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Centro Studi di Confindustria:

Centro Studi di Confindustria: “Il PIL crollerà a +0.2% nel 2012″

Posted on 17 set 2011 at 11:36am

Il Centro Studi di Confindustria (Csc) ha prodotto un nuovo studio sulle stime del PIL italiano nel biennio 2011-2012. Le stime sono state riviste verso il basso rispetto a delle previsioni precedenti. Infatti a giugno le stime prevedevano una crescita del PIL pari al +0.9% per l’anno in corso, mentre per il 2012 il PIL sarebbe cresciuto del +1.1%: stime ribassate e non di poco. Infatti il PIL italiano si attesterà al +0.7% nel 2011, mentre nel 2012 crollerà fino a toccare quota +0.2%. “Ma il cambiamento del quadro internazionale e di quello interno hanno portato il Csc a rivedere in peggio le previsioni” spiega Luca Paolazzi, direttore del Centro Studi di Confindustria. “L’incedere dell’economia italiana è frenato dall’impatto delle manovre correttive, indispensabile e senza alternative per raddrizzare rapidamente i conti pubblici”. Ma è un dato molto importante che fa riflettere: quello della pressione fiscale, secondo il Csc infatti la pressione fiscale tornerà ai livelli record del 1997. “La manovra varata dal Governo è fatta prevalentemente di entrate tanto che la pressione fiscale raggiungerà quest’anno il 42.8% e l’anno prossimo salirà al 44.1%, oltre il massimo storico del 43.7% toccato nel 1997 per l’entrata nell’euro”. A confermare i dati del Csc, anche la Commissione Europea: infatti la Ue ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per l’Italia nel 2011. Il PIL salirà dello 0.7%, dato molto basso se consideriamo che la media nell’Eurozona si attesta all’1.6%, mentre nell’UE a 27 paesi (dunque anche con i paesi al di fuori dell’Euro) la media sale all’1.7%.

Pietro Gugliotta

Centro Studi di Confindustria:

Centro Studi di Confindustria: “Occupazione in ripresa”

Posted on 27 apr 2011 at 4:38pm

Il CSC, ossia il Centro Studi di Confindustria, ha pubblicato i risultati delle ricerche sul mondo del lavoro, in particolare sull’occupazione. Sembrano esserci dati positivi: infatti come segnala il Centro Studi di Confindustria l’occupazione è in ripresa. “L’emorragia occupazionale è in esaurimento, la domanda di lavoro sta tornando a aumentare” si legge nella nota del Centro Studi di Confindustria, che presentando le stime elaborate, pone l’accento sulla ripresa del lavoro a tempo determinato: infatti è in aumento del 5.1% rispetto al quarto trimestre del 2010. I dati sono positivi, ma non del tutto: infatti la situazione dell’Italia resta sotto controllo, infatti la ripresa dell’occupazione nella penisola è debole. “Sul lavoro c’è qualche segnale positivo ma non si delinea ancora una inversione di tendenza. Le aspettative delle imprese indicano comunque che l’emorragia occupazionale è in esaurimento e che la domanda di lavoro sta tornando ad aumentare”. Meno ottimista la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che da Firenze ha parlato in maniera molto cauta di questi dati. “Non siamo ancora in presenza di una ripresa solida e duratura dell’occupazione, c’è ancora un po’ d’attendere. Non siamo ancora ad una svolta strutturale dell’occupazione. La crescita del Paese è ancora molto bassa. In Italia esiste il problema della crescita dell’occupazione da almeno un quindicennio, con una crescita pero’ piuttosto bassa, intorno all’1%, meno della meta’ dei principali Paesi europei”. La Marcegaglia ha ripetuto come si tratti di un problema molto serio, il tema della crescita dell’occupazione è fondamentale all’interno di un Paese, dunque la Confindustria chiede grande attenzione da parte del Governo su queste tematiche.

Pietro Gugliotta

Centro Studi Confindustria:

Centro Studi Confindustria: “Nel 2011 rallenta il PIL e cresce la disoccupazione”

