualità”.

Pietro Gugliotta

Sicurezza, aumentano fra gennaio e marzo le morti sul lavoro

Sicurezza, aumentano fra gennaio e marzo le morti sul lavoro

Posted on 18 apr 2011 at 5:02pm

E’ sempre molto spiacevole tornare a parlare dei dati sulle morti bianche, ossia sulle morti avvenute durante lo svolgimento del proprio lavoro. Infatti se il 2010 si era chiuso con un saldo comunque positivo, con meno morti sul lavoro dell’anno precedente, non si può dire altrettanto dei primi tre mesi di quest’anno. Il 2011 infatti si è aperto con 114 decessi sul lavoro, contro i 91 del 2010, relativi sempre al periodo gennaio-marzo. La ricerca è stata portata avanti dall’Osservatorio Sicurezza sul lavoro di Vega Engineering, osservatorio che ormai si occupa da oltre due decenni di sicurezza in ambito lavorativo. Lo studio ha mostrato dunque una inversione di tendenza rispetto al 2010, quando l’Inail segnalò una flessione dell’1.9% degli infortuni sul lavoro rispetto al 2009, passando dunque da da 790 mila casi a 775 mila casi, mentre gli incidenti mortali erano in flessione del 6.9%, scendendo da da 1053 a 980 decessi. Le regioni con più decessi sono sicuramente Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte, seguite da Sicilia, Campania e Veneto, la provincia di Milano è la più colpita in Italia, seguono Torino, Catania, Bologna e Napoli. Fra le cause degli incidenti mortali, lo studio segnala come il 28.1% siano causati dalla caduta di persone, il 25.4% invece è causato dallo schiacciamento conseguente ad oggetti caduti dall’alto.

Pietro Gugliotta

Comuni Italiani, quanti conti in rosso

Comuni Italiani, quanti conti in rosso

Posted on 29 ago 2010 at 10:08am

Piu che debito pubblico, l’Italia soffre un debito “locale”. Sono infatti gli enti locali che superano addirittura il debito Statale dell’Italia. Una differenza incredibile, che viene costata dalla Corte dei Conti. Secondo l’ente contabile infatti, il debito statale raggiungerà il 118.4% del Prodotto interno lordo, ma gli Enti Locali hanno saputo fare di “meglio”. Infatti nel 2008, i debiti municipali erano pari a 62 miliardi di euro, Roma esclusa: includendo anche la Capitale, questo debito supera e non di poco i 70 miliardi di euro. Facendo un rapido e sommario calcolo, ci sono oltre mille euro di debito per ogni cittadino italiano. Situazioni record? Oltre della già citata questione di Roma, anche Catania lo scorso hanno ha rischiato la “bancarotta”: il premier Berlusconi però è riuscito ad stanziare 140 milioni di euro circa per tappare questa enorme falla della città siciliana. Per quello che riguarda il dato di comune più indebitato – in relazione al numero dei cittadini – lo scettro poco ambito di comune più indebitato spetta a Torino, dove per ogni torinese c’è un debito di 5.564 euro.
“La sostenibilità del debito – si legge in una nota della Corte dei Conti - considerando sia il peso degli interessi che quello delle quote capitale risulta nel complesso dei comuni critica, in quanto parte dell’onere è coperto con risorse di natura straordinarià. Gli enti in disavanzo nel 2008 sono di numero crescente (da 63 a 82) rispetto agli esercizi precedenti e l’ammontare del disavanzo complessivo aumenta di oltre il 20%. La situazione non appare nel complesso incoraggiante, risultando in aumento gli enti interessati e le situazioni di alcuni di essi appaiono allarmanti. Nel 2009 l’importo dei debiti fuori bilancio è in aumento, ma tale andamento sconta la non completezza degli enti interessati alle rilevazioni”.

Redditi in crescita - la Lombardia si conferma la regione più ricca

Redditi in crescita – la Lombardia si conferma la regione più ricca

Posted on 04 gen 2010 at 12:58pm

Aumento del 3% rispetto allo scorso anno per l’imponibile medio secondo i dati dell’Agenzia delle entrate. Tali dati sono da leggere ovviamente con cautela visto che il fenomeno dell’evasione fiscale è particolarmente diffuso nel nostro paese. Dai 41 milioni di contribuenti la media di reddito dichiarato ammonta a 19.110 euro, circa 1.592 euro al mese. Da ricordare che la dichiarazione Irpef 2009 riguarda i redditi registrati nel 2008, e da un confronto con l’imponibile 2007, si può notare come il 2008 si stato un buon anno, nonostante i venti di crisi ed il PIL in calo.