Posted on 25 mar 2011 at 2:13pm

E’ stata presentata in questi giorni, l’ultima analisi del Centro Studi di Confindustria, analisi sulla congiuntura e sulla dinamica economica dell’Italia in questo 2011. Secondo il Centro Studi di Confindustria il PIL sta andando a rallentatore e non ci sono buone notizie per l’occupazione, dato che la disoccupazione è destinata ad aumentare. Il prodotto interno lordo dell’Italia è partito piuttosto lentamente in questi primi mesi del 2011: “la dinamica del PIL si stia rivelando più lenta dell’atteso, dopo il +0,1% di fine 2010. Il traino principale viene sempre dalla domanda estera. Ancora fiacchi spesa delle famiglie e investimenti” si legge nella nota del Centro Studi di Confindustria. Lo stesso centro ha comunque voluto considerare gli effetti del sisma giapponese, che creerà un rimbalzo nel 2012, ma sono altri i segnali negativi: diminuisce la produzione industriale, con -1.5% a gennaio, mentre a febbraio il dato dovrebbe essere più positivo, con un rimbalzo del +1.7%. Il tasso di disoccupazione resta stabile ma è destinato ad aumentare: “a gennaio il tasso di disoccupazione è rimasto fermo all’8,6% per il terzo mese consecutivo. Ma è destinato a salire, mentre la variazione dell’occupazione (-0,4% a gennaio su dicembre) non tornerà positiva prima del 2012″. Il Centro Studi di Confindustria evidenzia anche qualche fattore positivo, come i progressi nei conti pubblici, ma servirà un grande impegno per mantenere a posto i conti pubblici.

Pietro Gugliotta

Studio di Confindustria:

Studio di Confindustria: “Dal 2008 persi 480mila posti di lavoro”

Posted on 17 set 2010 at 4:04pm

Il Centro studi di Confindustria lancia un allarme sulla ripresa economica dell’Italia: “il 2010 si chiuderà con 480 mila persone occupate in meno rispetto al 2008“. Lo studio prosegue spiegando che “bisognerà aspettare il 2013 per vedere l’economia tornare a correre come nel 2007, prima della crisi. E perché questo accada servono riforme, altrimenti si corre il rischio che la disoccupazione aumenti. L’Italia di oggi è più povera, in assoluto e ancor più in rapporto agli altri Paesi avanzati”. Secondo punto importante dello studio è quello dedicato al mondo del lavoro. “Il ricorso alla cassa integrazione rimarrà alto per il resto del 2010. Sono 450 mila i posti di lavoro già persi a fine giugno, altri 30 mila sono a rischio nella seconda metà dell’anno. L’occupazione non ripartirà prima dell’anno prossimo, con una stima del +0,4% delle unità di lavoro, e un tasso di disoccupazione che salirà, terminando il 2011 al 9,3%”. Un sguardo anche alla crescita economica dell’Italia: Confindustria rivede al ribasso le stime relative al Pil italiano. “Il Pil italiano salirà nel 2010 dell’1,2% e dell’1,3% nel 2011, revisione al ribasso rispetto al +1,6% che era stato previsto in precedenza. Serve uno scatto di reni nelle riforme, ci sono nodi strutturali non sciolti”. Chiusura per i conti pubblici italiani. “Secondo le nostre stime, nel 2010 ci sarà una riduzione dell’indebitamento netto al 5,1% del Pil, in linea con gli obiettivi governativi. Si sta rivelando più forte la riduzione della spesa pubblica in rapporto al Pil, stimata al 52% nel 2010 (-0,5 punti) ed al 50,8% nel 2011 (-1,2 punti)”.

Pietro Gugliotta

Confindustria:

Confindustria: “Italia fuori dalla recessione”

Posted on 25 giu 2010 at 12:37pm

Il Centro Studi di Confindustria ha dichiarato che “l’economia italiana è fuori dalla recessione”. Infatti “la ripresa è più solida rispetto alle stime rilasciate a dicembre. Gli economisti hanno rivisto al rialzo le stime sulla crescita al +1,6% del Pil per il 2011 (dal +1,3%). La disoccupazione è invece attesa in aumento, dopo 528mila i posti di lavoro già persi a fine 2009 in 2 anni di crisi”. Il rapporto deficit-Pil – spiega il Centro studi Confindustria - si attesterà al 5,1% nel 2010 per poi scendere al 4,1% nel 2011. A supportare la crescita c’è “il deprezzamento del cambio dell’euro, che migliora la competitività di prezzo delle merci italiane”. Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, commenta i dati presentati del Centro Studi di Confindustria. “La ripresa c’è, ma l’Italia, cresce meno di altri Paesi. Ma ci sono «zavorre» che frenano la crescita e che potrebbero incidere sulla dinamica futura. Occorre il rigore dei conti, ma anche le riforme, soprattutto due, quella fiscale e la semplificazione burocratica. Altrimenti sarà difficile riassorbire la disoccupazione. La situazione del mercato del lavoro - spiega la Marcegaglia – continuerà a peggiorare fino a metà del 2011 ma è fisiologico, perchè l’effetto della crisi sull’occupazione è spostato nel tempo. Siamo vicino ai picchi. I dati sull’evasione sono impressionanti, 125 miliardi non sono pagati dai contribuenti. I soldi recuperati dovranno servire ad abbassare le tasse e non a ridurre il deficit”. Emma Marcegaglia, rappresenterà la Confindustria italiana al G20, a Toronto, confermando così l’impegno della confederazione sul fronte internazionale, partecipando ad alcune riunioni.

Pietro Gugliotta