Una visione dei dati a livello regionale mostra la Lombardia come regione più ricca, con un reddito medio di 22.580 euro (1.881 euro al mese). La regione più povera è invece la Calabria, 13.920 euro di reddito (1.160 euro al mese). Lo scarto tra le due regioni è del 62,2%, un dato notevole che sottolinea ancora una volta il divario tra nord e sud.

Milano è la città con il maggior reddito, pari a 30.930 euro l’anno, al secondo posto segue Roma, con 25.650 euro di imponibile. Tra le città del mezzogiorno, Bari risulta la città che più di altre sta in buona salute, con un reddito medio annuo di 21.720 euro. Ultimo posto in assoluto per Catania, con i suoi 18.600 euro. I dati in generale mostrano comunque una crescita dell’imponibile delle città del sud superiore alla media, tra le cause di questo dato in controtendenza con la situazione economica del 2008 è stata ipotizzata una minore evasione fiscale per la fascia dei lavoratori autonomi.

Giuseppe Raso

Autostrade: tariffe in aumento da gennaio

Autostrade: tariffe in aumento da gennaio

Posted on 30 dic 2009 at 4:20pm

Dal primo gennaio 2010 scatteranno gli aumenti delle tariffe autostradali, i ministeri per le infrastrutture e per l’Economia hanno approvato nella giornata di ieri il decreto che prevede aumenti per 21 concessionarie autostradali. Sembra però che tali aumenti siano abbastanza contenuti, ad esempio il pedaggio sulle tratte di Autostrade per l’Italia (che gestisce il 53% della viabilità nazionale) aumenterà soltanto del 2,4%, un dato che si pone sotto la media calcolata dall’Aiscat, l’associazione delle concessionarie, che ha stimato l’incremento medio totale di settore pari al 2,75%, contro il 3,47% dello scorso anno.

Tra i rincari più consistenti sono da menzionare la tratta Torino-Milano con un +15,5% (lo scorso maggio l’aumento era del 19,5%), la tratta Torino-Piacenza con un +9,5% (+12,6% a maggio). Entrambe le tratte sono gestite da Satap. La Brescia-Padova subirà un incremento del 6,5%, l’Autobrennero del 1,6%.

Da segnalare invece le tariffe che non subiranno rincari, come ad esempio quelle del Consorzio per le Autostrade siciliane (Messina-Catania e Messina-Palermo), di Autostrade Venete e della Asti-Cuneo. Pedaggio ridotto per quanto riguarda l’A4 Verona-Padova, per la tangenziale Mestre e raccordo con aeroporto Marco Polo e per il passante di Mestre.

L’Aiscat ha precisato che i nuovi pedaggi saranno comprensivi del sovracanone in favore di Anas, che sarà di 3 millesmi di euro a chilometro per il traffico leggero, e 9 per il traffico pesante, prevedendo inoltre un cospicuo investimento di 3 miliardi di euro il prossimo anno da parte delle varie concessionarie.

Giuseppe Raso

Troppi debiti per questo Calcio

Troppi debiti per questo Calcio

Posted on 24 nov 2009 at 3:00pm

Interessante questa correlazione inversa tra popolarità e debiti nel calcio Italiano di oggi. Se da un lato c’è una calo della popolarità, dall’altro troviamo un immenso debito delle squadre della Serie A che cresce. Da un’inchiesta del Sole24ore è emerso un totale debiti delle squadre di calcio di circa 1882 milioni di euro.

La ripartizione di questo cospicuo debito vede in testa le due squadre Milanesi, l’Inter con debiti complessivi lordi per 431,55 milioni di euro (22,9% dei debiti di tutta la serie A.) e il Milan 364 milioni di debiti lordi, pari al 19,3% del totale. Seguono Lazio, Juventus e Roma. Ultime Livorno e Catania. Sempre dall’Inchiesta del Sole24ore, è emersa la scarsa patrimonializzazione delle squadre di serie A, che mostrano una posizione debitoria nettamente superiore al patrimonio netto, evidenziando una chiara assenza di solidità.

E all’estero la situazione come si presenta? Non migliore. La rinomata Premier League ha come punti deboli Chelsea e Manchester UTD, che nonostante un ottimo ammontare delle entrate, presentano mega debiti. Male anche la Liga delle spese folli, esempio di virtuosismo invece dalla Bundesliga.

Riflessioni sulla gestione finanziaria delle squadre di Calcio ci spingono a concludere che di società sane e solide ce ne sono davvero poche, occorrerebbero regole ben precise sulla limitazione del debito, sia a livello nazionale che a livello europeo. Intanto il castello di carte rimane in piedi.